A dodici mesi dalle elezioni comunali sono iniziate le grandi manovre per formare coalizioni e liste. Le uniche certezze sono le candidature di Riccardo Mastrangeli e di Vincenzo Iacovissi del Psi. Nel centrodestra, nonostante le fibrillazioni e le fuoriuscite dalla maggioranza, non ci sono alternative al primo cittadino uscente. Anche Fratelli d'Italia non è riuscito ad incidere: troppo deboli le richieste di rimodulare il programma
Mancano 365 giorni, ora più ora meno, al momento in cui i cittadini di Frosinone torneranno a tracciare croci sulle schede elettorali nelle 48 sezioni del capoluogo, per eleggere il nuovo Sindaco ed il nuovo Consiglio Comunale. Dodici mesi di campagna elettorale, per la verità già iniziata, per costruire coalizioni, liste, candidature al consiglio e a sindaco del capoluogo.
Nessuna candidatura alternativa a Mastrangeli
E qui si apre la vera riflessione politica, quella che permette di decodificare tattica e strategia. Oggi in campo ci sono solo due candidature: quella del sindaco uscente Riccardo Mastrangeli e quella del PSI del consigliere Vincenzo Iacovissi. Sulla quale si sta, forse, aprendo un confronto tra Dem e Socialisti.

Non altre. E la scusa che è ancora troppo presto non regge, perché per costruire un candidato Sindaco riconoscibile, autorevole, competitivo, ci vogliono diversi mesi. Non poche settimane. Il vulnus nella coalizione che sostiene Mastrangeli e che spesso si agita, anche se sotto traccia, è proprio questo.
Non esiste, né nessuno ci sta lavorando, ad una candidatura alternativa a quella del Sindaco uscente. Questo, e solo questo, avrebbe potuto seriamente impensierire Mastrangeli, altro che interrogazioni al question time.
Il Sindaco, infatti, con l’aplomb inglese che lo contraddistingue, è totalmente concentrato sugli aspetti amministrativi, non curandosi di quelli politici, e sull’ultimazione del suo programma di mandato, l’unico che determina dividendi in termini di consenso, quando l’anno prossimo si andrà a votare.
FI, FutuRa e Anselmo Pizzutelli studiano gli scenari

Tutto il resto è letteratura. Chi non si riconosceva più nel progetto amministrativo del Sindaco, ha fatto da tempo l’unica scelta coerente: è passato all’opposizione. E dai quei banchi sta, da altrettanto tempo, iniziando a ragionare e a lavorare su uno scenario diverso per il prossimo anno.
Lo sta facendo Forza Italia, che molto difficilmente sosterrà Mastrangeli, lo sta facendo il Gruppo FutuRa e lo stanno facendo i Consiglieri della lista del sindaco, che sicuramente guardano ad altre candidature sindacali. Con il consigliere Anselmo Pizzutelli che potrebbe addirittura mettersi in proprio e competere con lo stesso Mastrangeli.
Nella logica emersa nel corso della consiliatura, dei vasi comunicanti tra maggioranza e minoranza, in un curioso gioco dell’oca politico, qualche Consigliere ha anche fatto ritorno a “casa Mastrangeli”, dopo un breve tour all’opposizione.

E chi è rimasto in maggioranza? È rimasto per restare. Fino alla fine. Anche se con qualche maldipancia che, specialmente a fine consiliatura, è legittimo e addirittura fisiologico. Come rientra nelle legittime prerogative del consigliere comunale fare richieste ufficiali di chiarimenti alla struttura comunale su determinate pratiche o dossier “sensibili”.
L’architettura politica resterà la stessa
La coalizione che sostiene di Mastrangeli ad un certo punto della consiliatura, quando diversi consiglieri hanno scelto l’Aventino, da centrodestra, è diventata trasversale (pescando dai banchi dell’opposizione), elastica, capace di assorbire tensioni, ma senza mai rompersi davvero.
In realtà, la fine della consiliatura non l’ha mai voluta veramente nessuno. Per questo, è difficile immaginare oggi che quella stessa maggioranza, tra un anno, non sia ancora al suo fianco nella corsa per il bis. Potrebbe perdere qualche consigliere, ma il deficit verrà senz’altro compensato e l’architettura politica rimane la stessa.

Quanto poi al tema dell'”arricchimento programmatico” evocato da Fratelli d’Italia, un mantra ripetuto per mesi, come fosse la condizione imprescindibile per continuare il sostegno al Sindaco, anche l’anno prossimo, è sembrato più una forma di debole “pressione politica” che altro.
Per fare un arricchimento vero al programma, l’ultimo treno utile era il bilancio di previsione approvato nei mesi scorsi. Quella era la sede e lo strumento per incidere davvero: emendamenti, opere, indirizzi strategici da parte del Partito al Sindaco. Che avrebbe avuto serie difficoltà politiche nel non accoglierli.
E invece il documento è passato integralmente senza scosse, senza alcuna modifica sostanziale. Da quel giorno, come dice un vecchio adagio, “i programmi non si arricchiscono, si raccontano”. Oggi, a dodici mesi dal voto, parlare di riscrivere, o arricchire, un programma amministrativo di una città capoluogo, è puro esercizio accademico. Non accade a Frosinone, non accade altrove. È semplicemente fuori tempo massimo. Nicolás Gómez Dávila diceva, “arrivare in ritardo non è un difetto quando non si voleva arrivare davvero”.
Un centrodestra senza “piano-B”
C’è poi il dato oggettivo inequivocabile detto prima, che chiarisce meglio la situazione e le tattiche messe in atto: nel centrodestra di governo cittadino non è mai nata una vera alternativa a Mastrangeli. Nessuno ha costruito, coltivato, preparato una candidatura diversa. Zero.

E in politica, il vuoto non esiste mai per caso. Se davvero qualcuno avesse voluto mettere pressione vera a Mastrangeli dall’interno, la strada era una sola: costruire un’alternativa credibile e farla passare per le primarie. Vere. Aperte. Anche per il sindaco uscente. Non è successo. E difficilmente accadrà.
Il Sindaco, che mastica politica da quando portava i calzoncini corti e giocava al “Piccolo Chimico” per preparare soluzioni galeniche di natura amministrativa, ha fiutato l’aria da un pezzo. Meglio di un Jack Russel che va a tartufi.
Sa perfettamente che, oltre i proclami, alle iniziative dimostrative, ai segnali fatti veicolare ad arte per “mettere paura”, nessuno tra i partiti e le liste che lo sostengono oggi, ha costruito un’alternativa. Non esiste un “Piano B”, non c’è un nome pronto a sfidarlo internamente, né l’ombra di primarie di coalizione, vere, che avrebbero potuto impensierirlo.
Il famoso scrittore, filosofo e aforista colombiano Nicolás Gómez Dávila diceva: “L’attuale confusione del mondo non è il risultato di una rivolta, ma di un’inerzia che si traveste da attività”. A Frosinone, l’attività frenetica che gira intorno alla ri-candidatura di Mastrangeli, è proprio questo: una splendida, rumorosissima inerzia. Ma nulla di più.



