La Lega di Fondi sarà commissariata a ridosso delle elezioni comunali. Divisioni interne, assenza di leadership e scontro tra Miele e Cardinale aprono una fase critica. Sul tavolo tre opzioni: correre da soli o scegliere un’alleanza.
La resa dei conti nella Lega di Fondi
Un Commissario per governare la Lega di Fondi: scenderà in campo a meno di un mese dalla presentazione delle liste ed a meno di due mesi dalle elezioni amministrative. Una decisione che arriva nel momento più delicato, nell’unico Comune della provincia chiamato a rinnovare sindaco e Consiglio comunale nella finestra primaverile.
A confermarlo è stata la deputata Giovanna Miele, incaricata di gestire il caso-Fondi direttamente dal sottosegretario Claudio Durigon, vista la temporanea indisponibilità – che potrebbe diventare una “fuoriuscita morbida” – del coordinatore provinciale Massimo Moni. (Leggi qui: Fondi, la missione di Giovanna: tirare il… Carroccio verso le elezioni).

Il quadro è chiaro: il Partito non è più in grado di reggersi da solo. E infatti la riunione convocata nelle ore scorse all’hotel Del Conte ha certificato una situazione già evidente da settimane: una Lega svuotata, divisa e senza guida. Il segnale più evidente è arrivato dalla presenza isolata – seguita da un abbandono polemico – dell’ex consigliere Franco Cardinale. Nessuna traccia degli altri riferimenti locali, compreso l’ex candidato sindaco Luigi Parisella. Il Partito che nel 2020 era protagonista, oggi non esiste più politicamente nella città simbolo del potere di Forza Italia di Claudio Fazzone.
Il vertice e lo scontro: Miele contro Cardinale
Il commissariamento – anche se la parola non piace a Giovanna Miele – arriva dopo una riunione tesa. «Ufficializzeremo il nome del dirigente che gestirà la campagna elettorale» ha spiegato la deputata, precisando che il Commissario non sarà un esponente locale. Una scelta che dice molto: la fiducia nel gruppo fondano è venuta meno.

Il confronto più duro è stato con Franco Cardinale, che ha posto tre domande politiche, semplici e decisive: con quale ruolo, con quale programma e con quale candidato la Lega intende presentarsi alle elezioni. La risposta non è arrivata. E allora è arrivato lo scontro.
«Potete toglierci tutto, il nome e il simbolo del partito, ma la nostra dignità non è in vendita», ha attaccato Cardinale. La replica della Miele è stata altrettanto netta: «È arrivato il tempo che ciascuno si assuma la propria responsabilità». Tradotto: il partito deve decidere, subito, senza più alibi.
Ma il clima è ormai compromesso. «Dobbiamo fare la lista e poi verrete voi a dirci chi sostenere? Troppo tardi», ha ribattuto Cardinale. Un muro contro muro che ha portato alla decisione finale: entro 48 ore la linea ufficiale.
Le tre opzioni: identità, alleanza o resa
Sul tavolo restano tre scenari, tutti politicamente pesanti.
Il primo: correre da soli, con un candidato sindaco della Lega e una lista autonoma. Una scelta identitaria, ma rischiosa in termini elettorali.

Il secondo: sostenere la candidata di Fratelli d’Italia, Anna Rita Del Sole, già ufficializzata. Sarebbe il ritorno nel perimetro del centrodestra ma da posizione subordinata. (Leggi qui: La lezione della Maestra Anna Rita: “Con la comunità un legame autentico”).
Il terzo scenario è il più dirompente: entrare nella coalizione di Forza Italia e sostenere Vincenzo Carnevale, attuale vicesindaco e candidato della maggioranza uscente.
Una scelta che, se confermata, manderebbe definitivamente in frantumi quel che resta della Lega a Fondi. Non a caso, dal territorio filtra un messaggio chiaro: le decisioni calate dall’alto potrebbero non essere più accettate.
Il nodo politico: una frattura mai sanata
Dietro la crisi attuale c’è una frattura più profonda, mai davvero ricomposta. La Lega locale ricorda il proprio peso nelle elezioni del 2020, quando contribuì in modo decisivo alla vittoria della maggioranza Maschietto. Ma, secondo Cardinale, quel contributo non è mai stato riconosciuto: «Le nostre proposte sono state sempre bocciate». E ancora: «Forse avevamo qualche gene in meno e non ce ne siamo accorti». Ironia amara, che racconta un rapporto deteriorato.

A questo si aggiunge un altro punto di tensione: il mancato sostegno a progetti strategici, come quello del museo nazionale sul neorealismo cinematografico legato all’associazione Giuseppe De Santis. Un segnale, secondo il partito locale, di scarsa attenzione da parte dei livelli regionali.
Lo scenario: una crisi che va oltre Fondi
La vicenda di Fondi non è solo locale. È il riflesso di una difficoltà più ampia della Lega nel Lazio, divisa tra gestione centrale e radicamento territoriale. Il commissariamento deciso da Giovanna Miele, con l’avallo di Claudio Durigon, è una mossa per riprendere il controllo. Ma arriva tardi e soprattutto in un momento delicatissimo. Perché qui non si tratta solo di organizzare una lista: si tratta di ricostruire un Partito che, a pochi giorni dalle elezioni, non ha ancora deciso chi è e da che parte stare.
E mentre il centrodestra ha già scelto i propri candidati, la Lega resta ferma al bivio.
Con una certezza sola: il tempo è finito.



