Gaeta, la mossa di De Conca: nasce il fronte largo contro Leccese

La nuova segretaria PD Chiara De Conca costruisce in pochi giorni un asse con M5S e civici. L'attacco sulla Pedemontana, sfidando i sindaci di centrodestra. Intanto cresce la pressione sul caso ex stazione e si muovono le civiche: il 2027 è già iniziato.

Le vacanze di Pasqua sono finite. A Gaeta però qualcuno non le ha nemmeno prese: Chiara De Conca non ha avuto il tempo di assaporare la sua elezione alla Segreteria del Partito Democratico, avvenuta all’unanimità, dettaglio che conta. Ha trascorso al telefono l’ultimo fine settimana. Risultato: in meno di una settimana ha messo insieme un cartello politico che punta ad una sola cosa. Impedire la rielezione del sindaco di Forza Italia Cristian Leccese nella primavera del 2027.

Quello che sembrava un campo deserto si sta popolando in fretta. E l’asticella della sfida elettorale si è alzata, all’improvviso, di qualche spanna.

Il documento unitario

Chiara De Conca

La conseguenza pratica: un documento unitario del centrosinistra a Gaeta. Una rarità che non si vedeva da decenni: l’ultima volta che il centrosinistra ha governato unito la città era il 2002, anno in cui si chiuse il doppio mandato del pidiessino Silvio D’Amante.

Su quel documento c’è la firma di Chiara De Conca. E con la sua anche quella del Movimento Cinque Stelle (Simone Avico) e dell’associazione La Piazza (Marzio Padovani). Il tema scelto per rompere il ghiaccio non è casuale: la viabilità e in particolare il progetto della strada Pedemontana. Un nervo scoperto che attraversa tutto il Sud pontino. E che, nella primavera 2027, quando sia Gaeta che Formia torneranno alle urne, potrebbe valere voti.

Cristian Leccese

La Pedemontana sarà uno dei temi centrali della campagna elettorale del 2027. PD, M5S e La Piazza lo sanno ed hanno deciso di non aspettare: meglio aprire il fuoco adesso, con una provocazione politica precisa, indirizzata ai sindaci forzisti Cristian Leccese e Gianluca Taddeo. Il pretesto è una scadenza: l’11 aprile. Entro quella data si possono presentare ricorsi al TAR contro il parere VIA — Valutazione di Impatto Ambientale — rilasciato dal Ministero dell’Ambiente sul progetto. Il tempo stringe. E dai Comuni di Gaeta e Formia, per ora, non arriva nessun segnale di voler impugnare quell’atto. Il silenzio, in questo caso, è già una risposta politica.

La trappola politica per i sindaci azzurri

«E se ciò dovesse verificarsi, cioè se i due principali Comuni del Golfo non presentassero ricorso al TAR, sarebbe un segnale politicamente disastroso» — hanno subito puntualizzato De ConcaAvico e Padovani.

Simone Avico

I territori di Gaeta e Formia sono entrambi coinvolti dalla progettazione dell’opera che, «così come proposta, creerebbe enormi disagi alla viabilità lungo l’asse litoraneo». In effetti i sindaci azzurri Leccese e Taddeo già il 6 dicembre 2023 avevano espresso dubbi sul tracciato e sulla possibilità che il traffico della nuova arteria potesse riversarsi sulla Flacca all’altezza di Vindicio, creando un congestionamento ingestibile, ancor più nei mesi estivi.

Le osservazioni dei due sindaci sono state del tutto ignorate, stessa cosa per l’invito a redigere un nuovo PFTE. È il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica cioè lo strumento fondamentale nella progettazione di opere pubbliche in Italia. Introdotto per accelerare gli interventi, sostituisce i vecchi livelli preliminari, definendo le caratteristiche tecniche, funzionali e i costi-benefici dell’opera per avviare la gara d’appalto.

Lo smacco

Matteo Salvini a Latina per la Cisterna-Valmontone

Il PD, il M5S e La Piazza parlano già di «uno smacco per il territorio e per la politica locale», aggravato dal fatto che le legittime considerazioni dei due primi cittadini, entrambi di centrodestra, «sarebbero state ignorate da un Ministero dello stesso colore politico». Contrariamente a quanto avvenuto con la Cisterna-Valmontone, sulla Pedemontana — dal costo minimo di 600 milioni — hanno espresso forti dubbi tutte le istituzioni territoriali, dalla Regione Lazio ai Comuni interessati. «Il Ministero dell’Ambiente, anch’esso dello stesso orientamento politico, ignora tutti e va avanti».

Il quesito posto a Leccese e Taddeo è diretto: «Cosa sceglieranno di fare i sindaci coinvolti dal progetto? Il tempo stringe e le scelte vanno fatte adesso. Se è vero, come è vero, che i vertici delle due amministrazioni hanno compreso e segnalato queste criticità, allora hanno una sola scelta: ricorrere al TAR avverso un progetto che non risolve, anzi peggiora, la viabilità comprensoriale. Noi confidiamo che ciò accada».

Il piazzale della stazione

La Pedemontana non è però l’unico fronte aperto. Mentre i Partiti manovrano dall’alto, da mesi si muove anche qualcosa dal basso — e punta direttamente sull’amministrazione Leccese. Il tema è la mobilità, e in particolare il destino di un’area che chiunque abbia mai cercato parcheggio a Gaeta conosce bene: il piazzale dell’ex stazione ferroviaria. Strategico, vasto, e per ora fuori dalla portata del Comune. Un problema concreto, visibile, che condiziona l’immagine turistica della città ogni estate. E che qualcuno ha deciso di non lasciare cadere. (Leggi qui: Gaeta, l’ultimatum di Rosato: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità”).

A Gaeta è operativo da mesi un comitato civico coordinato dall’ex presidente del Consiglio comunale Damiano Di Ciaccio (ex Margherita). Ha raccolto oltre mille firme per chiedere che il Comune riacquisti dal Consorzio Industriale della Regione Lazio il vasto e strategico piazzale.

Raffaele Matarazzo

Sinora l’attuale presidente d’aula Gennaro Dies ha fatto melina, specificando che l’argomento — contenuto in una delibera consiliare d’iniziativa popolare — debba essere calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo. Aveva proposto due date, il 27 marzo e il 9 aprile, entrambe saltate perché il consiglio comunale non è mai stato convocato. Il consigliere di maggioranza Raffaele Matarazzo aveva anticipato che la seduta del 9 aprile non sarebbe stata convocata perché «ci sono altre opzioni in corso».

Quali? Il sindaco Leccese ricorda l’esistenza di una interlocuzione con il neo presidente del Consorzio Industriale Raffaele Trequattrini per far sì che l’area finisca al Comune di Gaeta a costo zero.

Movimenti nell’altro centrodestra

Pasqua è alle spalle e i social — soprattutto WhatsApp — non sono serviti soltanto per inviare gli auguri. Ma anche per promuovere un’azione di scouting finalizzata a dar vita a una lista civica che, complice il suo logo, ricorda molto quello di Fratelli d’Italia. Al momento si chiama «Gaeta Sociale» e vede tra i suoi dirigenti più attivi l’ex vicesindaco Giovan Battista BallettaAmerico Rossetti e un delegato all’housing sociale del sindaco LecceseMauro Pecchia.

Marco Di Vasta

I guai giudiziari del consigliere regionale Enrico Tiero hanno di fatto silenziato il maggiore rappresentante di Fratelli d’Italia sul territorio, il coordinatore cittadino e capogruppo consiliare di «Gaeta Tricolore» Marco Di Vasta. Gaeta Sociale ha una preoccupazione: che FdI converga su una piattaforma unitaria del centrodestra a Gaeta e quindi riabbracci Forza Italia grazie ai rapporti del consigliere regionale azzurro Cosimino Mitrano con gli assessori di FdI Giancarlo Righini ed Elena Palazzo.

È in fase di allestimento anche un’altra lista civica orientata a destra, con un obiettivo politico preciso: drenare voti alla maggioranza Leccese per impedirgli di chiudere la pratica elettorale già al primo turno. Si chiama Fare per Gaeta ed è guidata dall’ex AN e già assessore alla Polizia Locale Pasqualino De Simone. Che insieme a Balletta e Rossetti sta cercando di avviare un difficoltoso dialogo con Di Vasta.

Per ora, almeno, non resta che la prima strofa di una celebre canzone: «Marco se n’è andato e non ritorna più, e il treno delle sette e trenta senza lui…».