Cronaca di un question Time avvincente come il film "Fuga per la Vittoria”: quella che Marzi ha rimproverato a Mastrangeli. Ferrara sfida Tagliaferri e la seduta diventa match politico
Poca gente nell’arena, molto sangue politico sulla sabbia. All’inizio della seduta del Consiglio Comunale convocato ieri sera per il Question time (le risposte del sindaco e degli assessori alle interrogazioni dei Consiglieri) nell’Aula consiliare di Frosinone erano presenti appena 14 consiglieri, tra maggioranza e opposizione.
Nonostante il poco affollamento è scattato subito l’immancabile e vivace polemica tra il Consigliere Anselmo Pizzutelli (capogruppo della Lista Mastrangeli) ed il Presidente d’Aula Max Tagliaferri. Un battibecco circa la corretta trasmissione in streaming del Consiglio Comunale, che la volta scorsa è andato in onda interamente senza l’audio. Uno scambio, tra botta e risposta, migliore di quelli tra Sinner ed Alcaraz.
- “Lei deve garantire la trasparenza della diffusione in streaming del Consiglio Comunale”. (Pizzutelli).
- “Io non sono tenuto a garantire niente. Un guasto tecnico può capitare e poi la volta scorsa nemmeno c’ero”. (Tagliaferri).
Pare che gli organizzatori del torneo di Wimbledon abbiano già prenotato una stanza all’hotel “Garibaldi” al centro storico, quello vicino al Comune. Non si sa mai. In ogni caso, Tagliaferri si renderà protagonista per buona parte dei lavori del Consiglio di diversi pacati confronti con altri Consiglieri Comunali. Anche di maggioranza. E li la spaccatura interna si è dimostrata evidente.
Fioretto e sciabola

Apre le danze un’interrogazione in punta di fioretto del Consigliere Francesco Pallone (lista FutuRa) circa la mancata apertura della palestra della scuola Maiuri. Risponde l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Retrosi assicurando che la struttura riaprirà ufficialmente a breve.
Una consistente fetta della scena politica ieri sera se l’è presa, da autentico mattatore, l’ex sindaco Pd del capoluogo Domenico Marzi. Con il suo gruppo (tranne Papetti) fino ad oggi ha tenuto a galla la maggioranza Mastrangeli (nata di centrodestra e diventata poco alla volta trasversale): ieri in Aula ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E non sono stati stati sassolini qualunque ma macigni politici.
Il suo intervento ha avuto il sapore dell’anticamera di un distacco, come quando in una coppia uno dei due smette di fare finta che vada tutto bene. Marzi, che fino a ieri aveva garantito il numero legale in Aula e sostenuto i progetti amministrativi “per il bene della città“, ora ha cambiato atteggiamento nei confronti di Mastrangeli ed i suoi. Lo ha fatto con stile ma con tono deciso ed ha citato il film “Fuga per la vittoria” per descrivere l’abbandono dell’Aula compiuto nella scorsa seduta dalla maggioranza, quando era arrivato il momento di affrontare le mozioni sulla Striscia di Gaza.
Temperatura politica sotto lo Zero

Una delle mozioni era sua e non aver potuto discuterla lo ha ferito. Parecchio. «Quando fui io ad allontanarmi dall’Aula consiliare, (e la maggioranza non aveva il numero legale ndr) l’assessore Rossella Testa venne a chiamarmi a casa. E io tornai. Quindi cosa è accaduto la volta scorsa per indurvi ad allontanarvi così?», ha tuonato in aula Marzi. E in quel momento la temperatura politica in maggioranza è scesa sotto lo zero.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, vestendo i panni del personaggio dei cartoni animati “Sam il pompiere“, da astuto conoscitore delle dinamiche politiche (e delle relative conseguenze), ha promesso che le mozioni verranno rimesse all’ordine del giorno. Ma il danno politico è fatto. Come diceva Winston Churchill: “La politica è l’arte del possibile, del sensibile e del percepibile”. E la sensibilità della maggioranza verso l’alleato Marzi è stata piuttosto latitante sulla mozione. Una sorta di assenteismo decisionale.
Non solo Gaza. Marzi ha messo sul piatto anche la questione della discarica di via Le Lame, proponendo una cava tra Monte San Giovanni Campano e Boville Ernica come possibile sito per lo smaltimento. «È un grosso cratere, forse uno dei più grandi della regione», ha detto. Il sindaco Mastrangeli, per non alimentare ulteriori motivi di frattura con lo strategico interlocutore, ha accolto l’idea con favore: “se ne può parlare“.
L’affondo sul traffico

Ultimo affondo di Marzi: il traffico. Il consigliere ha criticato il progetto del Brt, cioè il sistema di navette elettriche su corsia preferenziale con le quali abbattere il traffico urbano e lo smog. Per Marzi ci sono criticità nel progetto, soprattutto nel tratto di De Matthaeis, definito un potenziale “intasa -traffico”.
Ha chiesto una rivoluzione della mobilità alternativa, ma quella vera, non quella da slide in PowerPoint. Touché.
Le parole dell’ex sindaco Marzi, sono destinate, in ogni caso, a lasciare il segno.
Lo spiegone

Marzi ha svolto finora una funzione di “garante” del numero legale e del buon funzionamento della maggioranza, specialmente nella celebrazione del consiglio comunale in Prima convocazione, quando servono 17 consiglieri per iniziare i lavori. Ieri però ha mostrato chiaramente, a tutti, che la certezza di quel sostegno non è più scontata.
Questo cambio di prospettiva non è solo tattico, corrisponde all’evoluzione del quadro politico nel capoluogo, dove la maggioranza trasversale del sindaco Mastrangeli non è per niente così compatta, (la seduta di ieri lo ha confermato). E dove il “diciassettesimo” voto (il numero che assicura la tenuta) resta precario.
Il richiamo di Marzi ai temi della Mobilità e dei Rifiuti indica che vuole essere percepito, insieme al suo Gruppo consiliare, non solo come controllore, ma come “propositore”. Questo potrebbe preludere a una revisione dei rapporti con la coalizione di governo Mastrangeli: “posso aiutare, ma chiedo puntualità nelle risposte e nei problemi che pongo“, questo il senso.
Sintomatica ed evocativa

Il riferimento poi alla scena dell’Aula consiliare che si svuota, come nel film “Fuga per la vittoria” è sintomatica ed evocativa al tempo stesso. Marca simbolicamente il fatto che sulla grande questione internazionale (Gaza) la città, tramite la massima assise comunale, aveva la possibilità di dare un segnale preciso. Ma la maggioranza (non altri) ha scelto di non decidere, o addirittura di sottrarsi. Un cazziatone pubblico in piena regola quello di Marzi. (Leggi qui: Quando in Consiglio comunale si litiga su Gaza ma si tace su Frosinone. E qui: Frosinone, cronaca politica di una tre giorni surreale e pericolosa).
Ma nel corso del dibattito, come detto, non sono mancati altri “coup de théâtre“. Roba da pop corn, patatine e Coca Cola. Come ad esempio il sereno confronto tra il Presidente d’Aula Max Tagliaferri ed il Consigliere di Fratelli d’Italia Marco Ferrara, scatenato quando quest’ultimo è intervenuto nel suo turno di interrogazioni.
Ferrara, che conosce il regolamento comunale a memoria, come il prete conosce la liturgia, ha chiesto il rispetto dell’art. 39. È quello in cui si prevede che ogni consigliere comunale può fare una domanda, in cinque minuti, ricevere una risposta e poi proseguire con altre domande, fino ad esaurimento.
Tagliaferri ha replicato che, come da consuetudine (non scritta nel Regolamento), è opportuno fare nei cinque minuti una o più domande, per poi lasciare spazio anche agli altri consiglieri comunali, quindi anche allo stesso Ferrara, di riprenotarsi per ulteriori domande.
Il calcio negli stinchi

Questa puntualizzazione è stata peggiore di un calcio negli stinchi per Ferrara che, alzandosi in piedi, ha detto. “Lei non rispetta il regolamento e mi sta impedendo di espletare il mio mandato di consigliere comunale“. Tagliaferri lo ha ammonito replicando “consigliere Ferrara si sieda, qui il presidente del Consiglio sono io, lei faccia la domanda“.
Ferrara quindi ha rivolto delle domande alla Giunta sul parcheggio multipiano abbandonato e in situazione di totale degrado. Le risposte fornite non lo hanno soddisfatto e lo ha detto chiaramente. Poi Ferrara avrebbe voluto proseguire anche con altre domande, tanto per tenere costantemente sotto pressione Mastrangeli, (la strategia dei Meloniani è ormai questa) ma è stato subito stoppato da Tagliaferri: “Ha già fatto le domande, quindi si riprenoti e faccia parlare gli altri Consiglieri” Ha chiosato, visibilmente infastidito, il Presidente del Consiglio comunale.

Ma Ferrara, tignoso e preciso come pochi, ha replicato “Ho cinque minuti per fare una domanda e ricevere risposta e questo per ogni domanda che ho da fare“. Se la tigna è nata a Frosinone, ad Alatri ha preso certamente la residenza e Tagliaferri ha rintuzzato “Lei si deve riprenotare, sono il Presidente del Consiglio e le dico che come consuetudine si fa cosi“.
Ed alla fine Ferrara ha sbottato “Lei non rispetta il regolamento, lei non rispetta i consiglieri, mi rivolgerò al Prefetto”. “Faccia come crede” la chiosa finale di Tagliaferri.
Però sei pure tu

Per non farsi mancare nulla e “rasserenare” il clima in maggioranza, ci ha pensato il Consigliere Corrado Renzi della lista per Frosinone, quella del vicesindaco Antonio Scaccia, quando, rivolgendosi a Tagliaferri, ha detto “Però è anche lei presidente che con il suo atteggiamento contribuisce a creare un clima di tensione in aula”. Della serie come spegnere un incendio con la benzina.
Da registrare ulteriori momenti di imbarazzo in aula, quando l’assessore Mario Grieco interrogato dal Consigliere Anselmo Pizzutelli circa le luminarie natalizie, ha dato risposte poco pertinenti ed esaustive, a detta dell’interrogante.
O quando il solito Pizzutelli (pungente, preciso, incalzante) ha chiesto all’Assessore Angelo Retrosi di sapere che fine hanno fatto i 200mila euro per la valorizzazione del mercato di Selva Piana. L’assessore Retrosi ha provato ad abbozzare una risposta degna di tale nome, che invece non ha proprio convinto il cap gruppo della lista del Sindaco, il quale ha sentenziato “in definitiva Lei non sa dove sono finiti i soldi per il mercato di Selva Piana“.
Fine delle trasmissioni.
Cosa resta

Chi si aspettava una seduta di Question time piuttosto soporifera, è rimasto certamente deluso. Il lungo (più di 3 ore) confronto, a volte scontro, tra Consiglieri sindaco e assessori (e Dirigenti), in sintesi è servito a ribadire tre circostanze.
- Marzi è (ancora) alleato di Mastrangeli e della maggioranza, ma non a tempo indeterminato.
- Fratelli d’Italia, tramite il suo “ambasciatore di pace” Marco Ferrara, eserciterà sempre maggiore pressione politica nei confronti del sindaco Mastrangeli, fino al termine della consiliatura. Il 2027 poi è tutto da scrivere.
- C’è un evidente tema di rapporti, tra il Presidente dell’Aula ed una parte della maggioranza. E questo, alla lunga, potrebbe costituire un problema. Per Mastrangeli.
André Suarès, il poeta e scrittore francese, una volta ha detto “In politica, la saggezza è non rispondere alle domande. L’arte però è non lasciarsele fare.”


