FdI avvisa Lega e Forza Italia

Le scintille tra Tajani e Salvini rischiano di avere ripercussioni sul Governo. Così come quelle tra fazzone e la Lega le stanno generando nel Lazio. I segnali di FdI: a Roma e Frosinone. Per avvertire che potrebbero non tollerare la situazione.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il duello tra Antonio Tajani e Matteo Salvini sul piano nazionale, il duello tra Claudio Fazzone e la Lega regionale del Lazio: i due fronti impensieriscono Fratelli d’Italia. Lo scontro tra gli alleati sul posizionamento europeo, nel quartier generale di FdI viene guardato con finto distacco, declassato ad onda lunga della campagna elettoral:, come il dover spiegare ai propri elettori il rispettivo posizionamento.

Ma il clima in maggioranza è arroventato. E non si tratta di un problema epidermico, cioè di antipatia personale tra Tajani con Salvini, tra Fazzone con la Lega: la questione è politica è sta anche e soprattutto nel ruolo che i Berlusconi adesso reclamano per il Partito fondato da papà Silvio. Lo vogliono all’attacco e non in difesa, liberale e non sovranista, puntano a quell’elettorato centrista rimasto senza un faro e che sarà determinante per le prossime elezioni. (Leggi qui: L’alta tensione Lega – FI da Bruxelles a Frosinone, Viterbo e Regione).

La spia dell’allarme

Matteo Salvini ed Antonio Tajani (Foto: Luigi Mistrulli © Imagoeconomica)

Una situazione che ha fatto subito accendere la spia dell’allarme nella cabina di pilotaggio dove siede ai comandi Giorgia Meloni. L’attenzione è concentrata su quanto accadrà in Parlamento a partire da questa settimana, quando inizierà ad arrivare il momento di convertire numerosissimi decreti. Per farlo servono i numeri, devono essere solidi e le fibrillazioni non devono attaccarsi ai polpacci dell’iter rallentandolo.

Le scintille tra Salvini e Tajani, quelle tra Fazzone e la Lega nel Lazio? Giorgia Meloni non parla ma per lei lo fanno i suoi. Dal Senato il vicecapogruppo FdI lancia un avviso chiarissimo: “Abbiamo un calendario d’Aula fittissimo e delle riforme da portare avanti. Se dovessimo riscontrare una direzione diversa da questa, porremo una questione politica all’interno della coalizione“.

Se “i numeri resteranno solidi non registreremo alcun problema” gli fa eco a microfoni spenti un alto dirigente del Partito. La preoccupazione è giustificata da un dato oggettivo: nelle Aule parlamentari il rischio inciampo è dietro l’angolo, spesso nascosto tra semplici Ordini del Giorno o emendamenti.

Le mine sul percorso

Le mine sul percorso sono tante. Per citarne qualcuna: ci sono una cinquantina di emendamenti a firma Forza Italia per correggere il Codice della Strada proposto da Salvini. E per nessuno è un mistero che il leader della Lega vorrebbe vedere uno dei suoi cavalli di battaglia approvati entro luglio: ma le dichiarazioni del capogruppo in Senato di FI Maurizio Gasparri fanno prevedere tempi più lunghi.

Possibili distinguo potrebbero spuntare su diversi altri provvedimenti: dal Dl carceri al Ddl Sicurezza. Forza Italia ha già messo a verbale la sua contrarietà al carcere per le madri con figli piccoli, la Lega per ora mantiene in piedi – tra le altre cose – la discussa proposta per la castrazione chimica. Ancora da chiarire poi se la norma per il Salva Milano (uscita dal Dl Casa per disaccordi in maggioranza) entrerà nel decreto Infrastrutture.

Zero speranze di approvazione per la proposta di vietare per legge l’uso del femminile nei documenti ufficiali, avanzata dalla Lega. Il Partito di Matteo salvini vuole cje si scriva solo sindaco, questore, avvocato, rettore, ministro e così via indipendentemente dal genere di chi ricopre quel ruolo. Al vetriolo la risposta di Tajani ma questa volta non Antonio bensì la senatrice del Pd Cristina Tajani. Su Twitter scrive Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi” … chissà se il Senatore Potenti, che propone di proibire l’uso del femminile professionale, vorrà multare anche i fedeli che recitano il Salve Regina.

Daniele parlaci tu

Antonio Tajani con Daniele Natalia

Sui territori, uno dei fronti minati è quello intorno al Comune di Frosinone dove Forza Italia ha revocato la fiducia al sindaco Riccardo Mastrangeli dichiarando l’appoggio esterno. Una questione strettamente legata alla richiesta di rimpasto avanzata in Regione Lazio dal coordinatore azzurro Claudio Fazzone al Governatore Francesco Rocca affinché tenga conto del raddoppio della pattuglia forzista in Aula e del contemporaneo svuotamento della Lega. (Leggi qui: L’alta tensione Lega – FI da Bruxelles a Frosinone, Viterbo e Regione).

A Frosinone la risposta del sindaco Mastrangeli (civico di espressione leghista) è stata la stessa fornita dal governatore Rocca (civico ma di declinazione Fratelli d’Italia): andiamo avanti lo stesso.

Lunedì i vertici provinciali di Forza Italia si vedono per fare il punto e definire l’agenda della settimana. C’è la possibilità di un nuovo vertice con la Lega per stemperare le posizioni: sembra che a portare avanti la seconda fase del confronto debba essere il vice coordinatore provinciale Daniele Natalia. Perché la coordinatrice provinciale Rossella Chiusaroli ha definito e formalizzato la linea pragmatica, una eventuale modifica richiede un soggetto diverso con funzioni di mediazione.

L’insofferenza dei Fratelli

Riccardo Mastrangeli e Massimo Ruspandini

C’è una certa insofferenza dei Fratelli d’Italia per l’azione di logoramento messa in atto attorno al Comune di Frosinone. “Fino ad oggi siamo stati leali verso il sindaco Riccardo Mastrangeli nonostante non sia stato indicato da noi. Lo saremo fino all’ultimo giorno di questa consiliatura, rispettando un patto politico che non è solo locale ma nazionale” dicono dai vertici provinciali del partito di Giorgia Meloni.

Mastrangeli viene considerato la prosecuzione del sindaco Nicola Ottaviani e del suo ottavianesimo in politica. A Fratelli d’Italia è una declinazione che non piace e nemmeno è mai piaciuta in questi anni, nemmeno quando tutti nel centrodestra lo consideravano il corso nuovo. Ma meno ancora piace la strategia messa in atto da Forza Italia: perché è la stessa con cui si sta logorando la Giunta regionale a guida FdI. “Credo che sia necessario un abbassamento dei toni e lasciare che la politica segua il suo corso di bilanciamento della situazione. Ma noi ribadiamo la nostra lealtà politica ad un progetto che è nazionale, regionale e poi frusinate”.