FdI rialza la testa: restituite le deleghe, Trancassini congela il resto

La restituzione delle deleghe alle assessore di Fratelli d’Italia riapre la partita della crisi a Frosinone. Ma il vero nodo resta politico: metodo, equilibri interni e il terzo assessorato ancora congelato. Forza Italia non arretra

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il primo passo formale è stato compiuto poco prima di mezzogiorno: il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli ha restituito le deleghe alle assessore Simona Geralico ed Alessia Turriziani. Gliele aveva ritirate il 30 dicembre scorso al termine dell’ultimo Consiglio comunle del 2025: il loro Partito (FdI) non si era presentato in Aula lasciandolo in balia delle minoranze. Che avevano potuto fare il bello ed il brutto tempo. Uno smacco inaccettabile per il sindaco. (Leggi qui: FdI non si presenta: Mastrangeli revoca le deleghe ai due assessori).

Per gli appassionati dei dettagli: Cultura, Musei e Biblioteche, Rapporti con Enti ed Associazioni Culturali, Turismo e Pari Opportunità (per l’assessore Geralico); Welfare, Politiche Sociali, Fragilità Sociali (per l’assessore Turriziani). E questa è la prima evidenza.

Nessuna traccia del terzo assessorato ai Fratelli d’Italia, quello destinato a Sergio Crescenzi (area Aldo Mattia). A tirare il freno a mano è stato il Partito. Sostengono sia stato direttamente il coordinatore regionale Paolo Trancassini: per evitare che le scintille interne tra le componenti potessero innescare un incendio.

Le scintille

Aldo Mattia e Fabio Tagliaferri

Difficile avere un quadro dettagliato: il coordinatore provinciale Massimo Ruspandini non risponde, il deputato Aldo Mattia rifiuta la chiamata al secondo squillo, il presidente ALeS Fabio Tagliaferri fa attivare la segreteria telefonica.

Per capire cosa sta accadendo bisogna tornare indietro al famoso vertice romano del 5 gennaio a Roma, dove si sono incontrati il sindaco del Capoluogo Riccardo Mastrangeli, il sottosegretario di Stato e vicesegretario nazionale della Lega Claudio Durigon, il parlamentare e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, il deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, il deputato e coordinatore provinciale del Carroccio Nicola Ottaviani, il  coordinatore regionale della Lega Davide Bordoni, e il Consigliere Comunale del Capoluogo Franco Carfagna, capogruppo di Fratelli d’Italia.

Un vertice riunito dopo il ritiro delle deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia. Nel quale Paolo Trancassini ha posto una questione preliminare e di metodo. E cioè: prima di ogni confronto ha reclamato la restituzione delle deleghe alle due assessore perché – le parole non sono precise, la sostanza si –Noi non accettiamo il Metodo Frosinone dove prima picchiate e poi vi volete sedere a discutere. O ci ridate i due assessori o noi usciamo dalla Maggioranza e vi garantiamo solo il nostro appoggio esterno. Per Mastrangeli sarebbe stata la fine. (Leggi qui: Comune di Frosinone, il vertice di Montecitorio si chiude con una tripla).

Il Trancassini urtato

Nicola Ottaviani con Riccardo Mastrangeli

Chi lo conosce bene assicura che l’onorevole Paolo Trancassini fosse urtato però da ben altro. Non dalla scelta fatta dal sindaco Mastrangeli. Ma dalle parole dette dal suo predecessore Nicola Ottaviani. Che nel commentare quanto accaduto in Aula il 30 dicembre aveva detto – sempre nella sostanza –Giorgia Meloni è bravissima ma la sua classe dirigente locale dimostra di essere composta da mezze calzette”. Sostanza dalla quale l’onorevole Trancassini si è sentito toccato. E se anche non si fosse sentito chiamato in causa ci hanno pensato una mezza dozzina di dirgenti regionali a segnalargli la questione, giudicandola inaccettabile.

Il solco tracciato da Trancassini è stato netto: solo dopo la restituzione delle deleghe si sarebbe potuto affrontare, se e come, risolvere la crisi al Comune.

Antonio Scaccia (Foto © Massimo Scaccia)

Al rientro a Frosinone, il sindaco Riccardo Mastrangeli ed il vicesindaco Antonio Scaccia si portano avanti con il lavoro: partono dal presupposto che le due assessore verranno reintegrate ed alzano una palla, sottorete e senza muro, ai parlamentari di FdI, che avrebbero solo dovuto schiacciarla. (Leggi qui: Frosinone, l’accordo c’è: ora la crisi si può risolvere a colpi di assessorati).

Propongono una soluzione. Sono pronti a rimettere in discussione l’assessorato che stava per andare alla civica di Gianfranco Pizzutelli (in Aula esprime 2 consiglieri Claudio Caparelli e Andrea Turriziani) che nel 2022 ha concorso con il centrosinistra e quindi contro Mastrangeli. E sono pronti a riconoscere il terzo assessorato a Fratelli d’Italia, che è il gruppo più numeroso in Consiglio.

La palla senza muro

Andrea Turriziani (Foto © Stefano Strani)

Sul piano strategico è una proposta micidiale. Manda all’aria il disegno dell’ex vicesindaco Fabio Tagliaferri. Quale? Secondo una vulgata è lui ad avere favorito l’ingresso di Andrea Turriziani nel Polo Civico di Pizzutelli innescando la richiesta di assessorato per compensare l’appoggio. In questo modo Tagliaferri ottiene due cose. La prima: si evita l’imbarazzo di Turriziani alla porta di FdI, che è stato pur sempre un candidato alla Camera sostenuto dal Partito Democratico. La seconda: evita di dover vedere un terzo assessorato a FdI che sarebbe andato alla componente di Aldo Mattia; che in questo modo avrebbe incassato un assessore ed un consigliere, nella persona di Franco Napoli, cioè il primo dei non eletti che avrebbe preso il posto di Sergio Crescenzi una volta entrato in Giunta.

All’epoca del Congresso FdI cittadino Aldo Mattia fece un passo di lato, ritirando il suo candidato a Segretario e cedendo così il passo all’assessore Alessia Turriziani (area Fabio Tagliferri). Un passo compiuto l’accordo di esprimere, in cambio ed in tempi ragionevolmente brevi, un suo assessore nella Giunta di Frosinone. Quella cambiale, attraverso il lodo Scaccia, poteva quindi essere portata finalmente all’incasso dall’ex direttore regionale di Coldiretti.

Vero o falso il retroscena, la proposta Mastrangeli – Scaccia mette comunque in difficoltà il Partito della premier: come può FdI rifiutare un terzo assessore?

Lo scontro sul nome

Alessia Turriziani e Sergio Crescenzi

Sempre partendo dalla premessa che i due assessori sospesi stanno per essere reintegrati, l’operazione terzo assessorato va avanti. Nelle file di Aldo Mattia si ipotizza la designazione di Armando Simoni che si avvarrebbe dell’esperienza di Sergio Crescenzi come consulente politico. Ma l’ipotesi di un assessore esterno manda su tutte le furie Tagliaferri che invia una serie di messaggi infuocati: la politica ha la precedenza in uno scenario come quello di Frosinone. Anche Mattia se ne convince ed alla fine la scelta va su Crescenzi.

A Tagliaferri però viene riconosciuto il diritto di prelazione sul nome da candidare (ed eleggere) alle prossime Provinciali per Frosinone città: l’attuale Capogruppo Franco Carfagna. L’area Mattia reclama il nome del suo successore nel ruolo di guida del Gruppo: Marco Ferrara. Un’operazione nella quale c’è chi vede un tentativo di “assassinio politico” per Fabio Tagliferri, tentativo che gli stessi informatori riferiscono non era riuscito con il congresso cittadino. Perché verrebbe marginalizzato.

Il Presidente di AleS però, che fa politica da quando giocava con le macchinine,  avendo fiutato i trappolone, avrebbe chiesto di tenere le due operazioni, su piani distinti. In sintesi avrebbe detto: ok a Crescenzi subito assessore, ma Ferrara farà il Capogruppo solo dopo che Franco Carfagna (l’attuale Capogruppo al Comune) sarà eletto alla Provincia“.

I conti senza l’oste

Marco Ferrara (Foto © Massimo Scaccia)

Quella clausola, a Ferrara però non sta stata per niente bene: il ruolo di capogruppo lo voleva subito. Niente da fare. È in quel momento che salta il banco in Fratelli d’Italia: per questo le trattive ufficiali in FdI si fermano per 24 ore.

Quelle informali (sempre partendo dal presupposto che i due assessori stiano per essere reinsediati) le riprende Fabio Tagliaferri il quale decide di dialogare solo con Sergio Crescenzi e Franco Napoli (il primo dei non eletti), perché l’indisponibilità di Ferrara ad attendere le Provinciali è stata mal digerita dal presidente di ALeS. Tagliaferri dice che per quanto lo riguarda nulla osta al nome di Sergio Crescenzi come assessore.

Franco Carfagna (Foto © Stefano Strani)

Il capogruppo Franco Carfagna ne informa il Segretario Regionale del Partito Paolo Trancassini: la quadra su Frosinone si è trovata con il terzo assessorato a Fratelli d’Italia e l’indicazione di Sergio Crescenzi. Mentre per il capogruppo si vedrà in seguito. (Leggi qui: Frosinone, il primo tassello è a posto: Crescenzi in Giunta, la crisi entra nella fase finale).

Trancassini però non la prende bene. Congela tutto. Perché per lui il terzo assessore riconosciuto al suo Partito non è, al momento, all’ordine del giorno. Per lui viene prima il metodo e la dignità di Fratelli d’Italia, che non è in alcun modo negoziabile. Tradotto: prima Mastrangeli restituisce le deleghe agli assessori e solo dopo si entra nel merito della crisi. 

Il vero segnale politico

Paolo Trancassini (Foto: Marco Ponzianelli © Imagoeconomica)

Il segnale politico che Trancassini manda a Mastrangeli è comunque evidente: FdI non può essere preso a schiaffi. Da nessuno. Ed infatti questa mattina il sindaco ha riattribuito le deleghe agli assessori di FdI Simona Geralico e Alessia Turriziani

 Ora e solo ora, per Fratelli d’Italia e almeno per Trancassini, si può (forse) cominciare a parlare di nuovi assessorati. Certo è che se veramente i Meloniani incassano da Mastrangeli il terzo assessore a diciotto mesi dalla fine della consilitura, rischiano di legarsi le mani. Sarà veramente complicato poi nel 2027 costuire una motivazione sostenibile per non volerlo ricandidare. E non basteranno le primarie.

Forza Italia non arretra

Giammarco Florenzani

Una posizione di rigidità sulla quale è da tempo posizionata anche Forza Italia. Da due anni è fuori dalla maggioranza: contesta al sindaco Mastrangeli le stesse cose che gli rimprovera FdI. Ieri il Partito ha nominato il suo nuovo responsabile dei rapporti con gli altri Partiti: l’avvocato Gianmarco Florenzani dovrà interfacciarsi con alleati e non, su tutto il territorio provinciale. (Leggi qui: Forza Italia cambia l’ambasciatore: Florenzani guida la diplomazia).

Un segnale di possibilità alla riapertura del dialogo a Frosinone. Se Mastrangeli dovesse cambiare approccio. Ma sul punto, la Coordinatrice Provinciale Rossella Chiusaroli è chiara: “l’incarico di Florenzani è finalizzato a cose diverse con gli alleati. Le decisioni di Frosinone spettano esclusivamente ai Consiglieri comunali”. In pratica, il dibattito politico su Frosinone lo continueranno a portare avanti Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia.

Un vecchio proverbio indiano recita “Il tempo è come una lente che rende più nitida la visione della realtà”. Ed a Frosinone solo il tempo riesce a rendere finalmente chiare determinate dinamiche politiche. Non altro.