L’ingresso di Imma Arnone nel Partito Democratico scuote il consiglio comunale di Formia, ristabilisce gli equilibri dell’opposizione e riapre vecchie ferite politiche. Il PD punta a ricostruire un progetto unitario in vista delle amministrative del 2027.
Le Commissioni Consiliari dovranno essere riequilibrate. Saranno riviste già nel primo Consiglio comunale utile. È la prima conseguenza del nuovo assetto nel Gruppo consiliare del Partito Democratico: accoglierà l’attuale capogruppo della civica “Guardare Oltre”. L’adesione al Pd della dottoressa Imma Arnone, moglie dell’ex sindaco Sandro Bartolomeo (eletto quattro volte), è stata ratificata tra qualche imbarazzo formale e non pochi problemi calligrafici: il verbalizzante si ostinava a scrivere “Imma” piuttosto che il vero nome di battesimo “Immacolata”. (Leggi qui la nostra anticipazione: Formia, Imma “guarda oltre” e riabbraccia il Pd).
L’annuncio è avvenuto al termine di una seduta del Direttivo Dem in cui mancavano solo una bottiglia di prosecco ed i doverosi pasticcini. L’adesione della nutrizionista al Gruppo consiliare del Pd pareggia la composizione delle forze di minoranze. Se la Lega continua a fare affidamento sui sempre più silenziosi Antonio Di Rocco, Amato La Mura e Nicola Riccardelli, la dottoressa Arnone affiancherà i consiglieri del Pd eletti alle amministrative del 3 e 4 ottobre 2021: l’allora candidato sindaco Luca Magliozzi ed Alessandro Carta. Tre a tre.
L’annuncio

“Imma Arnone entra ufficialmente nel percorso politico del PD di Formia, contribuendo a rafforzare la presenza del Partito in Consiglio comunale e sul territorio. Con questo passaggio, si amplia anche il nostro Gruppo consiliare” ha sottolineato il coordinatore Dem Stefano Scipione. Sorride quando gli viene fatto rilevare come i gruppi consiliari del Pd nei Consigli comunali di Formia e Gaeta – che voteranno insieme nella primavera del 2027 – siano tra i più numerosi su scala provinciale.
Alla soddisfazione per l’ingresso della Arnone, che è iscritta al Pd dal 2024, se n’è aggiunta un’altra. Riguarda anche il ritorno dell’ex consigliere comunale ed ex assessore al commercio Giovanni Costa (lo è stato nel Bartolomeo quater) che, insieme al locale gruppo dirigente di Demos si è riavvicinato al suo ex Partito in concomitanza dell’elezione dell’avvocato Scipione a Segretario cittadino.
“Il fatto che il Partito continui a crescere conferma la solidità del lavoro svolto dal Circolo del Pd e la coerenza del progetto politico che abbiamo rilanciato con le elezioni del 2021” – ha messo in chiaro il Segretario cittadino del Pd. Che, forse inconsapevolmente, ha riaperto una ferita politica ma anche personale che si stava chiudendo dopo quattro anni.
La lacerazione del 2021

In quell’occasione ci fu una diaspora lacerante. Imma Arnone con la sua “Guardare Oltre” sostenne la coalizione trasversale che appoggiò la candidatura a sindaco dell’infettivologo Amato La Mura. Faceva affidamento su pezzi di centrodestra (la Lega) ma anche su alcune liste civiche: spuria politicamente ma pragmatica nel risultato. Arrivò a 20 voti dalla vittoria al ballottaggio facendo sudare freddo il sindaco eletto Gianluca Taddeo. Il Pd non appoggiò quel cartello: se lo avesse fatto, il sindaco eletto sarebbe stato quello sostenuto dalla Arnone.
Il Segretario Regionale del tempo, il compianto Bruno Astorre, tentò una mediazione fino alla fine. Ma il Partito Democratico, con l’avallo della Segreteria provinciale commissariata dopo i guai giudiziari che coinvolsero il senatore Claudio Moscardelli, candidò a sindaco Luca Magliozzi. Che raccolse sì un’importante affermazione elettorale (oltre 3000 voti) ma permise allo stesso Pd di eleggere soltanto due consiglieri. E non il sindaco. Insomma una vittoria di Pirro che obbligò la dottoressa Arnone ad ingoiare un altro amaro boccone politico: il no” del Pd a sostenere al ballottaggio Amato La Mura che perse le elezioni amministrative contro il sancosimese Gianluca Taddeo per 38 voti, meno dei componenti di un condominio. Venti preferenze spostate da una parte all’altra avrebbero fatto la differenza.
Il riavvicinamento

Un tentativo, timidissimo, di rappacificazione ci fu in occasione del varo delle Commissioni consiliari permanenti. Ora dovranno essere ribilanciate, secondo quanto previsto dallo Statuto, per adeguarsi ai nuovi equilibri politici all’interno del Consiglio comunale di Formia.
Qualche sacrificio dovranno farlo tutti e tre, Magliozzi, Carta e la stessa Arnone. Ma l’unità è un valore a cui ha creduto, più di tutti, la stessa capogruppo di Guardare Oltre. Sia coinvolgendo i consiglieri del Pd nelle sue iniziative amministrative che partecipando lo scorso settembre nella villa comunale alla Festa dell’Unità.
Lo ammette lo stesso segretario Scipione: “Partendo dai nostri valori e dai nostri simboli. Abbiamo avviato una nuova fase di ascolto e partecipazione, con l’obiettivo di scrivere una storia nuova per Formia. Una storia fondata sulla solidarietà, sull’accoglienza e sulla capacità di affrontare con serietà i grandi nodi irrisolti della città. Ci stanno arrivando una serie di segnali – ha aggiunto Scipione – che ci spingono a proseguire con convinzione nella nostra azione di confronto politico in città”.
L’altro Scipione

E non è un caso che ad convegno organizzato dal Pd nella sua festa partecipò anche un altro Scipione: Luca, che, ora presidente dell’associazione “Iniziativa per Formia”, è stato quattro anni fa uno dei due ideologi del progetto che portò al successo di Gianluca Taddeo.
“Formia ha bisogno di una visione ampia, non di piccoli ritocchi o di manutenzioni trasformate in traguardi. Per questo intendiamo aprire le piazze e i luoghi della città all’ascolto, perché oggi Formia – osserva – vive una mediocrità che non si nasconde più, ma si autocelebra. Una città dove persino rifare qualche metro di asfalto diventa un evento”.
Il ruolo del Pd

L’adesione della Arnone al Pd prefigura un PD più centrale e protagonista nel costruire l’alternativa al centrodestra formiano, con la principale forza politica di centrosinistra alla testa di un progetto alternativo all’attuale coalizione di governo formata da Forza Italia e Fratelli d’Italia
“Noi vogliamo un’altra prospettiva: una città che abbia il coraggio di guardare lontano. Siamo disponibili a confrontarci con forze politiche, associazioni, realtà sociali e culturali, e con tutti i cittadini che non accettano questa rassegnazione a un presente senza prospettive – osserva Scipione – L’attuale amministrazione ci ha portato fin qui: è evidente che Formia merita molto di più. Cambiare si può ma non esistono scorciatoie. Serve chiarezza su chi si è e su quale progetto si vuole costruire. Non ci si può nascondere. Formia non ha più tempo per personalismi o ambizioni individuali: rimanere fermi significherebbe condannare la città ad altri cinque anni di mediocrità e improvvisazione.”
Le elezioni sono in programma tra un anno e mezzo (con sei mesi di ritardo rispetto alla scadenza naturale della consiliatura). Il Pd vuole rimboccarsi le maniche: “Il vero lavoro comincia ora: verificare se esiste un orizzonte comune di crescita e costruire un programma ampio e ambizioso. Noi crediamo nei progetti collettivi. Le scorciatoie, le investiture personali non appartengono alla nostra cultura politica. Il Pd – ha concluso Stefano Scipione – è pronto, con coraggio e disponibilità, ad affrontare questa sfida”.



