Forza Italia risponde al PD: «Alatri non è una città morente».

Il coordinatore azzurro Bruno Addesse respinge le accuse di Matteo Recchia: «Una quantità di opere pubbliche come non si vedeva da tempo». Sulla sanità: «Il PD dimentica gli anni Zingaretti». E chiude con un annuncio da imprenditore: il primo Q Shop al mondo aprirà ad Alatri, nel cuore del centro storico.

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Il PD di Matteo Recchia descrive Alatri come una città in declino. Bruno Addesse, coordinatore di Forza Italia, risponde con tre argomenti: cantieri, finanziamenti e un negozio. Non un negozio qualsiasi: il primo Q Shop al mondo, nel cuore del centro storico, dedicato all’olio Quattrociocchi, eccellenza di Alatri premiata sui mercati internazionali. «Alatri non è una città morente, non c’è nessun declino: i fatti dimostrano il contrario» dice Addesse. E per dimostrarlo, oltre che da coordinatore di Partito, parla anche da imprenditore.

La difesa della Giunta

«In questi anni Alatri ha visto una quantità di opere pubbliche, interventi, cantieri e progettualità come non si vedeva da tempo o forse mai viste» dichiara Addesse. «Sono stati reperiti finanziamenti, avviati lavori, recuperati spazi, programmati nuovi interventi e poste le basi per opere che continueranno a produrre risultati anche nei prossimi anni».

Il sindaco Maurizio Cianfrocca (Foto © Stefano Strani)

Il coordinatore azzurro non nega le evidenze: «Questo non significa sostenere che ad Alatri non esistano problemi. Esistono e sarebbe poco serio negarlo. C’è ancora molto da fare e proprio per questo dobbiamo continuare a lavorare. Ma una cosa è indicare ciò che deve essere migliorato, altra cosa è descrivere una città come se in questi anni fosse rimasta immobile».

Le accuse lanciate l’altro giorno da Matteo Recchia sono state circostanziate. Lo ha fatto rivolgendo un appello a tutte le forze civiche e Progressiste affinché uniscano le forze per costruire un’alternativa al centrodestra del sindaco Maurizio Cianfrocca. Specificando che «per alternativa intendo un progetto di governo della città, non una semplice alleanza elettorale. Dobbiamo dire agli alatrensi come vogliamo intervenire sulla Sanità, sulla difesa del nostro ospedale sempre più a rischio, sul decoro urbano, sulla viabilità, sui servizi, sulle politiche sociali, sulle opportunità per i giovani e sul rilancio economico e turistico. Sicuramente una città diversa da come è stata ridotta da cinque anni litigiosi dell’amministrazione Cianfrocca».

Sulla sanità: il PD dimentica gli anni Zingaretti

Una narrazione che il Coordinatore di Forza Italia respinge. Mettendo subito in chiaro un punto: «Sulla sanità è necessario ristabilire un po’ di veritàSentire oggi il Partito Democratico indicare la situazione sanitaria come una responsabilità di chi governa attualmente significa dimenticare troppo facilmente le scelte compiute negli anni in cui la Regione Lazio era guidata da Nicola Zingaretti e dal centrosinistra».

Alatri paga il suo tributo alla rivoluzione della Sanità nel Lazio avviata trent’anni fa: all’epoca c’erano 11 ospedali, ognuno la fotocopia dell’altro, tutti con gli stessi reparti. Vennero chiusi quelli di Anagni, Pontecorvo, Atina, Veroli, Ferentino, Arpino, Ceprano. Alatri si salvò perché venne considerato un unicum con l’ospedale di Frosinone. Ma perse molti dei suoi servizi e la sua autonomia.

Dice Bruno Addesse «Oggi non vogliamo limitarci a guardare indietro o a cercare alibi. La recente visita ad Alatri del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha rappresentato un segnale importante. Alle polemiche sulla sanità preferiamo rispondere con i fatti. I cittadini di Alatri non chiedono battaglie ideologiche: chiedono servizi, personale, strutture efficienti e una sanità territoriale all’altezza delle loro necessità».

Il Q Shop: investimento e segnale di fiducia

(Foto © DepositPhotos.com)

Addesse chiude con un annuncio che unisce l’impegno politico a quello imprenditoriale: «Io sono il primo a credere nel futuro di Alatri perché è il paese che amo». A voler essere fiscali, la frase sa molto di Silvio Berlusconi e del suo celebre discorso nel quale annunciò la discesa in campo.

Il coordinatore azzurro ci mette del suo: «lo dimostro anche da imprenditore. Tra pochi giorni aprirò nel centro storico della nostra città il primo Q Shop al mondo, un progetto che nasce per valorizzare un’altra straordinaria realtà della nostra terra». A cosa si riferisce? Realizzerà il primo punto vendita interamente dedicato alle linee di prodotti della olearia Quattrociocchi «azienda di Alatri, conosciuta e pluripremiata a livello internazionale e riconosciuta da anni tra le grandi eccellenze mondiali dell’olio extravergine di oliva.«Non è soltanto l’apertura di un negozio. È un investimento e, soprattutto, un segnale di fiducia nelle potenzialità della nostra città».

Sarebbe piaciuto molto a Silvio.