Frosinone, il silenzio del Pd pesa: mentre gli altri corrono, i Dem restano fermi

A un anno dalle Comunali, l’opposizione si muove e costruisce consenso mentre il Pd resta in ombra. Tra strategie attendiste e voci di scissione, i Democratici rischiano di perdere terreno politico decisivo.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

C’è un silenzio assordante che si sente da qualche tempo a Frosinone. È quello del Partito Democratico. La campagna elettorale per le elezioni Comunali del prossimo anno nel capoluogo è già cominciata, e da un pezzo: si vede, si sente, si respira, si percepisce dall’attivismo delle forze di opposizione. Di tutte, tranne una: quella rappresentata dal Pd.

Mentre gli altri corrono, intervengono, criticano, si aggregano, si alleano, propongono, polemizzano con l’amministrazione Mastrangeli praticamente ogni giorno e su tutti i temi caldi… il PD osserva. O forse medita. Che in politica è certamente una nobile attività, purché non si trasformi in una disciplina olimpica.

L’opposizione presidia ogni fronte

Anselmo Pizzutelli (Foto: Massimo Scaccia)

Per capire che il voto 2027 è già entrato nelle dinamiche della città, basta osservare cosa accade ogni giorno nel dibattito politico. Il capogruppo della lista del Sindaco Anselmo Pizzutelli (che sta contro il sindaco, una contraddizione in termini epocale) è ormai il Che Guevara dello Scalo. Spara a palle incatenate contro Riccardo Mastrangeli un giorno sì e l’altro pure: sulla piazza, la viabilità, le piste ciclabili, la sicurezza, il BRT, i parcheggi. Attività tipica di chi sta sul pezzo: in campagna elettorale.

Forza Italia ha scelto la linea della crociata amministrativa su TARI, piloni, centro storico, trasparenza, accesso agli atti, verifiche e ricorsi al Prefetto. Quella di Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia sembra a tratti una certosina e chirurgica revisione contabile dell’operato dell’amministrazione. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che FI il prossimo anno stia dalla parte opposta di dove starà Mastrangeli. Altro che unità del centrodestra.

Giovambattista Martino e Teresa Petricca

La lista FutuRa dei consiglieri Teresa Petricca e Giovanbattista Martino, perfettamente in sintonia con gli azzurri, presidia i temi dell’ambiente e del forno crematorio, organizza incontri pubblici, mobilita cittadini, costruisce consenso sul territorio. La politica vecchia scuola: presenza fisica, sedie in plastica, microfono collegato alla cassa e gente che vuole essere coinvolta.

E poi c’è il Partito Socialista, che una cosa l’ha già fatta: ha scelto il candidato sindaco. Il consigliere comunale Vincenzo Iacovissi è in campo, da tempo e ufficialmente, occupando spazi che per logica numerica dovrebbero essere di altri.

Il silenzio del PD

Tutti in campagna elettorale, dunque. Tutti tranne uno: il Partito Democratico. Mentre gli altri parlano, i Dem tacciono. Anche il Capogruppo Angelo Pizzutelli ha spento la radio, smesso di diffondere comunicati in cui contestare le delibere dell’amministrazione nata di centrodestra. Un silenzio che non è solo assenza di comunicati: è assenza di identità politica. Un silenzio che stride con l’attivismo altrui e che rischia, con il tempo, di trasformarsi in irrilevanza.

Va detto che una giustificazione esiste. Il nuovo Segretario cittadino Stefano Pizzutelli è stato appena eletto per acclamazione e si trova davanti ad un’impresa epica: costruire il Campo largo, anzi larghissimo. Un’operazione di architettura politica che non è riuscita fino ad oggi nemmeno a livello nazionale e che richiede tempo, pazienza e pelo sullo stomaco.

Gian Franco Schietroma (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Il confronto più delicato sarà quello con i socialisti di Gian Franco Schietroma. Che ci si sarebbe aspettati in agenda già all’indomani dell’elezione a Segretario cittadino: invece, ancora nulla. L’approccio del Segretario Dem sarà molto diplomatico ma alla fine non ci sarà modo di eludere la domanda: la candidatura di Iacovissi è il presupposto imprescindibile dell’accordo tra PD e PSI, oppure esistono soluzioni subordinate?

Mentre Pizzutelli lavora con pazienza alla geometria delle alleanze, l’attività politica percepita del PD è quasi del tutto sfumata. E in politica gli spazi lasciati liberi dagli altri si occupano. La gente, specialmente a Frosinone, non premia il silenzio: lo interpreta come assenza. Come diceva Charles Maurice de Talleyrand«In politica ciò che è creduto diventa più importante di ciò che è vero».

La vulgata su Angelo Pizzutelli

Angelo Pizzutelli

C’è poi un’ulteriore criticità da considerare in casa PD. Da qualche giorno gira a Frosinone con insistenza una voce che, come tutte le voci insistenti, merita attenzione. Angelo Pizzutelli — il signore delle preferenze e peso massimo elettorale del centrosinistra cittadino — potrebbe non aspettare i tempi lunghi della burocrazia di Partito: starebbe ragionando sulla costruzione di una coalizione civica autonoma con cui candidarsi a sindaco. Fuori, o almeno oltre, il perimetro istituzionale del Partito Democratico.

Fantapolitica? Forse. Ma in politica la fantapolitica, a volte, è solo cronaca in anticipo. La domanda delle cento pistole è: Angelo Pizzutelli ha fiutato che alla fine il PD potrebbe convergere su Iacovissi? E starebbe costruendo una strada alternativa prima che il tavolo venga apparecchiato da altri? Se così fosse, sarebbe una mossa fatta ad arte per sparigliare le carte e giocare di anticipo. Perché chi controlla il tempo, spesso controlla anche il finale.

Alla borsa della politica locale, il titolo PD oggi è estremamente debole. Con questa fragilità, rivendicare la candidatura a sindaco e la leadership della coalizione tra qualche settimana sarà complicato. Perché i giochi veri si decidono adesso, non tra un anno. Lo scrittore argentino Jorge Luis Borges diceva: «Il futuro non è ciò che accadrà, ma ciò che faremo»E oggi il problema del PD a Frosinone è esattamente questo: sembra più impegnato a discutere di futuro che a costruirlo.