Frosinone e la lunga marcia verso le elezioni: unità sì, ma con chi?

La politica nel capoluogo vive un tempo sospeso: calma apparente, riflessione strategica e manovre sotterranee. Il centrodestra dovrà superare le divisioni ma sono tanti i nodi da sciogliere a partire da chi sarà il candidato a sindaco e se verranno effettuate le primarie. Ma anche l'opposizione sarà chiamata a chiarire le posizioni in campo

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Nessuna nuova, buona nuovaUn comune modo di dire, secondo il quale l’assenza di notizie va interpretata comunque come un segnale positivo. Se non arrivano aggiornamenti, si presume che non ci siano problemi o comunque eventi da comunicare. Vale anche il Comune di Frosinone? Mica tanto.

A parte le consuete riunioni di preconsiglio, che poi spesso si trasformano in “vivaci” confronti dialettici, ufficialmente i Partiti del centrodestra nel capoluogo non si incontrano e, soprattutto, non si confrontano da tempo. Probabilmente troppo.

Quindi nessuna nuova. Sotto sotto, però, ognuno sta preparando la strategia (la tattica viene dopo) per le prossime elezioni comunali del 2027. Il vero obiettivo di tutti. Nessuno escluso.

La politica che non c’è più

Il consiglio comunale

A Frosinone in questo periodo si è perso il conto delle riunioni riservatissime, che poi vengono spoilerate il giorno dopo. In ogni caso, questa consiliatura dal punto di vista politico non ha più nulla da dire. (Leggi qui: Comunali di Frosinone: la politica è ferma ma le manovre sono già iniziate)

Anche perché i 16 consiglieri che sostengono il sindaco Riccardo Mastrangeli sono sufficienti per arrivare a fine consiliatura. L’interruzione anticipata non la vuole nessuno. E questo il sindaco lo ha capito da un pezzo, per questo può permettersi di affrettarsi lentamente a trovare il 17° consigliere che garantirebbe una maggioranza più solida. Semmai verrà.

Forza Italia rientrerà nei ranghi? Nulla è scontato

Ciò detto, da più parti si continua a dire che, nonostante Forza Italia abbia preso ormai la residenza stabile all’opposizione, in vista delle elezioni comunali del 2027, il centrodestra alla fine ritroverà l’unità. Perchè Frosinone è il capoluogo e come tale soggetto alle logiche regionali e nazionali dove Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia governano insieme.

Pasquale Cirillo, capogruppo di Forza Italia

Sulla carta non fa una piega. In pratica però le cose stanno diversamente. E in politica non sempre 2+2 fa necessariamente 4. Innanzitutto, Frosinone non è New York. Se nel capoluogo tra 18 mesi il centrodestra dovesse presentarsi comunque diviso agli elettori, come potrebbe accadere in altre importanti realtà del Lazio, Meloni Salvini e Tajani dormiranno lo stesso e non romperanno certo l’unità nazionale.

Allo stesso modo il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca farà propria la “leggendaria” espressione della ex Presidente Renata Polverini “ce ne faremo una ca… volo di ragione.

Il lodo-Frosinone ed i nodi da sciogliere

Il sindaco Riccardo Mastrangeli sarà ricandidato?

In ogni caso, dato per acquisito il “lodo Frosinone” e che l’unità del centrodestra costituisce un valore per il capoluogo, non è affatto chiaro come e soprattutto con chi, con quale candidato sindaco, raggiungerla. Se vale il “lodo del capoluogo”, allora l’unità potrebbe ritrovarsi coerentemente intorno al sindaco uscente.

Se invece l’unità è condizionata al fatto che il candidato nel 2027 sia di Fratelli d’Italia, o di Forza Italia, il rischio è quello della rappresentazione della commedia degli equivoci. Esiste una certa narrazione sulla “centralità politica” di Frosinone, ma questa centralità è ancora tutta da dimostrare.

Fabio Tagliaferri, il suo nome è circolato come candidatato a sindaco per Fratelli d’Italia

La domanda delle cento pistole è piuttosto semplice e non si può eludere: l’unità del centrodestra si ricostruisce con Mastrangeli candidato, oppure no? Dal che ne deriva una seconda: Le primarie sono un passaggio obbligato per individuare il candidato sindaco oppure no?

Se non si scioglie questo nodo, ed anche piuttosto in fretta, il rischio per il centrodestra è che si trasformi in un cappio, che strangola il ragionamento politico. Se l’unità è un valore, deve valere sempre e non può essere condizionata soggettivamente.

Aspirazioni ed ambizioni

Chiarite le regole di ingaggio, è logico che poi ognuno farà le proprie valutazioni e agirà in funzione delle proprie  aspirazioni e ambizioni. Tutte assolutamente legittime. Mastrangeli di ricandidarsi a sindaco con chi lo vorrà sostenere (anche al di fuori del perimetro del centro destra tradizionale). FdI e FI di indicare un proprio candidato.

Il Comune di Frosinone (Foto © Stefano Strani)

La politica nel capoluogo vive un tempo sospeso: calma apparente, riflessione strategica e manovre sotterranee. Ma il nodo resta uno solo: unità sì, ma con chi? E non vale solo per la maggioranza, ma in maniera assolutamente speculare, anche per l’opposizione.

Un vecchio proverbio turco dice “e alla fine gli alberi votarono tutti per l’ascia perché, astutamente, li aveva convinti che era una di loro, perché aveva il manico di legno“.