Frosinone, il BRT spacca tutto: Forza Italia centrale, Vannacci entra nel gioco

La protesta di ieri a De Matthaeis riapre lo scontro interno al centrodestra. E mette in chiaro che il traffico è solo un pretesto. Ci si sta posizionando per le prossime elezioni

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La protesta di ieri in piazzale De Matthaeis era il sintomo. La diagnosi è molto più seria: il centrodestra che sostiene Riccardo Mastrangeli non sta soltanto litigando sul traffico, sta andando verso un’implosione che potrebbe ridisegnare lo scenario politico della città capoluogo ben prima della scadenza naturale della legislatura. (Leggi qui: «Il BRT paralizza la città»: Fanelli (FdI) minaccia il passaggio all’opposizione).

Il dato nuovo — e dirompente — riguarda la decisione dell’ex sindaco Paolo Fanelli di uscire dai ranghi e dire che lui la pensa diversamente. Dal sindaco. Non dal suo Gruppo politico, quello di Fratelli d’Italia. Che però resta disciplinatamente in silenzio, in base al patto regionale che impone di non sabotare dall’interno le maggioranze di centrodestra. È un’uscita doppiamente dirompente: perché arriva da un uomo con le mani libere ed al tempo stesso piene di storia politica.

La posizione azzurra

Pasquale Cirillo e Giovambattista Martino

L’altro aspetto è quello relativo alla posizione che viene ad assumere Forza Italia sotto la guida di Pasquale Cirillo. Il Consigliere e Coordinatore cittadino, oltre ad essere stato in prima fila nella manifestazione contro il BRT, sta lavorando al prossimo posizionamento politico azzurro. Che non necessariamente è all’interno del Centrodestra, non necessariamente è da spettatore o da fratello povero di FdI

Se dovessero esplodere i Poli, Forza Italia vuole giocare il ruolo di ago della bilancia e certamente vuole avere un peso nella scelta del prossimo candidato sindaco anziché subirlo. Se così fosse, non si tratterebbe di un segnale di protesta interno ma di una dichiarazione di guerra formale: FI che costruisce la propria alternativa mentre siede ancora — formalmente — nel Centrodestra che governa la regione ed il Paese. Non tanto il capoluogo ciociaro.

Massimiliano Tagliaferri (Foto © Massimo Scaccia)

Nel frattempo, il perimetro dei dissidenti si è allargato fino a rendere difficile distinguere chi stia dentro e chi stia fuori. Tra chi non ha mai condiviso fino in fondo il piano della mobilità e il tracciato del BRT figurano nomi che appartengono, sulla carta, alla stessa squadra. Il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri ha formalmente chiesto da mesi al sindaco risposte su cinque questioni cruciali: dall’ascensore inclinato fermo da quattro anni alla scuola Pietrobono, dal Multipiano alle strisce blu. Finora senza ricevere riscontro. Un silenzio istituzionale che racconta molto di più di qualsiasi dichiarazione.

La variabile Vannacci

C’è poi la variabile Vannacci. Il generale ha capito tutto e lo ha capito prima degli altri. Ha compreso che nel modello attuale, una forza piccola e snella come la sua offre maggiori possibilità di elezione rispetto a colossi che calamitano tante attenzioni. Se scatta il quorum, si entra con meno preferenze.

Antonio Scaccia (Foto © Massimo Scaccia)

Proprio per questo non è affatto peregrina l’ipotesi avanzata oggi da Corrado Trento su Ciociaria Oggi: «non è affatto escluso che l’ex generale possa decidere di schierare un proprio candidato sindaco nei Comuni capoluogo di provincia». Il vice-sindaco Antonio Scaccia guida la storica civica Lista per Frosinone, esprime il consigliere comunale più votato in assoluto nel capoluogo, è tra i più vicini al leader di Futuro Nazionale. Un’altra tessera che non si incastra nel mosaico originario del 2022.

A tenere insieme — o almeno a provarci — è intervenuto nei mesi scorsi Paolo Trancassini, deputato e coordinatore regionale di FdI, imponendo a Mastrangeli un riequilibrio delle cose e garantendo, al tempo stesso, una sorta di tregua nel nome dell’unità. Ma la geometria dei numeri racconta un’altra storia: il bilancio è stato approvato con 18 voti favorevoli su 33. Non è una maggioranza: è un’aritmetica della sopravvivenza.

Fuori dagli schemi

Riccardo Mastrangeli

Il BRT, progetto che punta a trasformare Frosinone in una città moderna e sostenibile, nella fase della costruzione si sta rivelando l’esatto contrario: un acceleratore di fratture preesistenti, un catalizzatore di tutto ciò che non ha mai funzionato in questa consiliatura. Non ha prodotto mobilità, ha prodotto politica. Non quella d’Aula ma quella che si consuma in piazza, tra striscioni e clacson.

A questo punto la domanda non è se la maggioranza reggerà. È fino a quando. Nessuno staccherà la presa fino all’ultimo giorno. Ma una cosa è una maggioranza ed una cosa diversa è un simulacro di maggioranza.