Oltre 45 milioni di euro destinati alla Ciociaria nel piano nazionale da 1,38 miliardi per dissesto idrogeologico, scuole, strade e viabilità. Tempi rigidi, controlli serrati e rischio revoca per i Comuni che non rispetteranno i cronoprogrammi. A chi vanno i soldi
Un massiccio piano di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio nazionale entra ufficialmente nella fase operativa. Il Ministero dell’Interno ha firmato il nuovo decreto che assegna oltre 1,38 miliardi di euro ai Comuni italiani per finanziare gli interventi. Il provvedimento, pubblicato sul sito del Ministero, rappresenta uno dei principali strumenti di investimento per il triennio 2026-2028.
Il decreto nasce nell’ambito dell’attuazione della legge di Bilancio 2019: aveva previsto contributi pluriennali ai Comuni per opere di sicurezza urbana, prevenzione del dissesto idrogeologico, efficientamento energetico e riqualificazione degli edifici pubblici.
Il cuore del provvedimento

Il cuore del provvedimento è l’assegnazione ai Comuni italiani di contributi statali per un totale di 1 miliardo 384 milioni 417mila 191 euro e 6 centesimi. Le risorse serviranno a finanziare interventi considerati strategici sotto il profilo della sicurezza pubblica e della resilienza territoriale.
I finanziamenti potranno essere utilizzati per tre grandi categorie di opere: messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico; messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti; messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici pubblici, con priorità alle scuole.
Si tratta quindi di un pacchetto che punta soprattutto alla prevenzione: frane, alluvioni, dissesti del suolo, ma anche manutenzione straordinaria di infrastrutture locali e riqualificazione energetica del patrimonio pubblico.
Come sono stati scelti i Comuni

Le amministrazioni comunali interessate hanno dovuto presentare domanda entro il 15 settembre 2025 attraverso la piattaforma telematica GLF-MOP del Ministero dell’Economia. Le richieste dovevano contenere: il quadro economico dell’opera; il cronoprogramma dei lavori; il CUP (Codice unico di progetto); l’indicazione di eventuali altri finanziamenti pubblici.
Il sistema di assegnazione segue criteri finanziari precisi: in caso di domande superiori alle risorse disponibili, viene premiato il Comune con minore capacità finanziaria, misurata sul risultato di amministrazione rispetto alle entrate correnti. Il decreto conferma inoltre un principio politico già introdotto negli anni precedenti: almeno il 40% delle risorse disponibili deve essere destinato agli enti locali del Mezzogiorno.
Uno degli elementi più rilevanti del decreto riguarda la rimodulazione delle risorse. Il fondo originario è stato infatti progressivamente ridotto da vari interventi legislativi successivi. Il risultato finale è una disponibilità rideterminata:
- 0,5 milioni per il 2026;
- 690 milioni per il 2027;
- 550 milioni per il 2028.
Tempistiche rigide per i lavori

Il decreto impone scadenze molto severe ai Comuni beneficiari. I lavori dovranno essere aggiudicati entro termini differenziati in base al valore dell’opera:
- 9 mesi per opere fino a 100 mila euro;
- 13 mesi fino a 750 mila euro;
- 18 mesi fino a 2,5 milioni;
- 23 mesi fino a 5 milioni di euro.
Dopo l’aggiudicazione, i lavori dovranno essere conclusi entro 24 mesi.
Il messaggio politico e amministrativo è chiaro: evitare i ritardi cronici che storicamente bloccano gli investimenti pubblici locali.
Come verranno pagati i fondi
L’erogazione avverrà in quattro tranche:
- 20% come anticipo;
- 10% dopo l’aggiudicazione dei lavori;
- 60% in base agli stati di avanzamento;
- saldo finale del 10% dopo collaudo o certificato di regolare esecuzione.

Tutto il monitoraggio sarà gestito tramite la piattaforma nazionale ReGiS, il sistema informatico della Ragioneria generale dello Stato utilizzato anche per il PNRR.
I Comuni dovranno aggiornare costantemente i dati relativi ai lavori, ai costi e ai pagamenti, garantendo la completa tracciabilità delle operazioni.
Il decreto introduce anche un sistema stringente di controlli e sanzioni.
Se un Comune:
- non rispetta i tempi;
- non aggiorna correttamente la rendicontazione;
- rinuncia all’opera;
- oppure utilizza irregolarmente i fondi,
il Ministero dell’Interno potrà revocare il contributo e recuperare integralmente le somme già erogate. Sono previsti infine controlli a campione sulle opere finanziate.
L’elenco dei progetti
Ecco l’elenco degli interventi previsti per la Provincia di Frosinone, in totale sono quasi 46 milioni di euro.
| COMUNE | DESCRIZIONE INTERVENTO (DESCRIZIONE CUP) | RICHIESTA CONTRIBUTO (€) |
| AMASENO | Messa in sicurezza strade comunali | 900.000,00 |
| AQUINO | Strada via piazza municipio messa in sicurezza da rischio idrogeologico | 999.686,48 |
| ARCE | Messa in sicurezza e bonifica loc. isoletta e viabilità di collegamento in aree extraurbane | 2.500.000,00 |
| ARPINO | Riduzione del rischio idrogeologico tra via vittoria colonna e via regina | 2.500.000,00 |
| BELMONTE CASTELLO | Intervento di mitigazione del rischio idrogeologico e Messa in sicurezza in loc. Spetina-fontana -Coltroni -Scarpatosta | 898.000,00 |
| CASSINO | Vari interventi di Messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico in loc. San Michele-loc. Caira -via Campo di Porro -loc. Guado S. Maria | 5.000.000,00 |
| CASTRO DEI VOLSCI | Messa in sicurezza vari tratti stradali | 999.000,00 |
| CASTROCIELO | Lavori di messa in sicurezza viabilità stradale via comune di Castrocielo | 1.000.000,00 |
| CECCANO | Vari interventi Messa in sicurezza e consolidamento edifici scolastici | 2.500.000,00 |
| COLLE SAN MAGNO | Lavori messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico chiesa San magno | 999.868,31 |
| FALVATERRA | Messa in sicurezza del territorio comunale a rischio idrogeologico | 998.800,00 |
| FIUGGI | Messa in sicurezza scuola media mediante demolizione e ricostruzione istituto comprensivo | 2.500.000,00 |
| FROSINONE | Vari interventi di Messa in sicurezza della viabilità comunale | 5.000.000,00 |
| GIULIANO DI ROMA | Messa in sicurezza vari tratti stradali territorio comunale | 999.000,00 |
| ISOLA DEL LIRI | Messa in sicurezza costone roccioso a valle del cimitero via taverna nuova; messa in sicurezza via selva e via carnello | 2.500.000,00 |
| MOROLO | Interventi messa in sicurezza e mitigazione rischio idrogeologico area parcheggio via fernando baracaglia | 999.360,26 |
| PALIANO | messa in sicurezza strade comunali e messa in sicurezza per dissesto idrogeologico loc. piano dei colli | 2.500.000,00 |
| PASTENA | Messa in sicurezza circonvallazione centro storico e casa maraone | 1.000.000,00 |
| PESCOSOLIDO | Interventi messa in sicurezza e mitigazione rischio idrogeologico area centro storico civitella-colle san giovanni | 995.000,00 |
| PIGNATARO INTERAMNA | Consolidamento idrogeologico versante est | 942.283,00 |
| S. BIAGIO SARACINISCO | Interventi messa in sicurezza e mitigazione rischio idrogeologico a ridosso del centro urbano | 999.000,00 |
| SANT’AMBROGIO SUL GARIGLIANO | Messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico in loc. paradiso | 998.000,00 |
| SANTOPADRE | Messa in sicurezza delle strade comunali | 999.000,00 |
| SUPINO | Lavori di messa in sicurezza di varie strade del centro comunale | 999.000,00 |
| TORRICE | Messa in sicurezza e mitigazione rischio idrogeologico territorio comunale nel perimetro urbano | 999.902,86 |
| TREVI NEL LAZIO | Mitigazione e riduzione rischio idrogeologico in loc. fossato e loc. centro storico lato monte | 1.000.000,00 |
| TRIVIGLIANO | Messa in sicurezza e mitigazione rischio idrogeologico territorio comunale | 1.000.000,00 |
| VILLA LATINA | Messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico loc. Franchitti-Fosso via Gargaro-e loc. Fosso Macchieta | 1.000.000,00 |
| VILLA SANTO STEFANO | Completamento della Messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico del versante a ridosso del centro storico | 999.000,00 |
Totale 45.724.900,91
Politicamente il decreto si inserisce nella strategia del governo di accelerazione degli investimenti locali e di rafforzamento della prevenzione territoriale dopo anni segnati da emergenze climatiche, dissesto idrogeologico e crisi infrastrutturali.
L’impostazione è fortemente centralizzata: i Comuni ricevono risorse importanti, ma in cambio devono rispettare procedure digitali, controlli serrati e cronoprogrammi rigidi.
Il provvedimento rappresenta dunque una prova decisiva per la capacità amministrativa degli enti locali italiani: spendere rapidamente, rendicontare correttamente e trasformare i finanziamenti statali in cantieri concreti.
(Foto di copertina © DepositPhotos.com).


