Seduta fiume e forte contrapposizione tra maggioranza e opposizione. Si sono scontrate due visioni diverse della politica di bilancio. il Consiglio traccia un solco. Da ora a ferentino c'è un prima ed un dopo. Ecco il progetto per la nuova piazza. E le altre opere che nasceranno
Il prima ed il dopo. A tracciare il solco di quel confine è stato il Consiglio comunale fiume che si è tenuto nelle ore scorse a Ferentino: tre ore e mezza di discussione. Per parlare di opere, di bilancio, di tempo perso e di futuro guadagnato: come sempre a Ferentino, torti e ragioni dipendono molto dal lato dello stadio nel quale si decide di accomodarsi per guardare la partita. Ma c’è un punto chiave di quella seduta, una linea più che un punto: la seduta ha l’ambizione di essere quella che divide tra la Ferentino con Antonio Pompeo come sindaco e la Ferentino dopo i dieci anni di Antonio Pompeo ed il ritorno di Piergianni Fiorletta.
Quel solco lo avevano disegnato le scorse elezioni Comunali. Ma mancava lo scavo, l’incisione sulla terra, o se preferite l’atto concreto inciso sui bilanci e le delibere, sui conti e sulle opere. Quell’incisione è avvenuta adesso. Dal punto di vista dell’amministrazione Fiorletta: via libera ad una serie di opere interamente concepite, progettate ed ora approvate dall’amministrazione comunale targata Piergianni Fiorletta. Dal punto di vista dell’ex sindaco ed ex presidente della Provincia: il punto di non ritorno con una serie di impegni che vincolano a lungo la comunità e difficilmente potranno vedere la realizzazione.
Due visioni differenti, l’affondo della minoranza

All’ordine del giorno due argomenti: l’approvazione del Rendiconto 2025 e la Variazione di Bilancio con 2,6 milioni che vengono prese dall’avanzo di amministrazione per destinarli alla realizzazione della piazza del Vascello ed ai giardini di San Giovanni.
Sì sono scontrate due visioni diverse della politica di Bilancio. E due visioni diverse della città. Partiamo dall’unico punto sul quale tuti sono d’accordo: nelle casse del Comune di Ferentino ci sono 3,3 milioni oggetto della discussione. Il sindaco Fiorletta e la sua maggioranza hanno rivendicato il merito di avere costruito quel tesoretto: è un primo tratto del solco. Perché fino ad oggi, qualsiasi somma in discussione era merito dei bilanci messi a punto negli anni precedenti da Pompeo.

I numeri sono numeri. Cosa può contestare Pompeo? Molto. Ha sostenuto in Aula che i suoi tesoretti erano frutto di finanziamenti regionali e nazionali che la sua amministrazione era stata brava ad intercettare e portare a Ferentino. E questi di Fiorrletta? Per Pompeo sono il risultato di risparmi accumulati non fornendo servizi alla città, trascurando la manutenzione delle strade, del verde pubblico e delle scuole, aumentando tasse, tariffe e multe.
I soldi ci sono, i progetti anche. Ma ci sono pure due visioni della città. Per la maggioranza è una Ferentino formica che poco alla volta ha messo da parte ed ora si gode il frutto di quelle attenzioni e di quelle economie. Per l’ex maggioranza è una Ferentino taccagna, in declino che è stata spremuta con un anno di gestione senza una idea forte e condivisa di sviluppo del territorio.
Il solco sempre più profondo

Secca la replica della maggioranza, in particolare del sindaco Piergianni Fiorletta. I toni sono accesi: il primo cittadino dice che nel 2028 la sua coalizione si presenterà agli elettori portando i risultati seminati con quei risparmi e con i progetti che hanno finanziato in questo Consiglio.
In Aula c’è chi interpreta quel plurale “noi ci presenteremo” come un’ipoteca sul quarto mandato. Eppure Fiorletta ha sempre detto che questo sarebbe stato per lui l’ultimo. Il dubbio è tale che a margine della seduta c’è chi glielo domanda. Ed il sindaco ribadisce: no, non si ricandida, sarà in campo ed ispirerà la coalizione che arriverà dopo di lui, se dovesse risultare utile potrebbe candidarsi in Consiglio ma potrebbe pure rimanere all’esterno e mettere a disposizione la sua esperienza.
Il punto però è quel solco che ora è netto e profondo. Fiorletta rivendica le opere portate ora in Aula e su quelle i suoi eredi politici saliranno sul palco e chiederanno il voto. Non rivendica solo i progetti ma anche il metodo con cui sono stati finanziati: lo sottolinea affermando che l’avanzo è frutto della lotta all’evasione, spese oculate e programmazione.
Il progetto ed il solco di Rea

Il consigliere delegato ai Lavori Pubblici, Alessandro Rea ha illustrato i due grandi progetti, la nuova piazza al Vascello che sarà divisa in due lotti ed il giardino nelle aree acquistate dal comune dalla curia vescovile. Ci saranno anche scavi archeologici all’Acropoli.
“Con questa variazione – spiega Alessandro Rea – completiamo un percorso iniziato oltre due anni fa. Mi riferisco, naturalmente, al progetto di rifacimento della rotonda: con lo stanziamento di 1,9 milioni di euro chiudiamo la fase progettuale e diamo avvio all’opera concreta”. Se vogliamo dare a Cesare ciò che è di Cesare: è Alessandro Rea a tracciare il solco tra il prima ed il dopo, tra la gestione Fiorletta e quella Pompeo, tra le opere nate dall’uno e dall’altro.
Spiega il delegato “Si tratta di un intervento fortemente voluto da tutta l’amministrazione, che cambierà in modo significativo e positivo il centro del paese. L’opera prevede il raddoppio della superficie attuale, arrivando a quasi 1000 metri quadri con nuova pavimentazione, illuminazione e zone a verde. Attraverso una rampa di circa 5 metri si potrà accedere con le auto al parcheggio sottostante.
Inoltre, partiranno anche altri interventi importanti: opera di San Giovanni, parcheggio di Sant’Agata, il progetto di emergenza abitativa con la ristrutturazione di cinque appartamenti destinati alle giovani coppie, la sede comunale, il parcheggio di Pontegrande ed insieme agli uffici stiamo preparando un ambizioso piano per la sistemazione delle strade nelle periferie.
L’Aula si incendia
Il rendiconto alla fine è stato approvato con il voto contrario della minoranza e l’assenza di Angelica Schietroma.

Sulla variazione di bilancio l’opposizione ha contestato il metodo seguito dalla maggioranza e la sproporzione tra le enormi risorse destinate al centro storico e le briciole per le periferie. È un punto che è come una scintilla in una polveriera: Antonio Pompeo evidenzia che buona parte delle somme vengono spese solo per una parte della città mentre alle altre arriverà poco o nulla. Apriti cielo. Ma un punto è chiaro: anche Antonio Pompeo ha lo stesso progetto di Fiorletta e cioè incidere sul profilo della prossima amministrazione, ispirandone l’assetto. Forse facendone parte: se così fosse dovrebbe rinunciare però alla serie di impegni di profilo nazionale che in questi mesi ha assunto a Roma sul piano professionale.
C’era stata oltre un anno fa la proposta della minoranza di indire un concorso internazionale di idee progettuali per il Vascello in modo tale da attrarre i migliori professionisti per un intervento architettonico, ingegneristico ed urbanistico molto complesso e decisivo per il futuro della città, ma la proposta venne respinta.

E sul nuovo progetto? La minoranza si è astenuta sul punto, concordando sull’utilità delle opere pubbliche ma contestando con veemenza le modalità progettuali. Ed il finanziamento con l’avanzo di amministrazione che in questo modo è stato quasi completamente assorbito. Ma Fiorletta ha ribattuto che i restanti circa 800.000 euro saranno investiti in manutenzione, scuole e cultura.
Il capogruppo del Pd, Fabio Magliocchetti ha proposto anche di coinvolgere il Consiglio comunale dei Giovani e gli allievi delle attuali Prime e Seconde Medie. Per cosa? Sollecitare idee e riflessioni in quelli che saranno i futuri fruitori della rinnovata passeggiata e piazza del Vascello. Anche questa proposta è stata lasciata cadere dalla maggioranza che ha votato compatta la variazione. Il solco è tracciato. Da ora a Ferentino c’è un prima ed un dopo.



