Due consiglieri di centrodestra, due testi nello stesso giorno: uno rivendica il primato del BRT su Roma, l'altro chiede conto di un Consiglio comunale senza presidente da tre mesi. Due monologhi paralleli che non si incontrano mai.
Due testi pubblicati nello stesso giorno da due consiglieri che siedono, sulla carta, nello stesso campo politico. Pasquale Cirillo (Forza Italia) torna sul parere della Prefettura riguardo alla crisi del Consiglio comunale, senza presidente da tre mesi. Marco Sordi (Lega) festeggia che il Comune di Roma abbia scoperto oggi il Bus Rapid Transit già operativo a Frosinone dal 3 agosto. Due monologhi che non si incontrano mai, e che forse raccontano meglio di ogni cronaca lo stato di salute del centrodestra frusinate.
Letti separatamente, sono due pezzi legittimi, ciascuno con la propria logica interna. Letti insieme, restituiscono l’immagine di una maggioranza che parla a se stessa su due frequenze che non si toccano mai. L’area che sta con il sindaco Riccardo Mastrangeli continua a parlare di amministrazione e di risultati operativi per i cittadini; l’area di centrodestra che sta contro il sindaco (dall’inizio della Consiliatura ben 9 consiglieri hanno lasciato la maggioranza di centrodestra e 2 sono poi tornati) continua a sollevare questioni sul piano politico e della procedura.
Quale sia la strategia vincente lo si scoprirà alle prossime Comunali
Cirillo: la domanda che non si vuole sentire

Il testo di Pasquale Cirillo nasce come reazione a una lettura “trionfalistica” (è il suo punto di vista) che il consigliere Dino Iannarilli ha dato del parere della Prefettura sulla vicenda della presidenza del Consiglio comunale, vacante ormai da tre mesi. (Leggi qui: Caos Presidenza d’Aula a Frosinone: ecco cosa dice il parere della Prefettura. E poi qui: Il cazziatone elegante della Prefettura di Frosinone al Consiglio Comunale).
Cirillo smonta l’entusiasmo pezzo per pezzo: il parere prefettizio, spiega, riconosce sì che il vicepresidente vicario Marco Ferrara possa continuare a convocare l’Aula per la gestione ordinaria e per gli atti urgenti, ma lo fa proprio nella cornice di un’indicazione che a Cirillo interessa molto di più: la necessità che il Consiglio venga convocato per eleggere, finalmente, il nuovo presidente. Una lettura che ribalta il segno della notizia: non una assoluzione della maggioranza, sostiene Cirillo, ma la conferma che le domande poste dall’opposizione interna erano, appunto, le domande giuste.
Il passaggio più tagliente riguarda il concetto di urgenza. Cirillo chiede, con una punta di sarcasmo istituzionale, quale criterio stabilisca cosa sia davvero urgente in un’Aula priva del suo presidente. E porta un esempio concreto: una deliberazione su un debito che in vent’anni sarebbe passato da circa 5mila a circa 500mila euro. Se quello è “urgente” oggi, chiede Cirillo, perché non lo era prima?
Sordi: la vittoria che arriva da un’altra città

Mentre Cirillo insiste sul vuoto istituzionale di Palazzo Munari, Marco Sordi sposta l’attenzione altrove, e lo fa con un tema che ha tutta l’aria di una rivincita a lungo covata. Roma, amministrata dal centrosinistra di Roberto Gualtieri, annuncia l’avvio della progettazione di due linee di Bus Rapid Transit, tra Ostia ed EUR e tra Battistini e Casalotti.
Frosinone, ricorda Sordi, il BRT ce l’ha già, in servizio dal 3 agosto, frutto della strategia di mobilità sostenibile costruita dall’amministrazione Mastrangeli. La stessa strategia, ricorda non senza soddisfazione, che per mesi aveva incassato «critiche, ironie e polemiche» dalle opposizioni. «Roma oggi progetta. Frosinone già viaggia», scrive Sordi, in quella che è a tutti gli effetti una rivendicazione costruita non sul confronto con l’opposizione locale ma su un paragone con la Capitale.
Sordi rivendica un primato che nasce da un confronto esterno: Frosinone contro Roma. Lo fa proprio nei giorni in cui, all’interno della stessa maggioranza di cui Sordi fa parte, un altro consigliere sta chiedendo conto di un vuoto istituzionale che dura da tre mesi. Non è soltanto una questione di tempismo comunicativo. È la fotografia di due strategie che si muovono su binari psicologici opposti: chi guarda fuori, verso un confronto che la maggioranza può vincere senza sforzo, e chi guarda dentro, verso un problema che la stessa maggioranza fatica a risolvere.
Il paradosso: due vittorie che non si incontrano

Il paradosso è che entrambe le narrazioni sono, nel loro campo, difendibili. Il BRT di Frosinone esiste davvero ed è oggettivamente partito prima di quello romano. La presidenza del Consiglio, altrettanto oggettivamente, resta vacante da tre mesi. Non c’è menzogna in nessuno dei due testi. C’è, semmai, una scelta quasi coreografica: mettere in vetrina il terreno su cui si vince, lasciare in ombra quello su cui si è in affanno.
Su un punto, i due Consiglieri sono d’accordo: ai cittadini interessa poco o nulla di chi abbia vinto l’ultima schermaglia interna. Il vero problema però è che quello tra loro non è un dialogo, seppure a distanza: nemmeno è un dialogo che cerca una sintesi. È, più esattamente, la prosecuzione di due monologhi paralleli, ciascuno costruito per rafforzare la propria constituency interna, senza il minimo tentativo di intersecare l’argomento dell’altro.
Significa che andranno allo scontro interno alle prossime elezioni. Fino a quel giorno, Frosinone continuerà ad avere due amministrazioni comunali che parlano contemporaneamente: una che viaggia sul piano amministrativo ed è sintonizzata su Brt, piazze, parcheggi, parchi, teatri… E una che aspetta ancora di sapere chi guiderà l’Aula da cui, teoricamente, quel viaggio dovrebbe essere raccontato ai cittadini.
Chi dei due abbia ragione, spetterà agli elettori stabilirlo.



