Frosinone capofila in Europa: progetto EPIC per una Ciociaria che fa squadra

Mentre la politica si accende, l’Ufficio Europa di Frosinone candida il progetto EPIC al programma CERV: una rete territoriale unita che punta a rafforzare cittadinanza europea, partecipazione civica e cooperazione internazionale.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Mentre la campagna elettorale si prepara a divorare tutto — ogni atto, ogni dichiarazione, ogni inaugurazione — c’è un lavoro silenzioso che va avanti indipendentemente dal calendario politico. Si chiama Ufficio Europa, è una delle creazioni più concrete dell’amministrazione Mastrangeli e in questi giorni ha presentato la candidatura al programma europeo CERV con il progetto EPIC. Frosinone che prova a diventare europea. Sul serio.

Il programma europeo CERV — Networks of Towns 2026 sostiene progetti che coinvolgono città di più Paesi europei con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento diretto dei cittadini nella vita democratica europea. All’interno di questo programma, l’Ufficio Europa di Frosinone partecipa al EPIC — European Passport for Inclusive Active Citizenship: punta a costruire una rete stabile tra amministrazioni, superare i tradizionali confini politici e territoriali e dare finalmente alla Ciociaria una dimensione europea.

Frosinone capofila

I sindaci dell’Ufficio Europa

Frosinone è il Comune capofila di una rete che comprende Alatri, Arnara, Ceccano, Ferentino, Morolo, Patrica, Pofi, Supino, Torrice e Veroli. Un sistema territoriale che, attraverso l’Ufficio Europa convenzionato, ha scelto di mettere insieme competenze, risorse e visione strategica. Ed è proprio questa dimensione aggregata ad aver rappresentato il vero valore aggiunto della candidatura: un modello condiviso che ha consentito di coinvolgere partner internazionali di primo livello, con la partecipazione di Grecia, Spagna, Belgio, Slovacchia, Slovenia, Polonia, Irlanda, Svezia e Albania — Paese candidato all’ingresso nell’Unione Europea. Praticamente: Frosinone si gioca la partita europea grazie al fatto che ha messo insieme altre 10 città che confinano tra loro ed ha presentato un piano come se si trattasse di una città unica.

Foto: Geneviève Engel © EU Press Service

Ci sentiamo poco europei, viviamo le normative Ue come se fossero un’imposizione: il progetto EPIC punta a rafforzare la partecipazione civica e il senso di cittadinanza europea attraverso strumenti nuovi. A partire dal Passaporto Esperienziale Europeo, pensato per consentire a cittadini e studenti di vivere esperienze concrete e continuative di partecipazione attiva. Se finanziato, si tradurrà in laboratori, incontri tematici, eventi culturali, momenti di confronto pubblico e scambi internazionali. Il tutto con Frosinone nel ruolo di capofila e senza oneri per i bilanci comunali. Chiaro adesso?

Mastrangeli: «Investiamo sulla dimensione europea»

Il passaggio politicamente più significativo arriva dalle parole del sindaco Riccardo Mastrangeli«Per la prima volta nella storia di Frosinone facciamo, con determinazione, un investimento sulla dimensione europea. EPIC è il risultato di un lavoro condiviso che vede protagonisti, insieme a Frosinone, tutti i Comuni aderenti all’Ufficio Europa convenzionato. È grazie a questa rete che il territorio è stato in grado di esprimere una progettualità solida, capace di dialogare con partner internazionali e di candidarsi a programmi europei complessi. Un intero sistema territoriale cresce e coglie importanti opportunità a favore della propria comunità presentandosi unito in Europa, con una visione condivisa e una capacità progettuale solida e strutturata».

Parole che raccontano perfettamente la cifra politica del mandato di Mastrangeli. In quasi quattro anni di consiliatura, il sindaco ha scelto con estrema chiarezza di privilegiare l’aspetto amministrativo rispetto alle continue tensioni politiche che hanno attraversato la maggioranza. Le vicende urticanti non sono mancate: fibrillazioni interne, equilibri fragili, coalizione rimodulata, malumori e prove di forza dentro e fuori il Consiglio comunale. Ma Mastrangeli ha quasi sempre evitato di farsi trascinare nel terreno scivoloso della politica pura. Lo ha fatto con la stessa abilità con cui la campionessa olimpica Federica Brignone affronta le porte dello slalom: evitando l’impatto, mantenendo la traiettoria, massima concentrazione sull’obiettivo.

L’Ufficio Europa è probabilmente l’esempio più evidente di questa impostazione: un luogo tecnico, produttivo, lontano dalle polemiche politiche, capace di generare risultati concreti. Una scelta che può piacere o meno, ma che rappresenta una precisa impostazione di governo del capoluogo: amministrare prima di tutto.

Il vero miracolo

C’è poi un aspetto forse ancora più importante. L’Ufficio Europa rappresenta probabilmente una delle prime esperienze concrete in cui amministrazioni di diverso colore politico riescono davvero a fare sistema, a stare insieme e a lavorare per un interesse superiore: lo sviluppo del territorio. Senza eccessivi campanilismi, senza retropensieri evidenti. Senza la solita tentazione della bandierina personale.

Finora la Ciociaria ha sofferto la logica delle partite in solitaria, giocate esclusivamente per un briciolo di visibilità personale o per ottenere una candidatura, ma che storicamente non hanno mai prodotto vantaggi strutturali per il territorio e per la collettività. Qui invece il paradigma cambia: si vince insieme, oppure non si vince affatto. Ed è questo il messaggio più forte di EPIC.

La speranza è che l’Ufficio Europa non resti un episodio isolato ma diventi il primo tassello di una stagione nuova di cooperazione istituzionale. Perché la Ciociaria, oggi più che mai, ha bisogno di questo: meno protagonismi e più strategie condivise e unitarie.