Farmacie, vince il Comune. Ma il film, a Ceccano, non finisce qui

Cosa significa la decisione del Tar sulle farmacie di Ceccano. Perché il centrodestra canta vittoria. Cosa cambia da ora per i cittadini

Il TAR di Latina mette il timbro sulla delibera 332/2022: la revisione della pianta organica cioè l’aggiornamento sul numero delle farmacie cittadine. Quel documento regge al vaglio dei giudici amministrativi. I ricorsi dei dottori Fabrizio Tambucci e Francesco Tursi sono dichiarati inammissibili per carenza d’interesse; il dottor Giovanni Querqui rinuncia. Spese di giudizio a carico dei ricorrenti.
Tradotto: per i magistrati del Tar, quegli atti sono a posto. Il resto — com’è costume da queste parti — è politica, comunicazione, interpretazioni.

Cosa ha deciso il TAR (senza giri di parole)

La Sezione di Latina non smonta la revisione approvata a fine 2022: rileva i profili d’inammissibilità, prende atto della rinuncia e lascia integri gli effetti dell’atto su perimetri, ambiti territoriali e procedure collegate.

Effetto pratico: la mappa delle farmacie disegnata a Ceccano nel 2022 resta valida; le spese le pagano i ricorrenti. Un esito, peraltro, in linea con l’indirizzo amministrativo dell’epoca e fortemente sostenuto dall’allora sindaco Roberto Caligiore.

Spiegone rapido: TAR e Consiglio di Stato

Foto Sara Minelli © Imagoeconomica

TAR (Tribunale di primo grado) – Qui si impugnano gli atti della Pubblica Amministrazione (delibere, bandi, determine…) per violazione di legge, eccesso di potere o incompetenza. Ricorre solo chi ha interesse diretto, concreto e attuale, cioè chi si sente leso da una decisione presa da un’amministrazione pubblica. Termine ordinario: 60 giorni. Si può ottenere la sospensiva dell’atto impugnato e se ne può chiedere l’annullamento. I giudici possono pronunciarsi per accoglimento, rigetto, inammissibilità/improcedibilità (come in questo caso).

Consiglio di Stato (Tribunale d’Appello) – Secondo e ultimo grado di merito: può confermare, riformare o annullare quanto deciso dal TAR. Termine tipico: 60 giorni dalla pubblicazione/notifica. Finché non interviene un’eventuale riforma in appello, nulla cambia.

Applicato a Ceccano: primo round al Comune; chi ha perso può salire in appello. Intanto, l’assetto resta com’è.

Le reazioni: applausi, distinguo e messaggi in bottiglia

Riccardo Del Brocco (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Nel post di giornata l’ex assessore all’ambiente della giunta di centrodestra che prese quella decisione, Riccardo Del Brocco canta la “vittoria del cdx senza se e senza ma”. Rivendica l’ampliamento “per offrire più servizi e opportunità alla collettività” e, quando scrive che “l’interesse comune vince sugli interessi privati”, lascia cadere una frecciatina al sindaco Andrea Querqui.

Nel testo ringrazia il dirigente Emanuele Colapietro, rivolge complimenti al centrodestra “che nella passata amministrazione ha avuto una visione chiara e giusta sul tema farmacie” e cita il lavoro del segretario FdI Rino Liburdi per il supporto legale insieme alla capogruppo Alessia Macciomei, ricordando che all’esordio in Consiglio “costrinsero l’attuale sindaco a far ritirare il ricorso a suo padre”.

Pasquale Bronzi, già capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia

Pasquale Bronzi esprime grande soddisfazione e scrive:  “E quindi, alla fine… chi aveva ragione??? Amministrare significa assumersi responsabilità vere, ogni giorno.
L’ex amministrazione era composta da persone serie e responsabili, salvo qualche eccezione che purtroppo ha pesato più del dovuto…
”. Il riferimento a Caligiore è chiaro; tra le righe, il messaggio: io con Caligiore non ho nulla a che fare: ero serio e responsabile.

Bruni condivide soddisfazione: “aveva ragione la vecchia amministrazione”. Ma il passaggio che resta appuntato è: “apprendo da notizie di stampa”. Domanda implicita: perché una vittoria così non è stata comunicata dall’attuale amministrazione?

Le questioni che restano nel dibattito pubblico

Il farmacista Gianni Querqui, ha ritirato il ricorso quando il figlio è stato eletto sindaco

Nel rispetto della presunzione d’innocenza — niente processi alle intenzioni — qui siamo nel campo delle scelte politiche e dell’opportunità amministrativa. A parlare, se servirà, saranno gli atti.

Spostamento di una sede. È stato osservato che una farmacia sarebbe stata trasferita da un’area priva di servizio a una zona dove, nel raggio di circa 1,5 km, sono presenti tre farmacie. La tesi critica: per l’utenza sarebbe stato “più utile” colmare il vuoto.

Il “bando bis”. Dopo un primo avviso andato deserto, il secondo avviso è stato varato durante il periodo di commissariamento e presenta alcune modifiche (tra cui la durata della concessione). Trattandosi di gestione commissariale, non c’era un atto d’indirizzo politico della Giunta: gli indirizzi risultano in provvedimenti commissariali e atti dirigenziali.

Trasparenza e costi. Le spese legali ammontano a circa 50.000 euro. Mettere in chiaro impegni, determine e liquidazioni aiuterebbe a spegnere le polemiche.

Marco Corsi

Sulle parentale & co.  È un fatto che Marco Corsi (candidato sindaco 2020 ed ex presidente del Consiglio nell’era Caligiore 1) lavori presso la farmacia risultata aggiudicataria. In parallelo, circolano le classiche voci di paese — utili più che altro ad alimentare il fuoco — secondo cui il dirigente del settore Emanuele Colapietro sarebbe cugino di Marco Corsi. In realtà: nulla di provato pubblicamente. Un rapporto di parentela o di lavoro non costituisce di per sé irregolarità: conta la corretta gestione di eventuali conflitti (dichiarazioni e astensioni verbalizzate).

Cosa significa per i cittadini

Nell’immediato non cambia nulla: resta in vigore la pianta organica 2022 con i relativi perimetri; i ricorrenti possono appellare al Consiglio di Stato nei termini di legge e adesso vedremo cosa decideranno di fare i due dottori. 

Per i cittadini, però, c’è un effetto concreto: arriverà una nuova farmacia, quindi un nuovo servizio di prossimità sul territorio. Una farmacia comunale è un presidio la cui titolarità è del Comune: può essere gestita in house (azienda/istituzione partecipata) oppure affidata in concessione a un operatore selezionato con bando (come in questo caso); in ogni caso svolge funzioni di servizio pubblico (farmaci SSN, distribuzione per conto, screening, servizi di telemedicina/autoanalisi dove previsti).

(Foto: Giuliano Del Gatto © Imagoeconomica)

Le farmacie contano perché sono capillari, accessibili e orientano l’utenza tra medico di base, guardia e specialistica, seguono l’aderenza terapeutica dei pazienti fragili e offrono prestazioni rapide che evitano accessi impropri ai Pronto Soccorso. Nel dibattito nazionale — soprattutto nell’area del centrodestra — è forte la linea di valorizzare la rete delle farmacie come porta d’ingresso ai servizi territoriali: più servizi a banco e in telemedicina per alleggerire gli ospedali e ridurre le liste d’attesa su esami minori e diagnostica di primo livello. In sintesi: più vicino al cittadino, meno carico sul sistema.

Quindi?

Il TAR ha messo un punto: gli atti sono a posto e le spese le pagano i ricorrenti. A Ceccano, però, i film raramente finiscono al primo tempo: qualche dubbio da chiacchiera da bar resta. Adesso vedremo che cosa succederà. Per ora, il centrodestra porta a casa una vittoria — ed è un tema molto, molto sentito proprio in quell’area.

Sipario? Non ancora.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).