Forza Italia strappa a Frosinone: il caso finisce al tavolo nazionale

Tutto come previsto: a Frosinone Forza Italia ha strappato con l'amministrazione di centrodestra. Appoggio esterno. A Piacentini chiesto di dimettersi. È la prima risposta del Partito dopo il No al rimpasto sia in città che in regione. I due casi sono collegati. Ora andrà al tavolo Meloni - Tajani - Salvini: se si rimpasta nel Lazio si fa in tutte le Regioni. Il senso delle parole di Ottaviani. Cosa accadrà ora nel capoluogo

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La dichiarazione di guerra è stata consegnata poco prima delle 22: Forza Italia rompe con il sindaco Riccardo Mastrangeli. “Le comunico sin da ora l’appoggio esterno di Forza Italia senza alcun riconoscimento di rappresentanti nell’esecutivo” mette nero su bianco il Coordinatore provinciale Rossella Chiusaroli. Non solo: il Partito ha ordinato al suo assessore Adriano Piacentini di lasciare la Giunta nella quale in questi anni ha curato i bilanci del Comune; gli “sono stati richiesti atti consequenziali in piena aderenza ed ottemperanza alla linea politica stabilita dal Partito e condivisa anche dall’assessore con sottoscrizione del documento già trasmesso”.

In pratica, Forza Italia voterà di volta in volta i provvedimenti che riterrà utili mentre a Piacentini hanno detto o con noi o con il sindaco.

Il piano prestabilito

Pasquale Cirillo con Claudio Fazzone e Rossella Chiusaroli

La decisione è stata presa nella serata di ieri, al termine di una riunione tra il Coordinatore Rossella Chiusaroli, il vice Coordinatore provinciale Daniele Natalia, l’assessore Adriano Piacentini. Ma la linea strategica è stata dettata dal Coordinatore regionale Claudio Fazzone: il ritiro dell’appoggio all’amministrazione Mastrangeli (sindaco civico ma indicato dalla Lega) è una prima risposta al No pronunciato nelle ore scorse dal Governatore del Lazio Francesco Rocca alla richiesta di riassetto della Giunta regionale del Lazio.

Su quella stessa linea politica ed amministrativa si era sintonizzato il sindaco di Frosinone. Che si trova in una situazione in prospettiva ma parallela a quella della Regione Lazio. perché in entrambi i casi c’è Forza Italia a chiedere un riassetto dell’esecutivo al fine di tenere conto della sua forza in Aula, cambiata nell’ultimo anno sia alla Pisana e sia in Municipio.

Sia il governatore Francesco Rocca che il sindaco Riccardo Mastrangeli hanno detto no. E lo hanno detto per le stesse ragioni: e cioè se passa il principio invocato da Forza Italia si rischia di dover cambiare in continuazione la Giunta perché ogni Consigliere scontento si sposterebbe da un Gruppo all’altro al fine di invocare il riassetto. E non si amministrerebbe più, temono Rocca e Mastrangeli: che hanno deciso di fotografare il risultato del giorno della loro elezione e tirare dritto su quell’assetto di governo. (Leggi qui: Forza Italia bussa, Mastrangeli non apre. E leggi qui: L’elenco della spesa di Fazzone e la strategia al ribasso di Rocca).

Un caso nazionale

Nicola Ottaviani (Foto: Stefano Strani)

Quello in atto è un piano più ampio. Che ancora non è ben chiaro nel suo insieme. Ma è un’evidenza che le tensioni stiano riguardando tutti i principali Comuni amministrati dal centrodestra. Come dimostra quanto avvenuto nelle ore scorse ad Anagni, la città governata dal sindaco Natalia che è numero 2 di Forza Italia in provincia di Frosinone (leggi qui: Dalla cena allo staff, tutte le mosse del Risiko in corso). E addirittura a Ferentino, dove Forza Italia ha le mani ancora più libere in quanto non siede in amministrazione, a diifferenza di Lega e Fratelli d’Italia (Leggi qui: Forza Italia parte all’assedio di Ferentino).

La questione Forza Italia vs Regione Lazio finirà nei prossimi giorni sul tavolo nazionale con Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Non sarà più nemmeno materia per i coordinatori regionali. Perché dovrà essere stabilito un principio univoco: se il rimpasto si deve fare nel Lazio, allora si farà anche in tutte le altre Giunte regionali guidate dal centrodestra. E non dappertutto Forza Italia ne ha la convenienza.

E Frosinone città è aggregata come appendice a quella discussione. Ora è più chiaro il senso delle parole dette la settimana scorsa dal Coordinatore provinciale ed ex sindaco Nicola Ottaviani durante l’incontro con Riccardo Mastrangeli. Gli aveva garantito una copertura nazionale sul capoluogo. (Leggi qui: La Lega assegna una tutela nazionale a Mastrangeli)

Sono solo parole

Quelli messi in campo a Frosinone per strappare sono dei chiari pretesti politici. Rispettabili fino in fondo. Ma sempre pretesti restano. Come nel momento in cui Rossella Chiusaroli scrive al sindaco lamentandosi del fatto che le ha chiuso la porta in faccia: «Rilevo con dispiacere che ha ritenuto inviarmi una comunicazione a mezzo mail, trasmessa poco dopo agli organi di stampa, senza darmi nemmeno la possibilità di riferire al Gruppo consiliare. (…) Questa è la considerazione che Lei ha riservato per l’ennesima volta al nostro Partito. Ritengo che questa sia sostanza e non forma».

Ma è la stessa cosa che ha fatto Rossella Chiusaroli al sindaco Mastrangeli: anche lei ha mandato una mail e poi l’ha girata alla stampa. Con un passaggio in più però che rende le cose diverse sul piano del garbo istituzionale: il Coordinatore provinciale di Forza Italia ha consegnato a mano la sua lettera al sindaco, si è confrontata con lui, ne hanno discusso. E subito dopo l’ha resa pubblica.

Il ruolo dei consiglieri

Gianluca Quadrini con Maurizio Scaccia e Giammarco Florenzani

I margini per la ricomposizione non ci sono. Lo evidenzia il punto in cui Rossella Chiusaroli respinge al mittente i contenuti della lettera scritta nel pomeriggio dal sindaco. Lui aveva ribadito che la collegialità invocata da Forza Italia c’è e da sempre nella sua amministrazione: sono i consiglieri azzurri Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo a non partecipare alle riunioni.

Lei ha risposto che è falso: «Sono costretta a respingere al mittente le doglianze da Lei avanzate nei confronti dei consiglieri comunali Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo. (…) Per farLe un esempio, basti pensare l’impegno profuso dal consigliere Cirillo, unitamente al consigliere Scaccia, riguardo la politica sull’impiantistica sportiva e sugli eventi sportivi, portata avanti con determinazione soprattutto con l’utilizzo delle commissioni consiliari

Ricordo inoltre che i consiglieri Scaccia e Cirillo sono stati tra i pochi a dare un contributo fattivo all’ultimo bilancio di previsione approvato e dovrebbe ricordarlo visto che è stata proprio la sua Giunta ad utilizzare il loro lavoro facendo propri gli emendamenti da loro presentati».

Cosa accade ora

Forza Italia si tira indietro ed a questo punto il quadro politico di Frosinone si semplifica. Il sindaco Riccardo Mastrangeli ha la possibilità di rimaneggiare il suo esecutivo partendo dal presupposto che non potrà contare sui loro voti. Andrà avanti con il resto della maggioranza: sufficiente a governare con l’istituto della seconda convocazione e cioè portando in Aula i temi per due volte; la seconda occorrono molti voti in meno per approvarli. E quei voti il sindaco li ha.

Resta da comprendere il piano complessivo di Forza Italia. Se l’assedio avviato a Frosinone avrà riflessi immediati anche in altre città. E quale sia il punto di approdo finale.