Gaeta, il Pd resta senza guida: dimissioni a catena a un anno dal voto

Il Pd di Gaeta perde la segretaria e il direttivo a poco più di un anno dalle elezioni comunali. Dietro le dimissioni di Marilisa Di Milla lo scontro con il gruppo consiliare guidato da Scinicariello e una frattura politica ormai evidente.

Gaeta, il Pd perde la guida a un anno dalle elezioni

A poco più di un anno dalle elezioni amministrative, il Partito Democratico di Gaeta si ritrova senza guida politica. La segretaria cittadina Marilisa Di Milla, eletta appena nel febbraio 2025, ha rassegnato le dimissioni con una breve lettera indirizzata al segretario provinciale Omar Sarubbo.

Una comunicazione asciutta, appena una dozzina di righe ma sufficiente a fotografare il clima di disorientamento – e anche di tensione – che attraversa il principale partito di opposizione nella città.

La scelta di Marilisa Di Milla arriva proprio mentre il Pd stava tentando di costruire un’alternativa politica al “mitranismo” cioè alla politica del Consigliere regionale Cosimino Mitrano e all’attuale sindaco Cristian Leccese.

Le dimissioni

Marilisa Di Milla

Nella lettera la segretaria uscente parla di motivazioni personali: «Problematiche di natura strettamente personale che non mi permettono di proseguire nel mandato con le necessarie e opportune modalità». Una formula diplomatica. Ma la vera crisi è tutta politica. Da mesi infatti la segreteria cittadina e il gruppo consiliare non viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda. E il paradosso è che proprio il leader del Gruppo consiliare, Emiliano Scinicariello, aveva sostenuto la candidatura della stessa Di Milla al Congresso cittadino.

L’ex Segretaria rivendica comunque il lavoro svolto: «Ho inteso dare, pur nel breve mandato, centralità al partito, alle idee e alle alternative che da sempre rappresenta». Ma ammette anche di aver incontrato «ostacoli dettati da vecchi modi di intendere il dialogo politico ed eccessivi personalismi».

Parole che raccontano una frattura interna ormai evidente.

Lo scontro con il gruppo consiliare

Emiliano Scinicariello

Dietro le dimissioni di Marilisa Di Milla c’è soprattutto il conflitto con il Gruppo consiliare del Pd. Secondo diverse ricostruzioni, la Segretaria non condivideva l’impostazione politica molto dura adottata da due dei tre Consiglieri comunali, il capogruppo Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis. Una linea che lei considerava troppo improntata alla denuncia e a un’opposizione definita “catastrofista”.

Nella lettera inviata al segretario provinciale Omar Sarubbo, l’ormai ex Segretaria prova anche a indicare una direzione per il futuro del Partito: «È necessario che il Partito guardi alla base e alle proposte che naturalmente ne derivano, ascoltando iscritti e simpatizzanti in maniera concreta e fattiva».

Poi l’auspicio finale: «Non posso proseguire nel mandato ma auspico che il nuovo Segretario possa continuare su questa linea perché Gaeta ha bisogno di alternative reali».

Parole che non sono passate inosservate.

La risposta del Gruppo

Franco De Angelis

La risposta del Gruppo consiliare è arrivata subito. Il consigliere Franco De Angelis non ha nascosto l’amarezza: «Speravamo di avere un apporto diverso e migliore». Secondo De Angelis, la Segreteria avrebbe avuto un ruolo quasi inesistente nell’azione politica del Gruppo consiliare, intervenendo solo in un’occasione: la contestazione dei lavori di riqualificazione del mausoleo di Munazio Planco sul promontorio di Monte Orlando.

Il resto dell’opposizione, sostiene il consigliere, è stato portato avanti senza il supporto del Partito. «Non siamo giacobini per cultura – ha aggiunto – ma quando siamo costretti a rivolgerci alle autorità competenti gli effetti arrivano». Una risposta che conferma quanto la frattura interna fosse ormai insanabile.

Dimissioni a catena nel direttivo

Il flash mob del Pd sul Monte Orlando senza i suoi consiglieri comunali

Le dimissioni della Segretaria non sono rimaste un episodio isolato. Subito dopo hanno deciso di lasciare anche i componenti del direttivo del circolo Pd di Gaeta “Ginio Valente”. Tra loro Giuseppe Burrico, Marco Sasso, Gabriele Piras, Rosa Viola, Antonietta Viola, Anthea Ferraro e Lorenzo Vazzana. Una scelta comunicata direttamente al Segretario provinciale Omar Sarubbo.

Nella nota inviata alla federazione provinciale si legge: «La scelta dell’avvocato Di Milla di dimettersi si aggiunge a una difficoltà riscontrata nelle azioni promosse e da intraprendere per un supporto e un’azione politica concordata». Tradotto dal linguaggio politico: la linea del Partito non era più condivisa.

Omar Sarubbo

Nei mesi scorsi la situazione era stata oggetto di diversi incontri tra i dirigenti del Pd del Golfo e la segreteria provinciale di Latina. Ma il tentativo di mediazione non ha prodotto risultati. Così, dopo le dimissioni della segretaria, anche il direttivo ha deciso di farsi da parte: «Riteniamo incoerente mantenere il nostro ruolo» scrivono nella lettera. E chiedono alla Federazione Provinciale di avviare le procedure statutarie per un nuovo corso del Partito.

Intanto il Pd locale conferma che le attività legate al referendum del 22 e 23 marzo restano in programma. Ma il problema politico resta. E ha le dimensioni di una voragine.

Il Congresso anticipato e il nodo delle elezioni 2027

Sabina Mitrano riceve la tessera da Gianluca Conte

Le dimissioni della segretaria e del direttivo rappresentano un colpo politico diretto per il capogruppo Pd Emiliano Scinicariello. Già nel 2022 la scelta di candidare a sindaco Sabina Mitrano aveva provocato una spaccatura nel campo progressista, costringendo un’altra parte della minoranza a sostenere l’ex sindaco Silvio D’Amante. Ora, a un anno dalle prossime elezioni comunali, il Pd si ritrova senza guida politica e con il congresso da rifare.

Proprio per questo Scinicariello ha avviato una serie di incontri interni – vere e proprie “congregazioni” politiche – per preparare il terreno a un congresso anticipato.

Tre riunioni sono state fissate. La prima si è già svolta venerdì scorso, mentre le altre due sono previste nelle prossime settimane. L’obiettivo è celebrare il congresso comunale il 5 aprile, domenica delle Palme. Ma anche su questo punto emergono problemi tecnici. Gli statuti sembrano entrare in contraddizione: potranno votare gli iscritti al Pd al 31 dicembre 2024, mentre potranno essere eletti nel direttivo quelli iscritti entro il 31 dicembre scorso. Segno di una situazione organizzativa ancora molto confusa.

Intanto l’azione politica su alcuni temi cruciali della città – come la contestata scelta dei project financing per le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari per i prossimi vent’anni – è passata in secondo piano. Soffocata da una crisi interna che covava sotto la cenere da tempo.

Minturno, congresso senza sorprese

Il Pd di Minturno

Se a Gaeta il Pd vive una fase turbolenta, a Minturno il Congresso del partito si è svolto senza scossoni. Il Segretario uscente Lorenzo Corea è stato confermato alla guida del circolo. Il congresso ha anche eletto un direttivo composto da venti membri. Un passaggio politico importante perché il partito dovrà accompagnare l’ultimo anno del secondo mandato del sindaco Gerardo Stefanelli, già presidente della Provincia di Latina.

I lavori congressuali sono stati coordinati dalla presidente provinciale del Pd Carmela Cassetta, affiancata dall’ex segretario provinciale e senatore Claudio Moscardelli. Nella sua relazione, Corea ha tracciato il bilancio dei quattro anni di mandato. Tra i risultati rivendicati c’è l’apertura della sede del Pd nella centralissima piazza Rotelli a Scauri, sulla via Appia. Un luogo che, ha sottolineato il segretario, «è diventato un punto di confronto e partecipazione per la comunità».

Gerardo Stefanelli

Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Il Pd di Minturno vuole arrivare protagonista alle elezioni comunali della primavera 2027. Resta però una domanda politica aperta: chi raccoglierà l’eredità del sindaco Gerardo Stefanelli?

E soprattutto quale sarà il rapporto con Forza Italia, che alle provinciali ha stretto un’alleanza con il centrosinistra dopo vent’anni di schieramento con il centrodestra? Una domanda destinata a pesare molto nei prossimi equilibri politici del Golfo di Gaeta.