Alessandro Fanti, consigliere comunale di Latina entrato tre mesi fa come "primo dei non eletti della Lega” aderisce a Futuro Nazionale. Tutti guardavano la Muzio: era lui. Ora si apre la questione della fedeltà alla maggioranza Celentano.
Futuro Nazionale ha il suo primo amministratore ufficiale in provincia di Latina. È il consigliere comunale del capoluogo Alessandro Fanti, entrato in assise tre mesi fa nella Lega come primo dei non eletti, in seguito alla surroga di Federica Censi, divenuta assessora.
L’annuncio arriva con una nota del Partito di Roberto Vannacci: è il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni a sottolineare «l’ingresso di Alessandro Fanti in Futuro Nazionale. Fanti, professionista capillarmente stimato in tutto il territorio, rappresenta in assoluto il primo amministratore ad aderire al nostro Partito nell’intera provincia di Latina. A lui affido l’onere e l’onore di avviare, strutturare e radicare il movimento in tutta la provincia, operando sotto il mio diretto coordinamento. Sono inoltre certo che il suo contributo sarà determinante non solo a livello locale, ma risulterà di cruciale utilità per supportare l’attività programmatico-politica del partito in ambito nazionale».
«Evoluzione naturale del mio percorso»

Dal canto suo, Fanti ha spiegato le motivazioni della scelta: «L’adesione a Futuro Nazionale rappresenta l’evoluzione naturale, coerente e convinta del mio percorso politico».
Un ringraziamento sentito al senatore Umberto Fusco, all’onorevole Laura Ravetto e al dottor Claudio Spinelli: «La loro vicinanza e la loro autorevole guida sono state determinanti nel consolidare la scelta di aderire a questa nuova entusiasmante sfida politica».
Sul piano programmatico, Fanti indica due priorità: «Riteniamo prioritario l’asse portante della sicurezza: sosteniamo con forza una linea di fermezza contro il degrado e l’illegalità, promuovendo tutele reali e uno scudo penale rigoroso a difesa delle nostre Forze dell’Ordine. Dall’altro lato, la mia estrazione professionale mi impone di mettere al centro l’urgenza di una radicale e strutturale riduzione del carico fiscale per le imprese e per il popolo delle Partite IVA, che rappresentano il vero motore economico del Paese. Chi produce, rischia e crea occupazione deve trovare nello Stato un alleato, non un freno burocratico».
Tutti guardavano la Muzio, era Fanti

Il dato politico più gustoso è però un altro. Mentre tutti gli occhi e le orecchie erano puntati sull’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio (per la sua partecipazione, due mesi fa, a un evento di Vannacci a Roma) in realtà era Fanti che si stava avvicinando alle file del Generale.
La Muzio oggi non ha resistito e con un post su Facebook ha rilanciato con ironia: «Possiamo ufficialmente dichiarare chiusa la caccia alle streghe??? Il “problema” ero io…», seguito da numerosi emoji di risate. (Leggi qui: La sedia vuota di Muzio e l’ombra di Vannacci: allarme nel centrodestra pontino).
I temi aperti
Muzio a parte, i temi aperti sono diversi. Una volta che Fanti formalizzerà in aula la sua adesione, si costituirà il gruppo di Futuro Nazionale, e occorrerà capire se (soprattutto con le elezioni politiche del 2027 in avvicinamento) vi aderirà qualcun altro. Ma la domanda più delicata riguarda la fedeltà alla maggioranza guidata dalla sindaca Matilde Celentano (FdI, FI, Lega, Noi Moderati, Lista Celentano).

Raggiunto al telefono, Fanti glissa: «Non posso rilasciare dichiarazioni, devo prima rapportarmi con il nazionale». Un nazionale che, al momento, non sembra essere esattamente sulle stesse linee del Governo Meloni — per essere diplomatici.
C’è poi un secondo tema di equilibri interni. La Lega perde un consigliere e scende a tre (il capogruppo Vincenzo Valletta, Roberto Belvisi e Pina Cochi), pur mantenendo due assessori in Giunta — il vicesindaco Massimiliano Carnevale ai Lavori Pubblici e Federica Censi all’Istruzione. Sarebbe plausibile pensare a possibili mal di pancia: sia Noi Moderati sia Forza Italia hanno tre consiglieri per gruppo, ma un solo assessore.
Nella Lega, però, si fa notare che anche in Regione la situazione è simile, con il gruppo alla Pisana rimasto con un solo consigliere.



