Bonifica: Bruni prova a fare tana al sindaco, Righini fa chiarezza

Mentre il dirigente provinciale Massimiliano Bruni sfida maggioranza e opposizione sul voto di Sora, l'assessore regionale Giancarlo Righini bolla la protesta come «grave e imbarazzante» e spera in un no. Due note di Fratelli d'Italia, uscite a poche ore di distanza, senza che l'una sapesse dell'altra.

Irene Mizzoni

Phoenix ex cineribus suis resurget

A Sora il Consiglio comunale è stato chiamato a votare per decidere se rimanere nel Consorzio di Bonifica. Un voto cercato e sollecitato da Fratelli d’Italia. Ma invece di innescare una guerra politica contro il sindaco civico Luca Di Stefano, quel voto ha acceso una guerra civile con la Regione. Una spaccatura netta, verticale, politicamente grave: uno scontro che invece di mettere nel mirino il sindaco sconfessa l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini (che, tra l’altro, è di Fratelli d’Italia: non uno qualsiasi ma il capodelegazione del Partito nella Giunta Rocca).

L’antefatto

Daniele Pili

L’antefatto, per capire la situazione. Un Comitato ha raccolto quasi 800 firme per chiedere al Consiglio comunale di votare l’uscita di Sora dal perimetro di contribuenza, cioè lasciare il Consorzio. O, al limite, rivedere l’elenco di quelli che devono pagare il Contributo Consortile, limitandolo a chi riceve effettivamente l’acqua per irrigare.

Il Commissario del Consorzio Daniele Pili l’altro giorno ha fatto presente che un eventuale voto del Consiglio sarebbe acqua fresca: perché il Contributo è stabilito per legge Regionale e Nazionale e chi deve pagare è altrettanto indicato dalla norma; secondo la quale deve pagare chi rientra nel Piano di Classifica e non soltanto chi irriga, perché i lavori di Bonifica vanno a beneficio di intere aree evitando che finiscano allagate a causa del maltempo.

Alla vigilia del Consiglio comunale chiamato a votare sulla petizione di 779 firme sono arrivate a distanza di poche ore due prese di posizione dello stesso Partito, entrambe pesanti, entrambe autorevoli.

La mossa di Bruni: un test per tutti

Massimiliano Bruni

La prima a muoversi è la politica locale. Massimiliano Bruni, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia e per anni punto di riferimento del Partito a Sora, firma una nota che si legge come un atto d’accusa articolato su più fronti. Il bersaglio principale è il sindaco Luca Di Stefano, chiamato a rispondere di una promessa elettorale mai verificata nei fatti: «Ricordiamo tutti le parole pronunciate da Luca Di Stefano prima di essere eletto sindaco: “Una volta eletto sindaco usciremo dal perimetro della Conca”. Non era un’ipotesi, non era una riflessione: era una promessa politica», dice Bruni. Che rilancia la domanda mai affrontata, a suo dire, con onestà: «Quanto costerebbe al Comune assumere direttamente attività, servizi, manutenzioni e responsabilità che oggi fanno capo al sistema della bonifica?».

L’assessore Giancarlo Righini con il direttore del consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina Vincenzo Gregori ed il consigliere regionale Vittorio Sambucci

Ma è nel passaggio successivo che la nota di Bruni smette di essere solo un attacco alla maggioranza e diventa un richiamo diretto al proprio stesso schieramento. Bruni lega il voto di Sora al percorso di riordino dei Consorzi di bonifica portato avanti dalla Regione Lazio, e cita esplicitamente l’assessore regionale all’Agricoltura: «La Regione Lazio, con il percorso di riordino del sistema dei Consorzi di bonifica e con l’azione portata avanti dall’assessore Giancarlo Righini, sta puntando a una riorganizzazione del settore e a un rafforzamento del ruolo degli enti di bonifica. Se il Consiglio comunale di Sora assumerà una posizione politica diversa rispetto all’indirizzo che la Regione sta imprimendo al sistema, sarà inevitabile chiedersi quale sia la strategia del Sindaco».

Bruni vuole fare tana

Il sindaco Luca Di Stefano

Cerca di fare tana al sindaco ed alla sua maggioranza. Luca Di Stefano è un civico che sta tenendo in equilibrio assolutamente stabile una maggioranza che rappresenta sensibilità diverse. A dialogare con il sindaco c’è anche l’ala di FdI che non sta con Bruni. E Bruni vuole dimostrare che Luca Di Stefano non è di centrodestra.

Perché vuole candidarsi contro di lui alle prossime Comunali e vorrebbe che FdI lo seguisse. «Sarà interessante vedere […] chi sarà in grado di difendere l’operato del centrodestra regionale a partire proprio dal capogruppo di Fratelli d’Italia. Perché anche un’assenza, domani, potrà avere un significato politico».

La nota di Righini: nessuna attesa, nessun test

Giancarlo Righini

Poche ore dopo arriva da Roma la voce di chi Bruni aveva appena citato come garanzia istituzionale del centrodestra. Giancarlo Righini: lo fa come assessore regionale all’Agricoltura non come portavoce di Fratelli d’Italia in Giunta. Un segnale importante: per lui la questione è amministrativa, la Bonifica non va confusa con giochi politici. L’assessore Righini, non aspetta il voto di domani per esprimersi, e lo fa con toni che non lasciano spazio a letture morbide: «La vicenda della richiesta di uscita del Comune di Sora dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica Conca di Sora sta assumendo contorni paradossali», scrive. «È grave e imbarazzante che alcuni sindaci e amministratori locali, pur conoscendo i limiti giuridici e di competenza di una deliberazione di Consiglio comunale su questa materia, scelgano comunque di cavalcare la protesta e alimentare false aspettative».

Il palazzo comunale di Sora

Righini tira ad altezza d’uomo. Mirando sul sindaco Luca Di Stefano che sta consentendo di portare la voto la questione del Consorzio. E al tempo stesso su Massimiliano Bruni che sta cavalcando la protesta contro il Consorzio di Bonifica.

Righini non si limita alla censura di principio. Entra nel merito del voto con un auspicio esplicito, che di fatto anticipa e chiude la partita che Bruni aveva provato a costruire come banco di prova aperto: «Mi auguro quindi che il Consiglio comunale voti contro una delibera che, per le suddette ragioni, non dovrebbe neanche essere iscritta all’ordine del giorno».

Due voci, un solo partito, nessun coordinamento

Il punto politico non è più soltanto cosa deciderà l’aula di Sora domani. È che Fratelli d’Italia, sullo stesso dossier e nello stesso giorno, ha parlato con due registri difficilmente sovrapponibili. Bruni costruisce un impianto tattico: usa il voto come cartina di tornasole per la maggioranza, ma anche per misurare la tenuta e la coerenza della propria opposizione locale, lasciando la partita aperta e rinviando il giudizio a “chi sarà capace di difendere l’operato del centrodestra regionale“.

L’assessore Giancarlo Righini con il commissario Daniele Pili

Righini, da Roma, non aspetta: liquida la vicenda come un problema di rispetto delle regole prima ancora che di schieramenti, tiene il tema al di fuori della politica e lo circoscrive alla tutela dell’Ambiente. Indica già la soluzione che considera l’unica accettabile: il voto contrario, se non addirittura la cancellazione del punto dall’ordine del giorno.

Se per Bruni la partita vera si gioca sulle prossime Comunali, per Righini il problema è già chiuso: per l’assessore la Bonifica non è un terreno politico ma lo strumento che la settimana scorsa ha evitato allagamenti e catastrofi ambientali sulla provincia di Roma proprio nelle ore del nubifragio che ha sommerso la Capitale. Che non fa parte del perimetro di competenza dei Consorzi.