La situazione politica nel capoluogo sempre in continua evoluzione ma la vera cartina di tornasole saranno le elezioni per il rinnovo del consiglio di Palazzo Jacobucci. Le aspettative dei partiti di maggioranza, l'infinita melina di Mastrangeli. Nell'opposizione il Pd ad alta tensione e i malpancisti verso un appoggio a Forza Italia
Premesso che la consiliatura-Mastrangeli, nonostante le tante frammentazioni interne alla maggioranza, giungerà alla scadenza naturale del mandato, il sindaco ostenta la stessa serenità zen di un grande maestro orientale. Tutti gli attori sembrano già proiettati verso le prossime elezioni comunali del 2027. Apparentemente.
Una volta messa a fuoco però la situazione politica del capoluogo è evidente che tutto avrà una evoluzione credibile solo dopo l’esito delle elezioni provinciali, previste all’inizio del 2026.
La vera cartina di tornasole

Non solo per la maggioranza del sindaco, Ma anche per l’opposizione. Anzi le opposizioni. Visto che i cambi di casacca in Aula si sono moltiplicati come i funghi a Posta Fibreno dopo la pioggia. Detto senza tanti giri di parole e chiamando le cose con il loro vero nome, c’è solo una forza politica a Frosinone che può mandare a casa Mastrangeli prima del tempo. Spoiler: è Fratelli d’Italia. Non altri. Astenersi perditempo.
I meloniani, smessi i panni della guardia pretoriana del sindaco, si sono trasformati in osservatori dell’Onu. Attendono le Provinciali come quando nel gioco della tombola vai per un numero e aspetti che chi “tira il cartellone” pronunci proprio quello che ti manca. Il Partito osserverà come si muoverà Mastrangeli e valuterà. Tutto.
Frosinone avrà il secondo consigliere provinciale

Intanto lunedi prossimo, nel corso del consiglio provinciale convocato per le 15.30, al primo punto dell’Ordine del Giorno, ci sarà la sostituzione di Gianluca Quadrini con il primo dei non eletti della lista di Forza Italia, il consigliere comunale di Frosinone Maurizio Scaccia. Ne prende il posto provvisoriamente, in attesa che cessi il provvedimento cautelare emesso dalla Procura di Cassino per il periodo delle sue indagini sull’ex presidente d’Aula.
Il capoluogo, in questo modo, avrà un altro Consigliere provinciale oltre a Sergio Crescenzi (FdI) anche lui subentrato per surroga all’ex sindaco di Ceccano Roberto Caligiore. Allo start, Frosinone parte con due consiglieri provinciali uscenti, uno in quota FdI e uno in quota FI.
Una situazione determinata in entrambe i casi da vicende giudiziarie e non da strategie politiche finalizzate a premiare la rappresentanza del capoluogo.
La partita delle conferme

Ora però la riconferma di entrambe le caselle ad inizio anno, prescindendo dai nomi (sui quali si sta ancora ragionando, non senza difficoltà) è considerata non negoziabile dai rispettivi partiti. Forza Italia, pur essendo all’opposizione in Consiglio Comunale a Frosinone, non intende comunque cedere terreno sul piano provinciale agli alleati “istituzionali” Lega e FdI.
Per questo, una vulgata non confermata riporta di un pressing serrato degli azzurri, in proiezione elezioni Provinciali 2026, nei confronti di alcuni dei colleghi “malpancisti” dell’opposizione. In particolare dei consiglieri Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone. Insieme fanno quasi 1000 voti ponderati.
FdI cercherà una prova di forza

Fratelli d’Italia, invece, punta a rafforzare la propria posizione su Frosinone e si aspetta un segnale chiaro e tangibile dal sindaco Riccardo Mastrangeli: dovrà dirottare qualche voto ponderato che controlla in Aula della sua maggioranza, anche sul candidato meloniano. L’all in fatto la volta scorsa, tutto solo sul rappresentante della Lega, non sarà tollerato.
Vista con gli occhiali della valutazione politica dei Fratelli: la coalizione di governo che sostiene il sindaco o esiste sempre, o non esiste mai. All’esito delle prossime elezioni Provinciali, a seconda di come saranno andate le cose, nessuno scenario è da escludere a Frosinone. Estote parati.
Le fibrillazioni del Pd
Se nella maggioranza vale il motto Primum vivere deinde philosophari, anche nelle opposizioni consiliari si sta pensando molto alla sostanza e poco alla forma. La rappresentazione plastica di questo assunto l’hanno data in queste ore i consiglieri Comunali del PD Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi (leggi qui Il Pd e l’eterna paralisi da dibattito. Il caso Frosinone: il paradigma perfetto)

Hanno detto chiaro e tondo senza mezzi termini e senza le edulcorazioni tipiche della politica che non si faranno dettare la linea politica da nessuno: sia dall’interno che da fuori. I 3 hanno precisato che alle prossime elezioni comunali nella scelta del candidato sindaco faranno sentire la loro voce e tutto il loro peso, (altro che convergere sul candidato del PSI).
Inoltre sostengono che la frattura con i socialisti a Frosinone non è responsabilità dei Dem. Che, dicono, hanno mandato segnali di distensione che il Partito dell’onorevole Gianfranco Schietroma tuttavia non ha mai voluto cogliere. L’hanno toccata piano. Non è proprio l’inizio di una ricucitura tra PD e PSI. Sembra più una separazione con addebito. Ma tant’è. E’ evidente che il gruppo consiliare Dem ha voluto mandare anche un messaggio interno al Partito e a chi ne assumerà la responsabilità provinciale all’esito del Congresso. Doloroso e difficile come un parto plurigemellare.
Le candidature alla provincia
A Frosinone ogni ragionamento, nel breve e lungo periodo, non potrà essere fatto senza il necessario coinvolgimento dell’attuale gruppo consiliare. Angelo Pizzutelli in particolare si aspetta un segnale dal suo Partito. Dopo tanti passi indietro o di lato, aspirerebbe ad essere candidato (blindato) ed eletto alla Provincia. Sarebbe il primo gesto di legittima considerazione verso il Gruppo di Frosinone. In assenza di riscontri, anche in casa PD, nessuno scenario può essere escluso a priori. Specialmente in proiezione elezioni Comunali del 2027.

Anche l’altra opposizione consiliare, quella formata dai 9 consiglieri di centrodestra eletti con Mastrangeli e poi usciti dalla maggioranza, sta ragionando seriamente su come muoversi per le Provinciali prossime. Va da se che non sosterranno alcun candidato riconducibile alla maggioranza. Specialmente se sponsorizzato dal sindaco.
Potrebbero fare quadrato sul candidato di Forza Italia. E sarebbero già 2754 voti ponderati (9 X 306): l’elezione a Palazzo Jacobucci praticamente in banca. Ma non è detto. Anche per loro ogni valutazione, su dove e come posizionarsi nel 2027 è rimandata a dopo le Provinciali. L’unica cosa certa, già da oggi, è che non sosterranno la candidatura a sindaco di Riccardo Mastrangeli. Per tutto il resto c’è Mastercard.



