Con la Delibera n. 121 il Comune avvia la registrazione di "Fiuggi Experience" e "Teatro di Fiuggi" e una sorveglianza globale sul marchio FIUGGI. Un atto amministrativo che riapre una storia lunga sette secoli.
Sette secoli, due marchi nuovi e una delibera datata 4 settembre: è il conto con cui Fiuggi ha deciso, da oggi, di trattare il proprio nome non più come un toponimo ma come un asset da difendere in tribunale, se necessario, ovunque nel mondo.
La Delibera di Giunta n. 121 del 4 settembre 2026 dà indirizzo alla registrazione e alla tutela di due marchi: Fiuggi Experience e Teatro di Fiuggi. Soprattutto, all’attivazione di un servizio di sorveglianza sull’uso del marchio FIUGGI in Italia e nel mondo, esteso a un ventaglio di settori merceologici che va dalla cosmetica alla profumeria, dalle bevande all’istruzione, dallo sport ai servizi medici e di benessere.
Il sindaco Alioska Baccarini lo presenta come l’ultimo tassello di un lavoro avviato da tempo, non un episodio isolato: «Il nome della nostra città non si regala e non si lascia utilizzare senza controllo», ha dichiarato, definendo la delibera «una scelta politica e strategica» più che un adempimento tecnico.
Un nome più vecchio della Repubblica

Per capire perché un Comune della Ciociaria investa energie amministrative nella difesa legale del proprio nome, bisogna fare un passo indietro di quasi otto secoli.
Le prime testimonianze scritte sulle sorgenti della celebre acqua oligominerale di Fiuggi risalgono al Duecento, quando il luogo (allora Anticoli di Campagna) era già meta di pellegrinaggi per le proprietà curative delle sue acque.
La leggenda vuole che papa Bonifacio VIII, originario di Anagni, ne traesse sollievo per i suoi calcoli renali; i registri contabili pontifici, secondo la tradizione locale, arrivano a contare quasi duecento ordini di pagamento per il trasporto dell’acqua fino a Roma.

Ma è una lettera del 1549, firmata da Michelangelo Buonarroti, a fissare per sempre la fama della fonte. Sofferente anche lui di calcoli renali, l’artista scrive al nipote di aver bevuto per due mesi «un’acqua d’una fontana che è a quaranta miglia presso Roma, la quale rompe la pietra», e di averne tratto giovamento. Da lì, nei secoli, sarebbero passati papi, nobili, nel Novecento anche uomini di Stato come Giovanni Giolitti e Alcide De Gasperi. Il nome del paese cambiò definitivamente proprio in onore di quella fama: fu ribattezzato Fiuggi nel 1911, quando lo stabilimento termale intitolato a Bonifacio VIII venne inaugurato con le sue strutture liberty.
Da fonte a impresa, tra concordati e privatizzazioni
La seconda metà del racconto è meno letteraria e più contabile, ma altrettanto istruttiva. Nel corso del Novecento la gestione dell’acqua e delle terme passa attraverso diverse forme societarie pubbliche, fino all’Atf — Acqua e Terme di Fiuggi, costituita nel 1998.

Tra il 2001 e il 2002 un concordato salva l’azienda dal fallimento e in quell’occasione il marchio viene scorporato dagli asset industriali: resta di proprietà del Comune, che lo concede in licenza. Nel 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico istituisce l’elenco dei Marchi Storici di interesse nazionale; dopo due anni di ricostruzione documentale, il marchio Fiuggi vi viene iscritto nel 2022 con il numero 469, accanto a nomi come il rabarbaro Bergia e la Vecchia Romagna.
Più di recente, il Comune ha portato a termine la privatizzazione della società, cedendo il 95 per cento delle quote e incassando 5,4 milioni di euro, mantenendo un canone annuo stimato in circa due milioni.
È dentro questa storia fatta di concordati, scorpori e registri ministeriali quanto di papi e artisti che si inserisce la delibera di oggi: non la scoperta improvvisa che un nome vale qualcosa, ma l’ultimo capitolo di un’amministrazione che da anni tratta il marchio Fiuggi come un patrimonio da mettere a bilancio, non solo da raccontare ai turisti.
Cosa cambia adesso

Sul piano pratico, la sorveglianza avviata oggi servirà a intercettare usi impropri del nome FIUGGI in Italia e all’estero, in settori anche molto distanti dall’acqua minerale: dalla cosmesi al turismo, dalla formazione all’intrattenimento.
Fiuggi Experience punta a diventare l’ombrello sotto cui promuovere l’offerta complessiva della città. Non solo le sorgenti, ma cultura, eventi, sport e accoglienza. Invece Teatro di Fiuggi dà un’identità autonoma alla programmazione degli spazi dello spettacolo. Due marchi minori, se paragonati al peso di FIUGGI tout court ma che raccontano la stessa intenzione: smettere di lasciare che il nome della città venga usato, o consumato, senza che il Comune ne tragga voce in capitolo.
Resta una domanda, che nessuna delibera può sciogliere da sola: se un nome logora la propria forza quando si sparge senza controllo, o se la protegga soltanto chi, come questa amministrazione, prova a farlo prima che qualcun altro lo faccia al posto suo, altrove, senza dover rendere conto a nessuno. Bonifacio VIII mandava i suoi messi a Roma con le anfore. Fiuggi, sette secoli dopo, manda i suoi avvocati nel mondo.



