Fsc, il Consorzio Industriale trasforma in cantieri 40 milioni

Trentasette interventi finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione, 27 appaltati e 22 già in esecuzione. Il Consorzio Industriale del Lazio accelera la spesa e porta investimenti reali sul territorio.

Se avesse una lettera differente sarebbe un rilassante viaggio tra i mari del mondo, basta un F al posto di una M e si viene catapultati in carte, progetti, autorizzazioni, milioni da far uscire dalla carta per trasformarli in opere. Si chiama Fsc (e non Msc) ed è il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) cioè lo strumento con cui lo Stato italiano punta a ridurre le differenze economiche e sociali tra le diverse aree del Paese. Se il Sud è meno distante dal Nord lo si deve anche e soprattutto a quei progetti.

In tutto, nel Lazio sono 37 interventi per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Di questi, 27 sono già stati appaltati e 22 sono in fase esecutiva, con cantieri consegnati e lavori avviati.

Il motore del Fsc nel Lazio è il Consorzio Industriale regionale: è l’ente guidato dal professor Raffaele Trequattrini a svolgere un ruolo centrale nella gestione e realizzazione degli interventi. Al Consorzio compete la pianificazione e la gestione efficace delle risorse: sia europee che nazionali.

Pianificare e realizzare

Il Consorzio rappresenta oggi una delle strutture pubbliche più operative della Regione. In modo snello, trasforma i progetti approvati in cantieri reali, lavori avviati e investimenti concreti sul territorio. Come conferma il commissario Raffaele Trequattrini.

«La tabella sullo stato di avanzamento degli interventi FSC fotografa un dato chiaro: il Consorzio Industriale del Lazio è oggi una delle strutture più operative della Regione, capace di trasformare risorse europee e nazionali in cantieri concreti».

Avete in carico 37 interventi per un valore di 40 milioni: 27 sono già appaltati, 22 in fase esecutiva. Sul piano dell’economia industriale del territorio come legge questin numeri?
Foto © Imagoeconomica

«Sono numeri che parlano da soli. Non parliamo di programmazione astratta ma di interventi che diventano opere reali sul territorio. Dimostrano la nostra capacità di passare rapidamente dalla pianificazione alla realizzazione, evitando il rischio – purtroppo frequente – di risorse bloccate sulla carta».

Gli industriali, nelle loro relazioni di fine anno, evidenziano il peso della burocrazia…

«Con la nostra pianificazione siamo riusciti ad aggirare la lentezza che deriva spesso da una burocrazia lenta. Infatti, basta considerare che la Regione Lazio ha pubblicato le determine di assegnazione dei fondi ad agosto 2024: da quel momento la nostra struttura ha portato a compimento tutte le attività arrivando a questi numeri».

Progetti sulla carta o messi a terra?
Raffaele Trequattrini e Roberta Angelilli

«A terra ed in parte anche in via di completamento. Basti pensare che sul fronte finanziario, oltre 9,6 milioni di euro sono già stati rendicontati, mentre più di 23 milioni risultano impegnati con atti giuridicamente vincolanti. Questo significa che le risorse non sono solo approvate, ma già trasformate in contratti, lavori e investimenti reali sul territorio».

Quando si è ipotizzato questo ruolo per il Consorzio Industriale lei è letteralmente sbiancato: oggi invece porta questi numeri…

«Perché nel frattempo il Consorzio ha rafforzato la propria capacità amministrativa e tecnica, assumendo un ruolo centrale nell’attuazione del Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Lazio. In un contesto spesso segnato da ritardi e inefficienze, i numeri restituiscono l’immagine di una struttura pubblica che funziona, collabora con la Regione e porta sviluppo concreto nelle aree industriali del Lazio».