Domenica e lunedì la città tirrenica al voto per eleggere il primo cittadino e il nuovo consiglio comunale. Una consultazione che avrà i riflettori puntati della politica provinciale e regionale: è l'unico centro del pontino a scegliere direttamente il proprio massimo rappresentante. Cinque i candidati, 13 liste in lizza, alle urne poco meno di 30 mila persone
Cinque candidati alla carica di sindaco, tredici liste in campo ed oltre trecento candidati in lizza per 24 posti di consigliere comunale. I riflettori della politica pontina sono puntati su Fondi. È il solo centro della provincia di Latina chiamato domenica e lunedì mattina ad eleggere il sindaco ed il Consiglio comunale.
Forza Italia governa il Comune ininterrottamente dal 1995.
Carnevale punta al successo al primo turno
In queste elezioni lo schieramento a guida Forza Italia è capitanato da un esponente di primo piano della scuderia politica del senatore Claudio Fazzone, coordinatore azzurro del Lazio e tra i pilastri dell’organizzazione interna nel Partito dei Berlusconi. Il candidato sindaco è Vincenzo Carnevale, 48 anni, schierato con la prospettiva di succedere all’uscente Beniamino Maschietto.

Alle spalle ha un apprendistato durato 11 anni che l’ha visto sempre primeggiare alle urne come consigliere comunale, due volte consigliere provinciale (ed in una circostanza anche vice presidente). Negli ultimi 5 anni è stato il vice (ma anche assessore alla Cultura e Turismo) di Maschietto.
Carnevale punta a risolvere la pratica già nel tardo pomeriggio di lunedì 25 maggio: punta all’elezione al primo turno; un eventuale ricorso al ballottaggio sarebbe carico di rischi e di incognite. Perché potrebbe vedere l’alleanza tra tutti gli sconfitti al primo turno, una sorta di tutti contro l’uomo di Fazzone.
Sostenuto da Forza Italia, Litorale e Sviluppo Fondano, Io si, Fondi Azzurra e Noi per Fondi Carnevale ha dichiarato durante la campagna elettorale di voler continuare nel solco del lavoro svolto dal 2020 dall’amministrazione Maschietto “che per me non è stato solo il sindaco di Fondi ma qualcosa di più”.
Il ricambio

La corsa di Carnevale rientra nella strategia del segretario regionale di Forza Italia Claudio Fazzone: garantire tra le mura amiche una continuità amministrativa iniziata oltre 30 anni fa e continuare quel ricambio generazionale avvenuto prima a Formia e poi a Gaeta e ad Itri, nel 2021, 2022 e 2025 , con l’elezione di tre Under 50 quali sono Gianluca Taddeo, Cristian Leccese e Andrea Di Biase.
Carnevale ha confidato di temere lo spauracchio del voto disgiunto che come un fantasma ricompare ad ogni appuntamento amministrativo. Quando l’elettore dà per scontata la vittoria di un candidato sindaco, divide il suo voto ed assegna le preferenze d’Aula a candidati di uno schieramento diverso. Il risultato? Una situazione complessa da governare in Aula, con maggioranze risicate da puntellare.
La sofferta vittoria di Maschietto
Il precedente delle amministrative del 2020 viene tenuto in debita e giusta considerazione da Forza Italia. Il candidato era il sindaco uscente Beniamino Maschietto, all’epoca ‘vice’ dell’appena eletto deputato europeo Salvatore De Meo. Lo schieramento azzurro – formato da sei liste – raccolse complessivamente 13413 voti (di cui 7291, pari al 32,8%, solo da Forza Italia) superando il muro psicologico del 60%, più precisamente il 60,3%.

Maschietto fu votato da 2066 elettori in meno del centro: 11347 preferenze fu un ottimo risultato ma non tale – la percentuale fu del 49,5% – da sbrigare le amministrative al termine del primo turno. Seppure per un soffio dunque, ci fu il ballottaggio tra Maschietto e l’ex sindaco ed ex consigliere provinciale di Forza Italia Luigi Parisella che era alla testa di tre normalissime liste civiche: Riscossa Fondana, La mia Fondi e Fondi Terra Nostra.
Parisella arrivò (4454 voti) al 19,4 % lontano da Maschietto ma riuscì ad acciuffare il ballottaggio. Tutti sanno come finirono le elezioni. Parisella confidava nell’apporto di Fratelli d’Italia (1647 voti, pari al 7,4 %) e del suo candidato sindaco, l’avvocato Giulio Mastrobattista, arrivato terzo piazzato con 3061 voti, pari al 13,4%.
Mastrobattista invece non rispettando le direttive della federazione di FdI (è stato poi espulso) risultò determinante per la vittoria di Maschietto che naturalmente e giustamente si prodigò per la sua elezione alla presidenza del consiglio comunale di Fondi. Cosa che avvenne puntualmente.
Obiettivo-ballottaggio per FdI e Anna Rita Del Sole

Fratelli d’Italia sinora è stata all’opposizione rispetto all’alleato Forza Italia. Il Partito di Giorgia Meloni candida alla carica di sindaco un’esponente della società civile, la dirigente scolastica Anna Rita Del Sole. Costringerà Carnevale a disputare il ballottaggio? E’ stato questo il principale motivo d’interesse della campagna elettorale.
Basta evidenziare una circostanza: i cinque candidati sindaco si sono seduti gli uni accanto agli altri in una sola circostanza, nell’incontro organizzato dall’Azione Cattolica che è riuscita ad ospitare tutti insieme gli aspiranti sindaco presso il centro multimediale Dan Danino Di Sarra. Dopodichè ciascuno ha fatto campagna elettorale a sè.
La candidatura della Del Sole ha il sostegno di una seconda lista che raccoglie quella che è stata sinora la Lega a Fondi: tre consiglieri comunali, entrati in rotta di collisione con il partito di Latina che per non fare un dispiacere al Senatore Fazzone ha deciso di declinare l’invito di FdI.
La lista civica “Oltre” un po’ vannacciana lo è. E lo diranno le vicende politiche delle prossime settimane. Basta sottolineare che il suo leader è Franco Cardinale che senz’altro pensa di andare oltre il 2,1 % (pari a 467 voti) che raccolse la Lega nel 2020 quando faceva parte dello schieramento di Maschietto.
La Lega si schiera con Tonino De Parolis

La Lega ufficiale (o quanto è rimasta di essa) ha deciso di effettuare una corsa solitaria. E sempre per non far dispiacere gli altri due alleati – Forza Italia e Fdi – con cui ha siglato l’accordo politico a livello regionale per sostenere la vittoria del neo presidente della Provincia Carnevale.
Dopo l’arrivo a Fondi della deputata di Latina Giovanna Miele come commissaria straordinaria, il carroccio ha candidato a sindaco Tonino De Parolis, appoggiato anche da una propria lista civica, “Il giardino degli Aranci”, che sintetizza il rapporto storico della città con un’agricoltura di livello legato al secondo mercato ortofrutticolo d’Italia, il Mof.
Venditti e Ciccone chiudono il quadro

Questa frammentazione non poteva non interessare anche il fronte progressista (che a Fondi ha mandato storici esponenti del Pci alla guida della città) e civico. Il consigliere comunale uscente Salvatore Venditti è il candidato sindaco di una formazione che raggruppa gli esponenti espressione del Pd (667 voti furono i voti ottenuti nel 2020 a sostegno dell’allora candidato sindaco Raniero De Filippis), di Alleanza Verdi e Sinistra e del Movimento Cinque Stelle, che sei anni candidava a sindaco Giuseppe Manzo, capace di raccogliere personalmente 506 preferenze (pari il 2,2%) più della lista che lo sosteneva (368, pari all’7,7%).

Chiude il quadro Francesco Ciccone, candidato delle civiche “Fondi Vera” e “Città Sicura”. Che per la cronaca fu il primo a presentare lo scorso 24 aprile la candidatura per conto della sua “Fondi Vera” (nell’ottobre 2020 gli garantì 1164 voti, pari al 5,2 %) e della debuttante “Città Sicura”. “Si tratta di un risultati – come ha ammesso più volte il diretto interessato – destinato a lievitare per il riconosciuto lavoro sul territorio dove non va nessuno”.
Tredici liste in campo
Le liste che vogliono entrare nel prossimo consiglio comunale di Fondi sono complessivamente 13. Alle ultime amministrative furono tre in più, un elemento preoccupante se rapportato alla diminuita volontà di partecipare al voto amministrativo. E i fattori potrebbero essere due: la mancata unità nel centrodestra e la frammentazione venutasi a creare, nonostante una comune azione amministrativa dai banchi dell’opposizione, del fronte progressista e civico.

Lo si saprà dal dato dell’affluenza alle urne a cui sono chiamati poco meno di 30 mila cittadini di Fondi. Al primo turno della tornata elettorale del settembre 2020 si recarono nei 33 seggi elettorali il 72,86 % degli aventi diritto. Il dato fu naturalmente peggiore al ballottaggio, il 56,19%, che registrò l’affannosa affermazione di Beniamino Maschietto con il 54,2 % (pari a 9662 preferenze) contro il 48,8 % (8173 voti) di Luigi Parisella
Con il dovuto rapporto è da prendere in considerazione anche l’affluenza registrata in occasione del referendum sulla giustizia il 22 e 23 marzo scorsi. Si affermò in una città dominata dal centrodestra il “Si” con il 59,87% e si recò alle urne 17.906 dei 29691 aventi diritto pari al 60,31 %. Buon voto a tutti.


