Forza Italia torna in maggioranza a Frosinone con la regia di Scaccia?

Indiscrezioni su un possibile rientro di Forza Italia in maggioranza a Frosinone, con la Presidenza del Consiglio offerta a Pasquale Cirillo. Dietro la regia del vicesindaco Scaccia si intravede però anche un possibile futuro competitor di Mastrangeli. Come va letta. Cosa la rende possibile. E quali interrogativi apre sul realee futuro della Lega. Intanto il Pd manda segnali di risveeglio.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La principale differenza, tra una notizia e un’indiscrezione, sta nel grado di certezza, ufficialità e verifica delle informazioni. La notizia è un’informazione verificata, riguardo a un fatto reale che riveste un interesse pubblico. Si basa su riscontri oggettivi e fonti accertate ed è completa di dettagli fondamentali (chi, cosa, dove, quando, perché). L’indiscrezione invece è un’anticipazione non ufficiale o una notizia confidenziale che “trapela” prima di essere confermata dai diretti interessati. Spesso proviene da “voci di corridoio”, fonti anonime o ambienti riservati. Non possiede ancora i crismi dell’ufficialità. Può rivelarsi esatta, parzialmente distorta o totalmente smentita in seguito.

Il caso del possibile recupero in maggioranza di Forza Italia a Frosinone è un’indiscrezione. Al momento. Non ancora una notizia.

L’ipotesi Cirillo presidente

Pasquale Cirillo allo stadio Matusa

Secondo alcune ricostruzioni, peraltro smentite dagli stessi interessati, il vicesindaco del capoluogo Antonio Scaccia starebbe lavorando al rientro di Forza Italia nella maggioranza del sindaco Riccardo Mastrangeli, dopo più di 2 anni di opposizione dura e pura.

L’architettura politica della complessa operazione consisterebbe nell’offrire la Presidenza del Consiglio comunale a Pasquale Cirillo, Consigliere comunale e provinciale nonché Coordinatore cittadino di Forza Italia.

Un quadro suggestivo. Tenuto sui binari della coerenza da un elemento preciso: alla data di oggi né il Coordinatore provinciale, né quello Regionale di Forza Italia hanno mai detto una sola parola “contro” la decisione del Gruppo consiliare del capoluogo di stare all’opposizione del Sindaco. Il famoso silenzio assenso.

Gli indizi che alimentano l’ipotesi

Al netto delle smentite però ci sono alcuni fatti che rendono l’ipotesi meno fantasiosa di quanto possa sembrare. Tradotto: ci potrebbe anche stare.

(Foto © Massimo Scaccia)

Pasquale Cirillo, negli ultimi mesi, è stato tra i protagonisti più incisivi sul piano dei rilievi normativi, nel mettere sotto osservazione l’attività della Giunta. Ha passato al setaccio praticamente ogni delibera e ogni affidamento a professionisti esterni. Più tutta la copiosa attività prodotta a supporto dei vari ricorsi al Prefetto.

Anche se nell’ultimo Question time Cirillo è stato molto duro nei confronti della maggioranza sul caso della vendita dell’immobile ex MTC, nelle ultime settimane, tuttavia, la sua funzione di costante e puntuale “spina nel fianco” della giunta Mastrangeli, sembra essersi attenuata.

Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo

La regia dell’ultimo esposto al Prefetto, infatti, quello che chiede lo scioglimento anticipato del Consiglio, è stata ricondotta all’iniziativa di Anselmo Pizzutelli e per una volta non nasce da un’azione di Cirillo. Un caso? Può essere. Come può essere un caso che l’altro consigliere di Forza Italia Maurizio Scaccia, non abbia firmato l’ultimo ricorso prefettizio, dopo avere sottoscritto tutti gli altri precedenti. Una coincidenza? Forse. Ma in politica, come ricordava il famoso scrittore austriaco Karl Kraus: «le coincidenze sono spesso ben organizzate». (Leggi qui: E dopo il question time parte il nuovo esposto al Prefetto. E qui: La proposta alternativa a Mastrangeli nasce sul tavolo del Prefetto?).

In ogni caso, la sensazione è che dentro Forza Italia nel capoluogo qualcosa si stia muovendo.

Non una semplice casella da riempire

Il punto, però, è un altro. Se davvero si sta lavorando a un riavvicinamento tra Forza Italia e maggioranza, la Presidenza del Consiglio a Pasquale Cirillo sarebbe, contemporaneamente, una soluzione istituzionale e una scelta politica. Non una semplice casella da riempire.

(Foto © AG IchnusaPapers)

Cirillo è il segretario cittadino di Forza Italia. Portarlo alla guida dell’Aula significherebbe riconoscere un ruolo di primo piano a un esponente, di un Partito di centrodestra, che fino a ieri stava all’opposizione. E questa potrebbe essere senz’altro una soluzione capace di ricucire una frattura che dura da tempo e ricondurre FI nel perimetro naturale del centrodestra, anche in prospettiva elezioni del prossimo anno. Fin qui tutto normale.

Il nodo Scaccia

Quello che lascia perplessi però, è che una simile operazione di ricucitura e di ricostruzione del centrodestra nel capoluogo, venga appaltata, dal sindaco (e dalla Lega), ad un autorevole ed importante rappresentante del partito del Generale Vannacci. Senza farla direttamente in proprio.

Dal che, ne discendono due ipotesi ulteriori. O Mastrangeli ha dato il suo ok all’operazione e a Scaccia, ritenendo di “correre il rischio” di una sua ulteriore centralità politica. Oppure, il vicesindaco sta agendo in proprio, in assoluta autonomia, senza alcun benestare del Sindaco. Tertium non datur.

Sergio Crescenzi e Marco Ferrara

Perché se davvero il centrodestra locale ha affidato a Scaccia la tessitura del rientro di Forza Italia, il vicesindaco non sarebbe più solo il riferimento della sua lista e dei due consiglieri di “Mani Libere” che orbitano nella sua area Marco Ferrara e Sergio Crescenzi. In caso di successo dell’operazione recupero, diventerebbe l’azionista di maggioranza politica assoluta, della coalizione che oggi sostiene Mastrangeli. E allora la domanda nasce spontanea: perché rafforzare oggi un possibile competitor di domani?

Un’operazione “da lode”

Se Forza Italia rientrasse davvero in maggioranza e Cirillo ottenesse la Presidenza dell’Aula, Scaccia avrebbe contribuito, non solo a mettere in sicurezza la coalizione. Avrebbe finalmente consentito, dopo più di 3 mesi di immobilismo, l’elezione del Presidente dell’aula e avrebbe, di fatto, ricostruito il centrodestra a Frosinone. Lui, non altri. Una operazione da laurea honoris causa cum laude, in strategia politica.

Il suo peso politico a Frosinone crescerebbe ulteriormente, a livelli esponenziali. Solo che Scaccia non è un rappresentante di uno dei 3 partiti del centrodestra: sta con Vannacci, non è proprio la stessa cosa.

Il rischio per Mastrangeli

Antonio Scaccia con Roberto Vannacci

Vi è da dire che per Mastrangeli sarebbe comunque una vittoria, nell’immediato: recuperare Forza Italia, ridurre l’isolamento, portare in porto la consiliatura senza ulteriori scossoni.

Nel 2027 però, alle elezioni Comunali, la musica potrebbe essere completamente diversa. Se Vannacci deciderà di presentare i propri candidati sindaco nei capoluoghi il prossimo anno, Scaccia potrebbe scendere in campo: personalmente o per interposta persona. Ma comunque per contendere Palazzo Munari a Mastrangeli.

Il sindaco quindi, intestandogli (o lasciandogli intestare) il successo di un’operazione che, inevitabilmente sposterebbe il baricentro politico fuori dalla Lega, avrebbe trasformato il proprio vice oggi, nel suo principale potenziale competitor tra qualche mese. Tu quoque, Brute, fili mi?

È la vecchia legge ricordata dallo scrittore francese André Malraux: «In politica, chi costruisce i ponti finisce spesso per controllare il traffico».

Il progetto Ferrara archiviato?

Marco Ferrara (Foto © Massimo Scaccia)

Resta da considerare un dettaglio tutt’altro che secondario. Se l’operazione Cirillo presidente dovesse andare veramente in porto, significherebbe che il progetto Marco Ferrara alla Presidenza del Consiglio, sostenuto proprio dall’area Scaccia, sarebbe stato archiviato in fretta e in silenzio. Un cambio di cavallo in corsa, che in politica ci può anche stare.

In ogni caso, al di là delle smentite e delle narrazioni più o meno romanzate, la vera partita non è chi indicherà il Presidente del Consiglio. Ma chi darà veramente le carte nel centrodestra nei prossimi mesi a Frosinone. Perché una cosa è riportare Forza Italia in maggioranza. Un’altra è stabilire chi, dopo averla riportata, sarà più forte di prima.

Il Pd si sveglia

Mentre nel centrodestra la suggestione è quella di un ritorno all’unità, nel centrosinistra c’è il risveglio del Circolo cittadino del Partito Democratico. Manda un segnale dopo il letargo di questi anni. Lo fa lanciando una campagna: “Ascoltare prima di proporre“.

Stefano Pizzutelli

Ad annunciarla è il Segretario cittadino del PD Stefano Pizzutelli, che ne rivendica il metodo prima ancora del contenuto. «Vogliamo essere in mezzo alle persone, ascoltare prima di proporre», dice il Segretario, che lega la fase di ascolto alla costruzione stessa del futuro programma amministrativo: «Crediamo che per immaginare la Frosinone dei prossimi anni si debba partire da chi la vive ogni giorno».

Nell’immagine scelta da Pizzutelli, i post-it che comporranno idealmente il Campanile diventano il materiale grezzo di un progetto ancora da scrivere: «I post-it saranno i nostri mattoncini: tanti contributi diversi con cui costruire insieme un progetto per la città». Una sequenza, quella indicata dal Segretario, che capovolge il consueto ordine tra promesse e ascolto: «Prima delle risposte vengono le domande. E prima dei programmi viene l’ascolto».

Un posizionamento che, a meno di un anno dalle comunali di primavera 2027, non è privo di significato politico: mentre la candidatura a sindaco di Angelo Pizzutelli resta ufficializzata ma senza una vera campagna di promozione sul territorio (come raccontato nei giorni scorsi), il segretario cittadino prova ora a intestare al Partito un metodo: l’ascolto diffuso, casa per casa e quartiere per quartiere, prima ancora di un programma. (Leggi qui: PD Frosinone, la parabola dei sei ciechi e l’elefante).

Qualcosa si inizia a muovere.