Gaeta, la TARI schizza su: +11,5% per le famiglie, +25% per bar e ristoranti

Il nuovo regolamento TARI porta rincari pesanti per famiglie e attività turistiche. Tra assenze nella maggioranza, accuse dell’opposizione e documenti mancanti, il Consiglio del 27 aprile diventa un banco di prova politico decisivo.

Se non è una stangata, poco ci manca. Lo è sul piano politico perché decisa nell’anno pre-elettorale. Il nuovo Regolamento della Tassa comunale sui Rifiuti di Gaeta (Tari) che sta per arrivare al voto in Aula contiene le tariffe per il 2026. Gli aumenti sono sensibili: +11,5% per le utenze domestiche e +25% per ristoranti, pizzerie e bar cioè una voce strategica per una città che si basa sul turismo.

E non è un caso che siano state ben cinque (su otto) le assenze tra i Capigruppo della maggioranza nell’ultima conferenza che ha dovuto mettere a punto l’Ordine del Giorno delle prossime due sedute del Consiglio Comunale di Gaeta e ne ha opzionata una terza.

La Tari non è stata l’unico motivo di tensione in quella riunione. I rappresentanti delle minoranze — Emiliano Scinicariello, Franco De Angelis e Sabina Mitrano — hanno contestato al presidente d’Aula Gennaro Dies di non avere messo a loro disposizione i documenti da esaminare per poter prendere poi posizione in Consiglio.  «Le delibere che cercate — si sarebbe giustificato il presidente — non sono ancora pronte».

Tre sedute

Il municipio di Gaeta

La prima delle tre sedute pianificate, la più delicata, si svolgerà il 27 aprile alle ore 18 e si preannuncia un vero banco di prova per la maggioranza del sindaco Cristian Leccese. In calendario ci sono il Piano Economico Finanziario del Comune (PEF) e soprattutto il nuovo regolamento della TARI.

In quel Consiglio ci saranno assenze strategiche. Lo hanno annunciato «con largo anticipo» alcuni esponenti della maggioranza. Ufficialmente per viaggi programmati in coincidenza della festività del 25 aprile. Sostanzialmente perché non piace ancora una volta la manovra tributaria dell’assessore al Bilancio Luca Gallinaro: anche lui assente alla conferenza dei capigruppo, «perché non invitato».

Il palazzo della Regione

La radice del problema sono i costi per lo smaltimento in discarica. Per capire cosa accade bisogna pensare alla bolletta della luce: si paga prima un canone basato sul consumo medio e poi c’è il conguaglio calcolato sulla base dei consumi effettivi. Per i rifiuti, i Comuni pagano l’accesso in discarica sulla base delle tonnellate portate: ma la tariffa viene decisa dalla Regione Lazio. Spesso viene decisa dopo. Come è accaduto in questo caso: le amministrazioni regionali di Centrosinistra hanno tardato (per varie ragioni) l’adeguamento della tariffa d’accesso in discarica. Ed ora stanno arrivando i conguagli arretrati di anni. In Ciociaria lo stesso problema è esploso lo scorso autunno. (Leggi qui: Dopo il maxi conguaglio Acea ecco quelli per i rifiuti: 9 milioni).

A Gaeta il conto fa oltre 300mila euro. E siccome nessuno ha risposto alla richiesta, la ditta ha presentato anche gli interessi. Il tutto dovrà essere spalmato sui cittadini.

Il peso delle assenze

Pina Rosato

L’assenza di cinque capigruppo nell’ultima riunione non depone bene per l’esito della seduta del 27 aprile. Ha fatto molto rumore la sedia vuota di Pina Rosato, il capogruppo di Gaeta Democratica che da tempo chiede alla sua maggioranza «senso di responsabilità e spirito di collegialità anche nella definizione di scelte che possano apparire impopolari».

A mettere il coltello nel burro ci ha pensato Franco De Angelis del PD, che ha ricordato quanto dichiarato nell’analogo consiglio comunale del 2025 dall’assessore Gallinaro: aveva garantito che il regolamento della TARI 2026 «lo avremmo scritto e concertato insieme, maggioranza e opposizione»Un’altra promessa non mantenuta, insieme a quella di avviare mirati controlli nei confronti dei B&B accusati di eludere il corretto pagamento della TARI. E sulla gestione delle isole ecologiche mobili «sempre piene di domenica sera quando è terminato il weekend per i B&B e le case vacanze».

«Documenti non pervenuti»

Emiliano Scinicariello

A poco meno di una settimana dal Consiglio Comunale del 27 aprile, il Partito Democratico denuncia che i documenti oggetto di discussione non sono ancora stati inseriti nel sistema informatico interno dell’Ente. «Ci chiediamo – dicono i 3 Consiglieri di opposizione – se sia possibile e politicamente corretto portare in discussione un argomento così sentito come quello della TARI senza dare il tempo necessario ai consiglieri di minoranza di leggere e metabolizzare questa documentazione ed elaborare eventuali proposte».

Ci sono ritardi anche per la convocazione della Commissione BilancioScinicariello e De Angelis francobollano tutto questo come «l’ennesimo atto di protervia politica e amministrativa della maggioranza».

Nel mirino finisce ancora l’assessore Gallinaro, accusato di aver accettato più volte «la proposta di aprire un tavolo con le minoranze per rimodulare sia il Regolamento sia le Tariffe», proposta poi «svanita nel nulla».

Il 30 aprile e il nodo della stazione

Un dato rende ancora più difficile da digerire l’aumento della TARI: a fronte di una diminuzione della popolazione residente (scesa ai 19.261 abitanti al 31 dicembre 2024 ai 18.964 al 30 marzo scorso) il tributo anziché diminuire cresce. E sorge spontanea la domanda: è giusto che a pagare siano anche i cittadini che nulla hanno a che fare con le attività legate al turismo?

Se questi interrogativi vivacizzeranno la seduta del 27 aprile, altrettanto calda si preannuncia quella calendarizzata per giovedì 30, alle ore 15. C’è un unico punto all’ordine del giorno: l’approvazione del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2025.

Il presidente del Consiglio Dies si è impegnato a convocare un altro Consiglio tra l’11 e il 15 maggio, quando approderà in Aula — dopo un’attesa di sette mesi — la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per la possibile riacquisizione da parte del Comune del piazzale dell’ex stazione ferroviaria di Gaeta. A sottoscriverla sono oltre mille cittadini che, riuniti in un comitato guidato da Damiano Di Ciaccio, hanno chiesto che il Consiglio affronti «senza tentennamenti» un problema che interessa la sicurezza e la mobilità tra il centro urbano e la spiaggia di Serapo.