Fratelli d’Italia cambia linea e riapre il dossier del centrodestra a Frosinone

Contrordine. Fanelli, nel giro di pochi giorni, si è ritrovato da 'cospiratore' non in linea con le strategie del partito (e come tale da mettere alla porta) ad ispiratore della linea politica di Fratelli d'Italia a Frosinone.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Uno dei principi della strategia di comunicazione politica dice che «le parole di un politico valgono solo per il momento in cui sono state pronunciate». La validità di quelle dichiarazioni è spesso circoscritta al momento in cui vengono dette: perché le strategie, i contesti e gli scenari cambiano con la stessa rapidità con cui l’app di Trenitalia annuncia il ritardo del treno regionale per Roma, dopo che la rilevazione di qualche minuto prima lo dava «in orario».

Per interpretare bene alcune dichiarazioni politiche – specialmente a Frosinone – il modello fisico dello spazio-tempo può essere di aiuto. E può servire a capire cosa sta succedendo dentro Fratelli d’Italia.

La parabola di Fanelli in pochi giorni

(Foto © Massimo Scaccia)

Nell’ultimo Consiglio Comunale del 27 maggio scorso, il consigliere di FdI ed ex sindaco di Frosinone Paolo Fanelli (non un quisque de populo) rivolgendosi in apertura dei lavori al sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli aveva detto: «È necessario ristabilire la maggioranza di centrodestra per finire la consiliatura senza fibrillazioni. Se questo non viene realizzato, io sono al di fuori della maggioranza». Parole pesantissime, dirompenti e potenzialmente destabilizzanti per la già claudicante maggioranza consiliare. (Leggi qui: «Il BRT paralizza la città»: Fanelli (FdI) minaccia il passaggio all’opposizione).

Avendo capito subito la pericolosità di quelle parole per la tenuta della coalizione, il capogruppo di FdI Franco Carfagna aveva di fatto censurato l’intervento in Aula, ammonendo: «Ho il massimo rispetto per Paolo Fanelli, ma la linea del Partito non è quella che ha detto lui. A questo punto ci saranno delle valutazioni degli organismi dirigenti di Fratelli d’Italia. Paolo Fanelli dica in quale gruppo vuole stare e in quale linea si riconosce». (Leggi qui: Il Consiglio dell’assurdo: tutti litigano, nessuno stacca la spina).

Nei giorni successivi si era riunito il direttivo cittadino di FdI, con il rinvio della «pratica» al tavolo regionale del coordinatore Paolo Trancassini per i provvedimenti del caso. Voci non confermate parlavano in quelle ore addirittura di una possibile espulsione di Fanelli dal Partito.

L’inversione di rotta: Carfagna dice esattamente quello che aveva censurato

Franco Carfagna

Ieri, a margine della riunione di maggioranza convocata dal sindaco per affrontare le spinose questioni del bilancio consolidato e dell’elezione del presidente del Consiglio Comunale, Franco Carfagna ha detto qualcosa che non ti aspetti, visti i precedenti: «Vista la situazione in Consiglio Comunale, Fratelli d’Italia ritiene che non sia più procrastinabile un ritorno al dialogo tra tutte le forze politiche e le coalizioni civiche – ovvero i partiti di centrodestra e coloro che potrebbero condividere un programma di fine mandato per affrontare le questioni amministrative più impellenti – e un ragionamento sulle amministrative del prossimo anno».

Di fatto, esattamente quello che aveva chiesto Fanelli nell’ultimo Consiglio Comunale: la ricostruzione del perimetro del centrodestra. Una completa e totale inversione di rotta. Come se la domenica mattina ti prepari ed esci per andare a Terracina, e poi sulla Monti Lepini decidi di andare a Campo Catino. Fanelli, nel giro di pochi giorni, si è ritrovato da «cospiratore» non in linea con le strategie del partito — e come tale da mettere alla porta — a ispiratore della linea politica dei meloniani a Frosinone.

Come diceva Albert Einstein«La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario». Evidentemente in FdI a Frosinone non solo sanno fare di conto ma sanno anche guardare lontano.

Il calcolo al 2027

da sinistra: Sergio Crescenzi, Marco Ferrara ed Aldo Mattia

Al 2027, per esempio. Se FdI perde anche Paolo Fanelli, dopo aver già perso i consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara, approdati in Identità Frusinate, rischia di ritrovarsi in Aula con soli due consiglieri che reggono due assessori. Uno a uno. Con il rischio, piuttosto concreto, che qualcuno nella guerriglia politica in atto in maggioranza chieda un ridimensionamento della rappresentanza meloniana in Giunta.

C’è poi una seconda ragione, ancora più strategica. Appiattirsi totalmente su Mastrangeli e sulla sua scarsa propensione a ricostruire il perimetro del centrodestra potrebbe costituire un problema politicamente difficile da spiegare tra qualche mese, qualora FdI dovesse alla fine decidere di smarcarsi rispetto al sostegno – oggi non in discussione – alla candidatura a sindaco del primo cittadino.

Il sindaco, del resto, ha fatto sempre orecchie da mercante a ogni richiesta in tal senso: sia di FdI qualche tempo fa, sia di Forza Italia, di FutuRa e dell’ex presidente del Consiglio Massimiliano Tagliaferri. Come amava dire lo scrittore brasiliano Paulo Coelho«Quando si rimanda il raccolto, i frutti marciscono; ma quando si rimandano i problemi, questi non finiscono mai di crescere».