Formia, la via Michele Forte si ferma a Roma

La cerimonia del 3 ottobre per intitolare via Rotabile al senatore Michele Forte salta: a bloccarla il parere contrario della Società Romana di Storia Patria, ente che tutela la denominazione dell'antica via Appia.

Avevano firmato praticamente tutti. C”era il via libera dei rappresentanti degli enti e delle istituzioni coinvolte: dal presidente della Provincia Federico Carnevale al sindaco di Formia Gianluca Taddeo, passando per il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella. Il loro “sì” aveva messo in moto grafici e tipografi per realizzare e stampare le lettere d’invito, spedite, tra gli altri anche all’ex presidente della Camera e a lungo leader nazionale dell’Udc Pierferdinando Casini. Ma anche ai vertici delle Segreterie politiche nazioni del centrodestra e finanche del Pd. Con una certezza raggiunta in largo anticipo: il mondo politico avrebbe reso onore a un uomo di cui anche i più agguerriti avversari continuano ad avvertire la mancanza.

E invece l’intitolazione della strada provinciale via Rotabile, da via Ferrucci sino alla frazione di Maranola, al compianto senatore ed ex sindaco di Formia Michele Forte, non si farà. I suoi familiari, per esorcizzare la rabbia mista a delusione e rammarico, hanno fatto sapere che si tratta di uno stop «almeno per il momento». (Leggi qui: A dieci anni dalla morte, una strada per il senatore Michele Forte).

La cerimonia che non ci sarà

Michele Forte

La vedova del senatore, la professoressa Liliana D’Onorio De Meo ed i figli Aldo e Sonia, avevano cominciato a raccogliere sui social «tutti i ricordi di tutte le persone che, nel corso degli anni, hanno avuto modo di conoscerlo».

Sindaco di Formia per diversi mandati, presidente del Consiglio Provinciale e senatore della Repubblica, Michele Forte ha attraversato molti anni della storia della città. La famiglia, attraverso l’associazione che ne porta il nome, aveva promosso una raccolta di testimonianze: «Se hai una fotografia, un ricordo, un episodio o una testimonianza che ti lega a Michele Forte, puoi condividerla con noi». I materiali avrebbero dovuto confluire in un video da presentare in occasione della cerimonia di intitolazione.

E invece, dopo essere stata annunciata a tutti i livelli istituzionali, non ci sarà. Era stata preparata con dovizia di particolari per sabato 3 ottobre 2026, alle ore 11, nella piazza Antonio Ricca di Maranola, dove il senatore centrista era nato nel 1938. La scelta di via Rotabile non era casuale: sistemata e bitumata grazie a un accordo tra Provincia e Comune, quell’arteria — frutto della quarantennale attività politica di Forte — aveva permesso alle frazioni di Formia di non restare ghetti o periferie. E a Forte di diventare il “macchinista” di un locomotore, Formia, capace di trainare tre treni: la città, il Sud Pontino e il territorio provinciale.

Il niente extra dalla Storia Patria

Via Rotabile

Che via Rotabile fino a Maranola non possa essere intitolata alla memoria di Michele Forte l’ha deciso un ente sconosciuto, di cui — per quanto possa apparire paradossale — la stessa politica ha ignorato l’esistenza fino all’altro giorno: è un Ets che si chiama Società Romana di Storia Patria, fondata il 5 dicembre 1876 e divenuta ente giuridico con un Regio Decreto del 20 aprile 1884.

Il suo presidente, il professor Tommaso di Carpegna Falconieri, ha pronunciato un “no” inatteso e inverosimile. Lo ha fatto in risposta a una lettera informativa che il sindaco Gianluca Taddeo aveva inviato, allegando la delibera di Giunta numero 201 del 3 settembre che sostituiva la denominazione della strada comunale “Via Rotabile” con “Via Michele Forte – Senatore e Sindaco“.

La Società Romana di Storia Patria ha negato la sua autorizzazione «nei termini prospettati, in quanto interessa una viabilità extraurbana di lunga percorrenza, costituente il collegamento tra l’abitato di Formia e la frazione di Maranola.

Il tracciato in questione appartiene a un diverticolo dell’antica Via Appia e la sua denominazione presenta caratteristiche storicamente ricorrenti in numerosi centri appartenuti al Regno di Napoli anteriormente all’Unità d’Italia […]. Alla luce di tali considerazioni, non si ritiene pertanto opportuno procedere alla soppressione della denominazione attualmente in uso per l’intero tracciato».

Solo in un altro tratto

Via Rotabile

Tradotto: via Rotabile può diventare “Via Michele Forte – Senatore e Sindaco” soltanto nel tratto che l’Ets definisce urbano. Cioè: dalla conclusione di via Ferrucci (nei pressi del ponte della ferrovia Roma-Napoli) fino allo svincolo dell’attuale via Rotabile con via Castagneto e, dunque, con il principale cimitero di Formia.

I familiari del senatore non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali. Hanno fatto sapere alla Giunta Taddeo che sarebbe stato forse opportuno che l’Ets avesse prima verificato che il tratto di via Rotabile dall’incrocio fino a Maranola ha un’urbanizzazione abitativa maggiore, con un numero più significativo di residenti e di attività imprenditoriali, rispetto al tratto iniziale oggetto dell’intitolazione autorizzata.

Scrivendo quella lettera di diniego, il presidente Tommaso di Carpegna Falconieri ha aggiunto: «Qualora il Comune di Formia intendesse, invece, procedere alla nuova denominazione di un segmento ricadente all’interno del percorso urbano, analogamente a quanto già disposto per Via Adalgiso Ferrucci, questa soluzione potrebbe essere valutata favorevolmente, a condizione che, a corredo della nuova denominazione, venga espressamente mantenuta l’indicazione “già Via Rotabile“. In assenza di tale specificazione […] si esprime parere contrario alla proposta formulata dal Comune».

Le reazioni

Gerardo Stefanelli

“L’evento del 3 ottobre che avrebbe dovuto concludere — ha commentato l’ex presidente della Provincia di Latina e ora sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, a lungo assistente parlamentare di Forte — un percorso iniziato con l’intitolazione al senatore della sala che, in Provincia a Latina, ospita le sedute delle commissioni consiliari permanenti”.

Anche il figlio del sindaco scomparso, l’ex Consigliere e Assessore regionale Aldo Forte, ha provato a vestire i panni del pompiere: «Quella del 3 ottobre, come l’intitolazione della sala della Provincia a mio padre, non sarebbe dovuta essere una commemorazione privata o familiare. Sarebbe dovuto diventare piuttosto il riconoscimento pubblico e collettivo di un uomo che ha dedicato la sua vita alle istituzioni, alla politica e, soprattutto, al nostro territorio».

Qualcuno lo dica al professor Tommaso di Carpegna Falconieri…