Gaeta, il Riciniello diventa cemento: la giunta Leccese nella bufera

Una delibera approvata il 3 settembre apre la strada a quindici palazzi sul catino dello stadio di Serapo. Il progetto, commissionato dall'Ance a uno studio milanese, spacca il centrodestra locale e infiamma la campagna elettorale a un anno dal voto.

Quindici fabbricati a ridosso della spiaggia di Serapo, a Gaeta, al posto dello stadio di calcio «Antonio Riciniello»? Quella che il Comune considera da oltre quindici mesi una «soluzione progettuale» è diventata ora un atto amministrativo che sta facendo discutere in città, proprio nelle fasi iniziali di una campagna elettorale che non si preannuncia una passeggiata di salute per il sindaco in carica Cristian Leccese.

La delibera che rende tutto concreto

Ciò che era considerata solo un’ipotesi è diventato qualcosa di più concreto, perché gli atti amministrativi parlano. Uno di questi è la delibera di Giunta numero 199, con cui il 3 settembre scorso è stato approvato il documento di indirizzo alla progettazione, prima dell’affidamento del piano di fattibilità tecnico-economica relativo alla «Valorizzazione Area ex Riciniello e delocalizzazione del campo sportivo comunale».

Il Comune non specifica dove sarà delocalizzato lo storico stadio intitolato al calciatore biancorosso più forte di tutti i tempi. Ma il documento di indirizzo approvato prevede diverse cose, e soprattutto impegna fondi propri — oltre quattro milioni di euro — sia per la realizzazione della nuova struttura sportiva che per la riqualificazione dell’area dell’ex vetreria Avir.

Il modello mancato: il parco di Frosinone

IL PROGETTO DEL PARCO MATUSA

Gaeta sperava da anni che il suo stadio in riva al mare — non esistono casi simili in Italia — venisse sì delocalizzato, su un’area comunale in località Canzatora, ai confini con i comuni di Formia e Itri. Ma seguisse i principi base del progetto fortemente voluto dall’ex sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che ha chiuso lo storico stadio Matusa senza prevedere volumetrie private, realizzando invece un parco pubblico, luogo di forte socialità e aggregazione. Un must, a Gaeta, per una città che vive di mare.

E invece la previsione è un’altra: un progetto che l’ex sindaco Cosimino Mitrano aveva provato a fermare. Ben quindici edifici residenziali nell’attuale catino dello stadio di via Marina di Serapo, e altri due nella vicina via Frosinone.

Cajeta Anima Vitri, il progetto di Lombardini 22

Si tratta di una soluzione abitativa contenuta in un progetto denominato «Cajeta Anima Vitri», che l’Ance pontina — l’associazione dei costruttori edili — ha commissionato a un prestigioso studio di ingegneria milanese, Lombardini 22, lo stesso che ha firmato il progetto del nuovo centro direzionale della Rai nel capoluogo lombardo.

Uno dei rendering del progetto

La proposta di rigenerazione urbana era stata presentata il 24 aprile 2025 dai vertici dell’amministrazione comunale di Gaeta, dell’Ance Latina — guidata dal presidente Pierantonio Palluzzi — e dello studio di progettazione milanese, all’Aeneas Landing. A quella presentazione parevano partecipare a un funerale l’ex sindaco e attuale consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano e il coordinatore regionale degli azzurri, il senatore Claudio Fazzone: musi lunghi, sorrisi di facciata, e una confidenza che valeva più di ogni dichiarazione ufficiale: «Ma siamo impazziti, quasi cento appartamenti sulla spiaggia di Serapo?».

Il progetto di Lombardini 22 è diventato pubblico alcune settimane fa, quando il rendering è stato pubblicato sulla pagina social dello studio, con una presentazione elegante: «Il progetto di rigenerazione territoriale dell’ex Avir promosso da Ance Latina con il Comune di Gaeta e avviato nel 2025 riconfigura un’area produttiva dismessa come nuova centralità urbana. Il progetto introduce un grande parco urbano continuo, una rete di spazi pubblici e piazze di quartiere, spazi culturali e museali, mettendoli a servizio della città».

Un nuovo sistema di percorsi privilegia la mobilità sostenibile e connette l’ambito rigenerato al tessuto esistente, integrando strategie di mitigazione climatica all’interno della struttura del parco e delle superfici aperte. La rigenerazione dell’ex Avir configura un nuovo frammento di città capace di riattivare un sito dismesso attraverso un’azione sistemica che genera benefici ambientali e sociali per Gaeta».

Chi c’era, e chi era collegato da remoto

Sono parole come tante, che hanno avuto le prime ripercussioni concrete con l’approvazione della delibera 199, di cui si vocifera che l’ex sindaco fosse all’oscuro. Fisicamente presenti in Comune, all’ora della convocazione della Giunta, erano soltanto gli assessori Luigi Coscione e Luca Salvatore. L’ex primo cittadino azzurro Massimo Magliozzi era formalmente assente. Il sindaco Leccese e gli altri componenti di Giunta, Gianna Conte e Paola Guglietta, hanno detto sì alla proposta di trasferimento dello stadio cittadino: ma collegati da remoto.

Cosmo Mitrano e Claudio Fazzone (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Fu quella una presa di distanza simbolica da un progetto che ha fatto arrabbiare ulteriormente Mitrano e il senatore di Fondi? Il progetto è probabilmente migliorabile, ma renderlo pubblico — con tanto di impegno economico — alla vigilia della campagna elettorale non era la scelta più felice: sarebbe stato meglio attendere tempi migliori, magari l’avvio della prossima consiliatura.

E invece la miccia, pronta da mesi, è stata innescata subito dalla coalizione progressista, che si prepara ad affrontare in campagna elettorale un sindaco Leccese sempre più protetto dalla coordinatrice comunale di Forza Italia Maria Weisghizzi, ma isolato rispetto a chi decide in concreto: il consigliere regionale Mitrano e il senatore Fazzone.

Il fronte progressista non usa mezzi termini

Il Pd, il M5s, Europa Verde e l’associazione «La Piazza» non sono stati teneri, definendo «inconcepibile» che una città che perde ogni anno centinaia di residenti possa permettersi, nel catino di uno stadio, quindici palazzi e circa cento appartamenti: «Ci troviamo di fronte alla volontà di cementificare un’area pubblica strategica nel cuore della città. È questo il futuro che merita Gaeta?».

Evidenziano che «gli atti approvati dalla Giunta prevedono un investimento di 2.195.522 euro per il nuovo impianto sportivo, che non si sa dove verrà realizzato, come e da chi finanziato, né in quali tempi. Nulla si dice sull’impatto sulla mobilità, sull’accessibilità e sulle difficoltà per i nostri giovani sportivi, che saranno costretti a una sorta di pendolarismo per raggiungere il futuro campo. La trasformazione del Riciniello consiste dunque nella sua sostituzione con un nuovo quartiere residenziale».

Il fronte progressista di Gaeta avrebbe preferito un percorso simile a quello scelto a Frosinone per il Matusa. Non lo dite a Cosimino, che si arrabbia ulteriormente.