Frosinone, la situazione politica è grave ma non è seria…

Mutatis mutandis quel che disse Flaiano la stessa affermazione può essere declinata, perfettamente, sul Comune Capoluogo. Benvenuti a Frosinone: la città dove nulla è normale

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Nel 1956 Ennio Flaiano, insuperato scrittore, giornalista e sceneggiatore pescarese, all’interno del suo Diario notturno scriveva: “In Italia la situazione politica è grave, ma non è seria“. Mutatis mutandis la stessa affermazione può essere declinata, perfettamente, sul Comune Capoluogo. A Frosinone la situazione politica è grave ma non è seria.

Nel senso che, fino al termine della consiliatura, nulla accadrà di particolarmente clamoroso. Il sindaco Riccardo Mastrangeli non si dimetterà, nessuno tra maggioranza ed opposizione lo lascerà senza i numeri per amministrare. È l’unica certezza in un Comune dove sono saltati tutti gli schemi e le comuni regole della politica. Dove tutto viene fatto passare per normale, quando normale proprio non è. Da nessuna parte sarebbe normale che cinque consiglieri eletti con il sindaco decidano di passare al suo appoggio esterno; che il suo avversario alle scorse elezioni stabilisca una linea di dialogo amministrativo per la realizzazione di opere dalla portata storica come la stazione Tav. Dappertutto. Meno che a Frosinone, appunto.

Vale per maggioranza ed opposizione

Riccardo Mastrangeli

Vale per la maggioranza di centrodestra. Vale allo stesso modo anche per l’opposizione. Innanzitutto: non è normale che dopo due anni e mezzo di governo cittadino il centrodestra risulti letteralmente terremotato, rispetto a quello che vinse le elezioni del 2022. Quando Mastrangeli venne eletto sindaco. Non è normale che Forza Italia, uno dei Partiti storici della coalizione tradizionale del centrodestra, abbia dichiarato l’appoggio esterno alla Giunta. Anzi, in talune occasioni l’attività politica degli azzurri è di vera e propria opposizione. Ma se è per questo nemmeno è tanto normale che stia logorando allo stesso modo il centrodestra che governa la Regione Lazio.

Non è normale che l’accesso agli atti lo faccia il gruppo consiliare di Forza Italia e non lo facciano invece i consiglieri di minoranza. Perché quello strumento è pensato per un’opposizione che deve vigilare: la maggioranza che chiede a se stessa l’eibizione degli atti significa che non c’è più condivisione.

Non è normale che la lista del Sindaco, che aveva eletto 3 consiglieri, si sia, di fatto, polverizzata. Oggi 2 consiglieri, Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella, hanno ufficializzato da mesi, anche loro come FI, l’appoggio esterno. Mentre l’altro Consigliere Francesco Pallone, non solo ha aderito al neo costituto gruppo consiliare FutuRa, ma addirittura ha riconsegnato, perché venuto meno il rapporto fiduciario, la delega allo sport che il Sindaco gli aveva affidato ad inizio consiliatura. Una vera e propria frattura.

Le eterne seconde convocazioni

Giovanni Bortone

Non è normale che il Capogruppo della Lega Giovanni Bortone, cioè del Partito che espresso la candidatura del sindaco, civico in quota Lega, abbia anche lui dichiarato l’appoggio esterno alla sua maggioranza. E la critichi con puntualità.

E non è normale che un Consigliere eletto con la maggioranza, Anselmo Pizzutelli, scriva al Prefetto perché non riceve risposte alle sue interrogazioni, da parte di chi è deputato a farlo. Assessori o Dirigenti.

Come non è normale, anche se lo prevede il Testo Unico degli Enti Locali, che il Consiglio Comunale venga celebrato sempre in seconda convocazione. Quando servono meno consiglieri per la validità delle sedute.

Né è normale che due stimati professionisti che fanno parte dell’associazione Medici per l’ambiente, Martino e Petricca, che per inciso sono anche consiglieri di maggioranza, almeno per il momento, compiano una vera e propria indagine epidemiologica. Con tanto di risultati confortati da un questionario somministrato al 26.8% dei residenti, per dimostrare scientificamente, non con le chiacchiere o con la filosofia, il tasso di inquinamento, con possibili ricadute sulla salute, su Via Fontana Unica nella parte bassa del capoluogo. Trasformata in arteria viaria principale, con la chiusura in un senso di marcia di Via Marittima.

Non lo è per la forma del sondaggio e per la sostanza politica. Un sondaggio va fatto secondo criteri scientifici ben precisi e non in maniere empirica, se si vuole che abbia validità per muovere contestazioni. Nella sostanza politica va fatta chiarezza: perché la linea che il sindaco Riccardo Mastrangeli sta portando avanti non l’ha decisa una mattina dopo essere caduto dal letto battendo la testa. Ma l’ha messa in chiaro prima delle candidature facendo firmare il programma a tutti coloro che chiedevano di sostenerne l’elezione.

Cambiano i gruppi ma non la Giunta

L’assessore Maria Rosaria Rotondi

Non è normale che ad una significativa trasformazione della consistenza numerica dei gruppi consiliari di maggioranza, sia reali che virtuali, non ci sia stato analogo riequilibrio sugli assetti di Giunta. A proposito della Giunta, non è normale che dopo 5 mesi, era il 27 giugno, il Sindaco non abbia ancora riassegnato il posto da assessore lasciato libero dall’ex titolare della Polizia Municipale Maria Rosaria Rotondi.

Da ultimo, ma non per questo meno importante, non è normale che all’interno della maggioranza si verifichino, in più di qualche circostanza, scontri verbali al calor bianco, tra il Presidente del Consiglio e il Sindaco, e anche qualche assessore. Sintomatici di rapporti, anche di natura personale, certamente poco sereni in Giunta, come in Consiglio.

Analoga situazione di “anomalia” si registra all’interno dell’opposizione consiliare di centrosinistra. Dove la minoranza, in questa prima metà di consiliatura Mastrangeli ha, di fatto, abdicato al proprio ruolo istituzionale, di pungolo, di critica, di stimolo, di proposta alternativa di governo cittadino. Per lasciarlo paradossalmente a “pezzi” non allineati della maggioranza.
In politica gli spazi che vengono lasciati liberi vengono sempre occupati da altri.

Mai tutti presenti in assise

Non è normale che nei Consigli Comunali, ordinari o di question time, non si “apprezzi” mai la presenza contestuale di tutti i consiglieri di minoranza. Come non è normale che l’opposizione, quando presente in aula, voti sempre in maniera diversa le delibere da approvare: chi vota contro, chi si astiene, chi vota a favore.

Non è normale che in 2 anni e mezzo non ci sia stata una sola iniziativa, congiunta e unitaria, di tutta la minoranza, sia dentro che fuori l’aula consiliare, non solo di protesta, ma anche di proposta. Su nessun tema di interesse cittadino.

Non è normale che più di qualche consigliere di minoranza sia pronto, già da tempo, a “varcare il rubicone” e a passare in maggioranza. La circostanza, con buona probabilità, si verificherà a breve. Servirà a mettere in ulteriore sicurezza i numeri in Consiglio. Va anche bene la collaborazione istituzionale, maggioranza e minoranza, su taluni specifici temi.

Alessandra Sardellitti con il nuovo Gruppo

Ma il mestiere dell’opposizione è un altro. Non può fare da stampella in sede di votazione in caso di difficoltà di chi governa. Non è normale che nessuno dei 10 Consiglieri di minoranza provi ad abbassare un ponte levatoio verso i 5 consiglieri malpancisti ed anche verso i 3 del Gruppo FutuRa. Tutti insieme sarebbero 18, voti o firme, per decretare la fine anticipata della consiliatura. Che ovviamente nessuno vuole.

Dialogo inside, questo sconosciuto

Non è normale che il centro sinistra, non abbia mai pensato a instaurare uno straccio di dialogo e di confronto al proprio interno, per gettare le basi di una coalizione unitaria nel 2027, quando si andrà a rivotare a Frosinone. Le spaccature del 2022 e quelle degli anni precedenti, che hanno sempre determinato sonore sconfitte per la sinistra cittadina, invece di rinsaldarsi, si sono paradossalmente acuite nel corso della consiliatura.

I risultati delle elezioni regionali di ieri in Emilia Romagna e Umbria, dove il centro sinistra ha vinto anche perché unito, probabilmente non insegneranno nulla ai colleghi di Frosinone. Infine, non è normale che il dibattito consiliare, tra maggioranza e opposizione, non riesca mai ad elevarsi qualitativamente dal punto di vista del confronto, – o anche scontro purché costruttivo e non strumentale, – su nessuna tematica.

Il consiglio Comunale è la massima assise cittadina. Merita e chiede dibattiti di alto profilo. Almeno quando si discute di bilancio comunale. L’atto politico più importante. Invece non accade mai. Non può essere relegato al luogo delle “domandine” rivolte a qualche assessore.

Dove, in più di qualche circostanza, nessuno nemmeno risponde, o fa rispondere da altri. Forse è vero l’aforisma cinese che dice: “le cose normali sono quelle anomale, alle quali si fa l’abitudine”.

Benvenuti a Frosinone.