L'ex assessore Massimo Sulli lascia Identità Frusinate e aderisce a Futuro Nazionale, indicando come riferimento il vicesindaco Antonio Scaccia. Un tassello della rete che Scaccia costruisce in vista delle comunali 2027, mentre il civismo si fa sempre più determinante a Frosinone.
Massimo Sulli cambia Partito. Fin qui, nulla di clamoroso. Il problema per il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli è che il suo ex assessore non è andato da nessuna parte: è andato da Antonio Scaccia, il suo vicesindaco. Si arruola in Futuro Nazionale, il Partito del generale Roberto Vannacci.
Al netto delle formule di rito usate per dare la notizia, nella dichiarazione dell’ex assessore ci sono due frasi che hanno un peso e una valenza politica enorme. La prima: «Ho deciso di aderire con convinzione a Futuro Nazionale condividendo appieno la linea politica e la visione del generale Roberto Vannacci». La seconda, ancora più pesante della prima: «A guidare ed entusiasmare questa mia scelta c’è anche Antonio Scaccia, vicesindaco del Comune di Frosinone, responsabile Enti locali del Lazio, oltre che coordinatore provinciale del partito».
Se si vuole leggere la politica con le lenti giuste, oltre la superficie del comunicato, bisogna partire proprio da qui. Perché Sulli non dice soltanto: aderisco al Partito di Vannacci. Dice anche, e con grande chiarezza, chi ha guidato la sua scelta e che considera da oggi il suo riferimento politico a Frosinone: il vicesindaco Antonio Scaccia.
Da Identità Frusinate a Futuro Nazionale

Sulli è stato assessore alla Polizia Municipale della Giunta Mastrangeli, indicato da Identità Frusinate. Le sue dimissioni sono arrivate a metà luglio, dopo la rottura con la civica, che aveva chiesto al sindaco la sua sostituzione indicando l’ex dirigente di Polizia Gianluca Di Trocchio come suo nuovo rappresentante in Giunta. Dopo 2 mesi Identità Frusinate sta ancora aspettando il cambio.
Quello di Sulli dunque non è un semplice cambio di casacca. È un riposizionamento politico. L’ex assessore non arriva da un luogo neutro, perché Identità Frusinate è nata per sostenere Riccardo Mastrangeli fino al termine della consiliatura. E poi nella prossima campagna elettorale.

Oggi Sulli passa con Futuro Nazionale, ergo: si sposta su un asse politico diverso da quello del sindaco, un asse che fa riferimento diretto ad Antonio Scaccia. Non è un dettaglio. È un segnale. Perché è di cristallina evidenza che il vicesindaco sta costruendo, pezzo dopo pezzo, sia dentro che fuori l’aula consiliare, che in Giunta, una rete politica che guarda alle elezioni comunali del prossimo anno. La tattica, militare e politica, parla chiaro: quando un generale chiama, un ufficiale deve avere già pronte le sue truppe sul campo. Come ricordava Carl von Clausewitz: «la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi».
Dipende dal generale
Fuor di metafora. Se nel 2027 il generale Vannacci deciderà di far scendere in campo i suoi uomini e le sue donne nei capoluoghi per la corsa a sindaco, Scaccia dovrà essere pronto: personalmente o per interposta persona. Sulli quindi è un tassello che si aggiunge a una strategia che appare sempre più chiara: costruire una squadra territoriale solida a Frosinone, per avere un esercito pronto nel caso di una candidatura a sindaco.
Il cardinale Giulio Mazzarino nei suoi scritti sulla politica diceva: «un buon stratega non mostra mai la forza per attaccare, ma la dislocazione per farsi temere». Ça va sans dire.
Il piano B

Se poi tutte queste manovre non fossero necessarie perché Vannacci alla fine deciderà di non far correre i suoi riferimenti sui territori, la squadra che Scaccia sta costruendo potrebbe diventare una componente organizzata della coalizione ed essere messa a disposizione della candidatura del sindaco uscente Mastrangeli.
Nel dubbio e nell’attesa, Scaccia si sta muovendo, con metodo, strategia e visione. Da mesi infatti il vicesindaco si muove lungo una traiettoria ben precisa: la sinergia con i consiglieri di Mani Libere Marco Ferrara e Sergio Crescenzi non è nata per caso.
Futuro Nazionale gli ha affidato la responsabilità degli Enti locali per il Lazio, oltre al riferimento per la provincia e la città di Frosinone. Una scelta che colloca il capoluogo in una posizione tutt’altro che marginale nell’organizzazione territoriale del movimento di Vannacci. E la politica, si sa, non vive soltanto di ciò che viene dichiarato ufficialmente. Vive anche di uomini, relazioni, strategie, posizionamenti e tempi, che Scaccia sta dosando con la stessa abilità con cui il maestro pasticcere Iginio Massari usa per preparare il lievito per i suoi dolci.

Scaccia, oggi, ha quindi una duplice dimensione, vicesindaco e riferimento di Vannacci, che gli consente da un lato di muoversi senza eccessivi vincoli (basta vedere come tiene inchiodato il Consiglio sull’elezione del Presidente d’aula). Dall’altro, di preparare la sua discesa in campo, se sarà necessaria.
Il Consiglio come mappa in movimento
A rendere ancora più effervescente la situazione politica a Frosinone, appena 24 ore prima dell’annuncio di Sulli, il Consiglio comunale ha registrato ieri un’altra significativa novità. I consiglieri dissidenti/dissenzienti Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone hanno costituito il nuovo gruppo consiliare “Un’altra Frosinone”. (Leggi qui: I tre dissenzienti fanno gruppo: “Un’altra Frosinone” e i numeri cambiano in Aula).
Non è soltanto un cambio di nome. È la formalizzazione di un dissenso che diventa Gruppo, quindi identità politica, riconoscibilità, peso nelle dinamiche d’aula. E, soprattutto, una visione prospettica per il prossimo anno. Perché al di là delle dichiarazioni di circostanza, la civica è nata soprattutto per questo: per avere un ruolo alle prossime elezioni. E questo è un elemento che non può essere sottovalutato.

Il Consiglio comunale di Frosinone, a meno di un anno dal voto, sembra una mappa in movimento. Gruppi che si scompongono e ricompongono a velocità esponenziale. Consiglieri che si riposizionano. Civiche che nascono. Partiti che crescono. E, soprattutto, uomini e donne che iniziano a prepararsi per una partita che, ufficialmente, non è ancora cominciata: ma la campagna elettorale è iniziata da un pezzo.
Il civismo come forza determinante
È probabilmente questo il dato politico più interessante. Le amministrative del 2027 di Frosinone potrebbero essere profondamente diverse da tutte quelle precedenti. Non sta scritto da nessuna parte che si assisterà alla tradizionale geometria: centrodestra versus centrosinistra. Quella della primavera prossima potrebbe essere una competizione elettorale molto più articolata, nella quale i Partiti continueranno comunque ad avere un peso importante, ma saranno affiancati da componenti civiche strutturate, autonome e capaci di determinare veramente il risultato finale.

Cosa c’è di diverso dal passato? Prima le Civiche erano formazioni di rincalzo, con le quali rastrellare il voto di chi non si riconosce più nei Partiti e di chi non li frequenta proprio ma sta nella ‘società civile‘. Oggi le civiche – valga per quella creata da Anselmo Pizzutelli e valga altrettanto per quella di Antonio Scaccia, possono essere loro stesse le forze trainanti della coalizione: esprimendo un sindaco ed accogliendo i Partiti nel loro perimetro. In questo modo si va oltre lo schema destra / sinistra ma si passa a due fronti trasversali composti da forze sia di destra che di sinistra nell’uno e nell’altro caso.
Il civismo non più come semplice elemento aggiuntivo della coalizione. Il civismo come forza elettorale vera e determinante. E questo vale sia a destra che a sinistra.
Elias Canetti diceva: «Il potere si misura dal numero di quelli che si muovono quando tu ti muovi». A Frosinone hanno iniziato a muoversi, in parecchi.



