Frosinone, il BRT come spartiacque: dal Consiglio alla sfida decisiva del 2027

Il confronto sul BRT tra Mastrangeli e Iacovissi può ridefinire gli equilibri politici. Per l’opposizione è l’occasione di unirsi, per la maggioranza un test di tenuta. In gioco c’è già la partita delle Comunali.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Come  Garri Kasparov ed  Anatoly Karpov con le loro epiche sfide di fronte alla scacchiera. Il primo, celebre per il suo gioco aggressivo; il secondo, per il suo stile posizionale. C’è molto di quei confronti nella prossima partita sul Consiglio comunale straordinario convocato a Frosinone sul tema della mobilità — e sul BRT in modo particolare. Al posto dei due grandi maestri, seduti di fronte ci saranno il consigliere socialista  Vincenzo Iacovissi ed il sindaco di indicazione leghista  Riccardo Mastrangeli.

Sia Mastrangeli che Iacovissi, da esperti giocatori, sanno che il dibattito sul Bus Rapid Transit non sarà neutro ma politico allo stato puro. Ogni mossa determinerà inevitabilmente la conseguente contromossa. Entrambi sono consapevoli che intorno a loro tutti punteranno, con la speranza di incassare dividendi politici. Perché portare la mobilità in Consiglio significa costringere tutti a uscire dalla comfort zone ed esporsi: sia in senso favorevole al progetto, che contrario.

(Foto © Stefano Strani)

In questa cornice, il consiglio straordinario costituisce probabilmente un’occasione irripetibile, in quest’ultimo anno di consiliatura, soprattutto per l’opposizione: dare alla città, per la prima volta, un segnale forte e inequivocabile di unità.

In realtà, finora l’opposizione consiliare — sia quella naturale di centrosinistra di PD e PSI, sia quella formata dai Consiglieri eletti nel centrodestra nel 2022 e fuoriusciti poco alla volta coalizione— si è distinta più per le divisioni che per la compattezza. Una condizione che ha rappresentato, oggettivamente, uno dei principali punti di forza dell’amministrazione Mastrangeli. Divide et impera è una strategia politica sempre premiante.

L’occasione biblica: unirsi o sparire

Questa volta però potrebbe accadere qualcosa di diverso. La mobilità tocca tutti, mentre il BRT divide trasversalmente. E, soprattutto, offre una piattaforma concreta su cui costruire una posizione comune. Se dal dibattito emergesse una posizione unitaria contraria al BRT da parte dell’intera opposizione, sarebbe un segnale politico di portata straordinaria: non solo per il presente, ma soprattutto in vista delle elezioni comunali del 2027.

Il BRT con le corsie dedicate

E se questa posizione comune venisse addirittura formalizzata con un Ordine del Giorno o una mozione firmata da tutti, l’effetto sarebbe doppio: un atto ufficiale, nero su bianco, che certifica una convergenza politica finora mai vista, dove i consiglieri di opposizione non solo ci mettono la faccia, ma addirittura la firma. Un atto politico di contrarietà a un’opera che rappresenta l’intera politica ambientale di chi governa la città, condiviso da tutta l’opposizione consiliare, non si è mai visto in quattro anni di consiliatura. Sarebbe impossibile, per chiunque, non tenerne conto.

Il grimaldello

Ma il vero capolavoro dell’opposizione non sarebbe solo restare unita — impresa già di per sé biblica — bensì riportare alla luce i dubbi già espressi in passato da alcuni esponenti della stessa maggioranza sul tracciato del BRT. 

Vincenzo Iacovissi ed il gruppo di Opposizione in Aula a Frosinone (Foto © Massimo Scaccia)

Non è un mistero per nessuno, anzi è cronaca politica, che in precedenti occasioni alcuni consiglieri di Mastrangeli abbiano manifestato perplessità, o addirittura aperto dissenso, sulle scelte legate alla mobilità. Se quei distinguo in maggioranza tornassero di attualità in Aula durante il consiglio straordinario, l’opposizione avrebbe fatto sei al Superenalotto: unità interna trovata per la prima volta, crepe nella maggioranza emerse, e un tema concreto su cui costruire consenso.

Un capolavoro politico che forse non sarebbe riuscito nemmeno ad Alcide De GasperiPalmiro Togliatti e Giulio Andreotti riuniti in una stanza.

Il BRT come spartiacque

Al di là delle varie strategie che verranno messe in campo dal sindaco e dai consiglieri, è di solare evidenza che il vero orizzonte non è il consiglio comunale sul BRT, ma le elezioni comunali del prossimo anno. Mai come questa volta il BRT diventa il mezzo — metaforicamente parlando — con cui arrivare al decisivo appuntamento elettorale.

Anselmo Pizzutelli (Foto © Massimo Scaccia)

Se il BRT diventasse il terreno di una contrapposizione netta — tutti uniti da una parte contro tutti uniti dall’altra — il rischio, o l’opportunità a seconda dei punti di vista, è che si trasformi nel primo vero tema della campagna elettorale del 2027. Uno spartiacque semplice, comprensibile, immediato: pro o contro il BRT. E poi via con i comizi nelle piazze di Frosinone e sulle bacheche virtuali dei social.

In politica, quando il campo si semplifica, tutto diventa più leggibile. Niccolò Machiavelli diceva: «Gli uomini giudicano più con gli occhi che con le mani». A Frosinone il traffico, le corsie, le ciclabili, i parcheggi — se si trovano oppure no — quelli si vedono. Eccome.

Ecco perché quello sulla mobilità non sarà solo un consiglio comunale, ma un test di maturità per l’opposizione, un banco di prova per la tenuta della maggioranza e, forse soprattutto, un possibile atto fondativo del prossimo scenario elettorale. PD, PSI, FI, FutuRa, Lista Marzi e Lista Mastrangeli hanno davanti un’occasione unica: trasformare un tema tecnico in un collante politico, un minimo comune denominatore capace di unire sensibilità diverse e con cui impostare la campagna del 2027.

Lo scrittore americano Dale Carnegie disse: «La maggior parte delle cose importanti al mondo sono state realizzate da persone che hanno continuato a provarci quando sembrava non esserci nessuna speranza». L’unità di tutta l’opposizione a Frosinone potrebbe essere una di queste.