Per il comune guidato da Piergianni Fiorletta si è aperto un anno fondamentale per la realizzazione di alcune opere pubbliche fondamentali per lo sviluppo del territorio. In ballo investimenti per milioni di euro. Stanziamento record (700 mila) per la manutenzione delle strade
Parcheggi per sistemare le auto nei punti strategici, tre nuovi poli logistici per creare lavoro ed economia, un nuovo Piano Regolatore Generale per regolare lo sviluppo della città, il Museo Civico per attrarre visitatori e valorizzare i beni storici, cifre record da mettere in campo per la manutenzione delle strade: il 2026 di Ferentino sarà caratterizzato da almeno 5 punti fondamentali che riguarderanno opere pubbliche strategiche.
In cantiere due parcheggi

L’Amministrazione comunale che fa capo al sindaco Piergianni Fiorletta aprirà due cantieri per implementare l’offerta delle aree di sosta in città. Il primo, più imminente, nella centralissima Sant’Agata dove verrà realizzato un nuovo parcheggio da 52 posti auto con una scala di collegamento che condurrà i cittadini sulla via Casilina a ridosso della farmacia. Costo dell’opera circa 400.000 euro. È la prima opera che sarà avviata nel 2026.
Poi ci sarà la realizzazione del parcheggio a Pontegrande in un’area di grande sviluppo commerciale e residenziale. Nasceà grazie ad un finanziamento regionale di 490.000 euro.
Altre aree di sosta ancora in fase di studio si prevedono a ridosso del Teatro Romano ed altre zone centrali della città.
Un giardino panoramico in piazza del Duomo

Dopo la festività del patrono Sant’Ambrogio, prevista per il 1 maggio, l’Amministrazione avvierà anche una grande opera destinata a cambiare una parte del volto cittadino. Si tratta di un giardino pubblico nella piazza del Duomo. Sarà una veduta sulla valle del Sacco, un balcone che promette una vista panoramica da fare invidia. Opera resa possibile da un accordo tra il Comune e la Diocesi che ha concesso le aree.
Grazie a quell’intesa il Comune potrà abbattere una parte di un muro sulla piazza ed in questo modo realizzare il giardino. La Sovrintendenza ha posto come condizione per la realizzazione dell’opera, l’obbligo per il Comune di effettuare scavi archeologici all’Acropoli che risale al I secolo a.c. Costo dell’opera 700.000 euro.
Poli logistici e Piano regolatore generale

Poi il 2026 sarà l’anno del completamento di tre mega poli logistici. Soprattutto quello del freddo a fianco allo stabilimentoi alimentare Froneri, multinazionale leader nella produzione dei gelati con marchi storici come Maxibon, Coppa del Nonno, Motta Pirulo e Nuii. Sarà tra i più importanti d’Europa.
Gli altri poli logistici nasceranno al confine con Frosinone in zona Aeroporto e sulla via Morolense non lontano dall’autostrada e dalla stazione ferroviaria. Creeranno nuovi posti di lavoro ma soprattutto faranno crescere l’economia.
Museo civico, strade ed ex Paolini
Nei primi mesi del 2026 è prevista l’inaugurazione del primo Museo Civico di ferentino: sorgerà sotto il palazzo Martino Filetico. Opera fortemente voluta dal sindaco Piergianni Fiorletta che ha già allo studio la possibilità di un secondo museo, questa volta di arte contemporanea e da realizzare eventualmente in pieno centro.

Per la primavera è previsto l’avvio del recupero dell’edificio ex Paolini destinato a tornare alla sua vocazione di scuola grazie se non verranno ritirati i fondi PNNR per 7 milioni di euro ottenuti dall’Amministrazione provinciale. Verrà ampliato il plesso scolastico Itis Don Morosini che prevede anche un auditorium a servizio della città.
Nel corso dell’anno si prevede poi di avviare il progetto di housing sociale ovvero il recupero di 10 appartamenti di proprietà del Comune da destinare alle giovani coppie della città. Anche questo finanziato dalla Regione.
La visione

Messe una accanto all’altra, queste opere non sono un elenco di cantieri ma una dichiarazione di intenti. Il 2026 di Ferentino non racconta solo cosa si farà, ma come si immagina la città nei prossimi anni: più accessibile, più attrattiva, più capace di trattenere persone, lavoro e opportunità.
Parcheggi, musei, scuole, poli logistici e spazi pubblici non sono compartimenti stagni. Sono pezzi di un disegno che prova a tenere insieme sviluppo economico, qualità urbana e identità storica. La sfida vera non sarà aprire i cantieri — quelli, numeri alla mano, ci sono — ma governarne l’impatto, farli dialogare, trasformarli in servizi stabili e riconoscibili.
Se il 2026 sarà l’anno delle opere, il biennio successivo dovrà essere quello della maturità amministrativa: quando i nastri tagliati smetteranno di fare notizia e inizieranno a fare città. È lì che si capirà se Ferentino avrà davvero cambiato passo.



