Un anno di politica cittadina raccontato mese per mese tra cambi di casacca, veti incrociati, alleanze instabili e continui stop. Il 2025 a Frosinone è stato un equilibrio precario, sempre sospeso tra caduta e sopravvivenza.
Il 2025 sta per finire e volendolo riassumere con il racconto di quanto pericolosamente vissuto (dal punto di vista politico) a Palazzo Munari in 12 mesi, si potrebbe senz’altro dire che è stato come fare un viaggio sull’ascensore inclinato di Frosinone. Un percorso fatto di stop and go, parecchi guasti tecnici e la perenne sensazione che l’amministrazione Mastrangeli resti sospesa nel vuoto a metà strada: cade o non cade.
GENNAIO

Il 2025 si apre con l’ennesimo cambio di casacca dall’inizio della consiliatura: la Consigliera Cinzia Fabrizi passa (spintaneamente) dal gruppo di Forza Italia, alla lista Ottaviani. Troppo forti le frizioni ed i distinguo della Fabrizi con il resto del gruppo consiliare azzurro di Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo, per mantenere la “pacifica” convivenza.
Gennaio è anche il mese nel quale parte il progetto della pedonalizzazione di piazzale Kambo a ridosso della stazione ferroviaria; sarà uno dei tanti terreni di scontro all’interno della stessa maggioranza.
FEBBRAIO

Il mese di febbraio registra le clamorose dimissioni da capogruppo dei Dem, del Consigliere recordman di preferenze Angelo Pizzutelli.
Due le motivazioni per spiegare il suo gesto. Una ufficiale: la scarsa considerazione del Partito per il Gruppo consiliare di Frosinone, chiamato sempre a cantare e portare la croce ma senza mai nessun riconoscimento tangibile. Una ufficiosa: il progetto fatto veicolare circa la composizione della futura segreteria cittadina del PD fa capire che, probabilmente, non sarà lui la persona sulla quale il Partito punta per la candidatura a sindaco nel 2027.
Le cose poi però nel corso dell’anno, per le aspirazioni sindacali di Pizzutelli, sembrano aver preso una piega diversa. Forse anche a causa di quelle dimissioni. Mai ufficialmente ritirate.
MARZO

Il mese si apre col botto: l’assessore Valentina Sementilli viene dimissionata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. Qualche giorno prima la Sementilli, che sedeva in Giunta in rappresentanza della Lista Ottaviani, aveva chiesto di aderire a Fratelli d’Italia, insieme al Consigliere Christian Alviani.
In caso di risposta positiva da parte dei Fratelli il Gruppo consiliare sarebbe passato a 6 consiglieri e quindi avrebbe potuto rivendicare un terzo assessore. Ma a Frosinone vale il Lodo Rocca, quello del Presidente della Giunta Regionale del Lazio che lo scorso anno, nonostante l’assedio di Forza Italia, blindò la Giunta dicendo che non l’avrebbe cambiata per adattarla ai cambi di casacca fatti dai Consiglieri. In Regione ha funzionato ed a Frosinone ne hanno fatto copia e tesoro.
Significa che anche a Palazzo Munari la rimodulazione dei gruppi consiliari non incide sull’esecutivo. L’onorevole Nicola Ottaviani padre della civica nella quale la Sementilli ed Alviani sono stati eletti nel 2022 è stato ancora una volta pragmatico: via la Sementilli dalla Giunta, spazio al suo posto al Consigliere Mario Grieco.
APRILE

Ad aprile si vota il bilancio di previsione. Il Documento principale, politico programmatico, che caratterizza l’amministrazione Mastrangeli. Il Bilancio passa con 17 voti favorevoli, 9 contrari e 5 astenuti. Il dato politico che caratterizzerà il proseguo della consiliatura è che, nè la lista Marzi né la lista Marini (le due civiche che fanno riferimento ai due ex sindaci di Frosinone della sinistra) hanno votato contro il bilancio.
Si crea quindi in aula una nuova maggioranza a geometria variabile ed in forma trasversale: centrodestra e centrosinistra stanno sia su un front che sull’altro. Nulla sarà più come prima.
MAGGIO

Nel mese mariano si registra il tentativo del Sindaco Mastrangeli di riaprire un canale di dialogo con Forza Italia. I consiglieri azzurri, infatti, pur stando ufficialmente all’opposizione, sono stati invitati dal Sindaco a partecipare ad una riunione di maggioranza. Chi si aspettava di vedere i consiglieri di FI varcare il portone di palazzo Munari con un vassoio di paste da offrire a Mastrangeli, in segno di “disgelo” rimarrà profondamente deluso. La richiesta di FI è sempre la stessa, azzeramento della Giunta e ricostruzione del perimetro originario delcentro destra: quello delle elezioni del 2022.
Niente da fare. Da quest’orecchio Mastrangeli non ci sente proprio. Fine delle trasmissioni e fine di qualsiasi tentativo di ricomposizione: politico e personale.
GIUGNO

Mentre Fi vota No al bilancio consuntivo dell’amministrazione Mastrangeli, decretando definitivamente e ufficialmente la morte del centrodestra nel capoluogo, nel mese di giugno si registra la prima vera frattura, tra il Sindaco e Fratelli d’Italia.
I meloniani chiedono di rivedere le politiche sulla mobilità sostenibile e sul quartiere dello Scalo. Richieste che trovano la totale indisponibilità da parte del sindaco. Sarà questo l’inizio di una “guerra” di logoramento tra Mastrangeli e FdI che sembra non avere fine. In mezzo c’è anche la candidatura a sindaco di Frosinone nel 2027.
La situazione è talmente delicata al Comune Capoluogo, che ritengono di intervenire perfino il Segretario Regionale di FdI l’onorevole Paolo Trancassini ed il Segretario provinciale della Lega (che ha indicato Mastrangeli nel 2022) l’onorevole Nicola Ottaviani: entrambi sono concordi nel sostenere che la questione Frosinone è di competenza del Regionale e che l’unità del centrodestra (o di quello che ne rimane) non è in discussione.
LUGLIO

A ridosso delle vacanze, finalmente anche qualche sorriso per il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, dopo i tanti problemi politici nella sua maggioranza, che comunque non lo scalfiscono, più di tanto. La classifica Governance poll del Sole 24 sul gradimento dei Sindaci italiani, colloca il primo cittadino del Capoluogo al 28 posto assoluto, con un gradimento del 56% dei cittadini. Quasi 1 punto percentuale in più di quando è stato eletto nel 2022.
Visto quello che accade nella coalizione che lo sostiene, è un vero e proprio “miracolo. O forse ha ragione Mastrangeli a privilegiare tanto l’aspetto amministrativo della sua consiliatura e molto meno quello politico.

A luglio si registra anche una importante novità in casa del Partito Democratico. Proprio a casa del dominus del Pd in provincia, l’onorevole Francesco De Angelis, durante una cena a base di insalata di riso, mozzarella di bufala e una bottiglia si Sauvignon doc delle cantine Masserie Barone di Atina, si fa strada l’ipotesi, concreta, che il candidato sindaco del PD nel 2027 possa essere il Consigliere del Capoluogo Angelo Pizzutelli. Il quale però sulla questione farà calare, nel corso dell’anno, un silenzio assordante.
AGOSTO

Ad agosto mentre tutti sono al mare o in montagna, a Frosinone si assiste ad uno strappo clamoroso (l’ennesimo) nel centrodestra di governo. La Giunta approva il percorso del BRT (bus rapid transit) senza la partecipazione annunciata degli assessori di Fratelli d’Italia, in aperto dissenso con Mastrangeli, ancora una volta indisponibile a rivedere il progetto.
Contrario al BRT anche il Presidente del Consiglio Comunale Max Tagliaferri, che abbandona polemicamente la lista Ottaviani con la quale è stato eletto. Da quel momento il Notaio d’aula farà asse proprio con i Fratelli. E sarà un asse politicamente pesantissimo per Mastrangeli.
SETTEMBRE

Al rientro dalle vacanze, il Partito Socialista rompe gli indugi e fa partire la corsa per le Comunali del 2027. Il Candidato sindaco è il Consigliere Vincenzo Iacovissi: concorrerà con il supporto di 3 liste. Nessun ipotesi di accordo unitario con il Pd.
Le parole del leader del Partito Gianfranco Schietroma sono una sentenza della Corte di Cassazione “la candidatura a Sindaco di Iacovissi non è in alcun modo negoziabile“
L’unità del centrosinistra è morta nella culla. Come sempre negli ultimi 20 anni.
OTTOBRE

Il mese delle foglie che cadono, mette in fila tre eventi che mostrano plasticamente le difficoltà della trasversale maggioranza Mastrangeli.
Uno. A Metà mese il segretario regionale di FdI l’onorevole Paolo Tancassini a margine di una dichiarazione sulla ZES si lascia “sfuggire” questa frase “confido che anche in questo caso, come per il Comune di Frosinone, si continui a prediligere il “noi” piuttosto che l'”io” così come fa tutta la squadra di Fratelli d’Italia”. Antonio Di Pietro avrebbe detto “che c’azzecca?”. Semplice, Trancassini ha voluto sottolineare che al Comune Capoluogo vengono prese decisioni (in solitaria) senza il necessario coinvolgimento di tutti: ergo di Fratelli d’Italia. Chiarissimo il riferimento al BRT.
Due. Per poter celebrare il Consiglio Comunale esclusivamente in Prima convocazione, è questo l’orientamento “politico”, ormai consolidato, del Presidente d’aula Max Tagliaferri, occorrono 17 consiglieri. Che Mastrangeli però non ha. Pensa di rivolgersi al Consigliere del Gruppo Marzi Carlo Gagliardi, lista che già lo sostiene indirettamente. In cambio di una delega, non assessorile, all’Urbanistica.

Tutto fatto? Nemmeno per idea. La cosiddetta Galassia della Lega dice chiaramente che “questo matrimonio non s’ha da fare”. Come nel gioco dell’oca, Mastrangeli torna al punto di partenza: in cerca del 17mo consigliere.
Tre. Il 28 ottobre il Consigliere di Fratelli d’Italia Marco Ferrara invia una pec ufficiale al Comune dove chiede all’amministrazione (che FdI sostiene) di effettuare interventi urgenti per il ripristino del decoro alla Villa Comunale del Capoluogo. Come avrebbe fatto un consigliere di opposizione. Quando la forma è sostanza.
NOVEMBRE

Il mese dei morti sancisce (forse) il funerale di una possibile convergenza da parte di FdI, sul nome di Mastrangeli come candidato sindaco nel 2027.
Dai corridoi della Regione Lazio, un ente quindi estremamente importante e politicamente rilevante, viene fatta veicolare la voce (mai smentita da nessuno) che il Partito per le prossime elezioni comunali, starebbe pensando una candidatura di bandiera autorevole, solida, riconoscibile e di comprovata esperienza amministrativa e politica. Quella del Presidente di AleS SpA ed ex vicesindaco Fabio Tagliaferri.
Un nome così pesante per Frosinone non viene messo in giro per poi bruciarlo. Il progetto è concreto e reale. E per dimostrare quanto FdI faccia sul serio al Comune, a fine mese gli assessori meloniani non partecipano alla seduta di Giunta che avrebbe dovuto approvare il Bilancio di previsione 2026. Il bilancio verrà approvato dall’esecutivo, anche con il voto degli assessori di FdI, qualche giorno dopo.
Intanto un ulteriore segnale politico, e che segnale, a Mastrangeli è stato dato.
DICEMBRE

Babbo Natale porta in dono alla maggioranza Mastrangeli ben 2 Consiglieri che stavano all’opposizione: Christian Alviani, che abbandona Forza Italia per aderire alla nuova associazione civica “Identità frusinate” e Francesco Pallone che lascia il Gruppo FutuRa, per andare ad irrobustire la lista del vicesindaco Antonio Scaccia che passa così a 4 Consiglieri. Un numero sufficiente per rivendicare un ulteriore assessorato.
Il mese di dicembre porta non solo regali, manche cenere e carbone a Mastrangeli, è rappresentato dai 3 Consigli comunali consecutivi saltati per mancanza del numero legale.
La dimostrazione platica che, senza un accordo tra la Galassia della Lega da una parte, e Fratelli d’Italia più il presidente del Consiglio Max Tagliaferri e la civica di Gianfranco Pizzutelli dall’altra, in Prima convocazione, in Aula non si aprono nemmeno i microfoni. La maggioranza del Sindaco a 17 o a 18 è solo virtuale, in assenza di quella politica.
In sintesi

In sintesi, il 2025 a Frosinone non si chiude con un senso di pace ritrovata, in armonia con lo spirito del Natale ma con un Consiglio Comunale ancora pieno di tensioni, veti incrociati, equilibri fragili, richieste di assessorati e forti dubbi sul futuro della maggioranza.
Come disse un grande osservatore della politica come Léon Blum: «La natura ha posto limiti alla nostra saggezza; la politica no». A Frosinone però, a volte sembra che anche la politica abbia messo limiti alla propria capacità di governare attraverso un progetto condiviso, più che per la paura di andare a casa.
Certo è che Mastrangeli non può pensare di andare avanti così anche nel 2026, sempre con l’elmetto in testa e il pallottoliere in mano.



