Gaeta, l’ultimatum di Rosato: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità”

Tensione nella maggioranza di Gaeta sul voto per il piazzale dell’ex stazione ferroviaria. La capogruppo della lista "Gaeta democratica" richiama i consiglieri all’aula: troppe assenze rischiano di far saltare il numero legale su una delibera sostenuta da mille cittadini

Il richiamo della Rosato: “Basta nascondersi”

«Ciascuno si assuma le proprie responsabilità perché è finito il tempo di giocare a nascondino»: la frase, pronunciata con tono fermo, ha cambiato il clima della conferenza dei Capigruppo del Comune di Gaeta. Nessuno, neppure tra i consiglieri di minoranza, si aspettava un intervento così diretto. A lanciare l’altolà è stata Pina Rosato, ex presidente del Consiglio comunale e oggi capogruppo della lista Gaeta Democratica, esponente di peso della maggioranza che sostiene il sindaco Cristian Leccese.

Pina Rosato

L’intervento è arrivato in un momento politicamente delicato per l’amministrazione. Il clima nel palazzo municipale è ancora segnato dal rammarico per il mancato riconoscimento di Gaeta come Capitale italiana del mare 2026, ma soprattutto dalle tensioni interne alla maggioranza. (Leggi qui: Capitale del Mare, la vera partita non è il titolo perduto ma il progetto da attuare)

Il punto sollevato da Rosato è molto concreto: le assenze ripetute di alcuni consiglieri di maggioranza durante le sedute del Consiglio comunale. Secondo la capogruppo non si tratta più di episodi isolati ma di un problema politico. (Leggi qui: Quel maledetto microfono aperto. E qui: Microfoni aperti, nervi scoperti e una maggioranza che scricchiola).

Il richiamo forte e chiaro

Il richiamo è arrivato alla vigilia di una seduta consiliare particolarmente delicata: quella chiamata a discutere la proposta di delibera di iniziativa popolare per la riacquisizione del piazzale dell’ex stazione ferroviaria, un’area strategica tra il centro urbano di Gaeta e la spiaggia di Serapo.

Emiliano Scinicariello

Una proposta sostenuta da oltre mille cittadini, cioè cinque volte il numero minimo previsto dall’articolo 12 dello Statuto comunale e dal Testo unico degli enti locali. E su quel punto – ha ricordato il capogruppo del Partito Democratico Emiliano Scinicariello – non esistono soluzioni intermedie. «Il Consiglio dovrà approvarla oppure respingerla. Non ci sono vie di mezzo». (Leggi qui: Gaeta, l’ex piazzale della stazione scuote una maggioranza già divisa).

La maggioranza e il problema dei numeri

La questione sollevata da Rosato non è soltanto formale. Riguarda la tenuta numerica della maggioranza che governa Gaeta. Alle elezioni amministrative del giugno 2022 la coalizione di centrodestra guidata da Leccese aveva ottenuto il 63% dei voti, un risultato che sembrava garantire stabilità politica per l’intera legislatura.

Cristian Leccese, sindaco di Gaeta

Eppure oggi, a distanza di poco più di due anni, quella maggioranza appare meno solida di quanto suggerirebbero i numeri usciti dalle urne. Le assenze ripetute in aula hanno creato più di una difficoltà. Il presidente del Consiglio comunale Gennaro Dies, subentrato al dimissionario Davide Speringo in base a un accordo interno alla coalizione, ha già annunciato l’intenzione di avviare un monitoraggio sulle assenze dei consiglieri. (Leggi qui: Il piazzale della discordia: il Pd si spacca e polemizza col presidente Dies).

Una scelta che ha anche un fondamento regolamentare. Nel Comune di Gaeta, infatti, le assenze ingiustificate e reiterate possono portare alla decadenza dall’incarico di consigliere comunale. Un segnale che testimonia quanto la questione sia diventata sensibile. L’intervento di Rosato è stato letto da molti come una vera chiamata alle armi per la maggioranza. E non pochi osservatori hanno colto in quel richiamo al “senso di responsabilità” un filo politico che la lega sia al sindaco Cristian Leccese sia al suo predecessore, oggi consigliere regionale di Forza Italia, Cosimino Mitrano.

Il nodo del piazzale dell’ex stazione

Al centro della tensione politica c’è il destino del piazzale dell’ex stazione ferroviaria, un’area considerata strategica per lo sviluppo urbanistico della città. La proposta di riacquisizione al patrimonio pubblico è stata presentata il 21 novembre scorso dal presidente del comitato civico Pro Piazzale, il professor Damiano Di Ciaccio. L’iniziativa è stata accompagnata da oltre mille firme di cittadini.

Franco De Angelis

Nonostante questo, la proposta non è stata immediatamente inserita nell’ordine del giorno del Consiglio. Una scelta che ha provocato il duro intervento delle minoranze di centrosinistra, in particolare dei consiglieri Emiliano Scinicariello, Franco De Angelis e Sabina Mitrano. Secondo il Partito Democratico il Consiglio avrebbe dovuto esaminare la proposta già nella seduta del 23 febbraio.

De Angelis lo ha ricordato citando esplicitamente lo Statuto. «La proposta andava portata in aula senza emendamenti o modifiche». Il presidente del Consiglio Dies ha provato a replicare sostenendo che il termine non fosse perentorio. Ma l’opposizione ha rilanciato citando il Testo unico degli enti locali, che prevede un limite massimo di 90 giorni per l’esame delle delibere di iniziativa popolare. Un termine che – secondo il Pd – sarebbe già stato superato.

Il malessere nella maggioranza

Il dibattito sull’ex stazione ferroviaria ha messo in evidenza alcune crepe interne alla maggioranza. Secondo quanto circola negli ambienti del Comune, non tutti i gruppi che sostengono il sindaco Leccese condividono la scelta di avviare la procedura di riacquisizione dell’area.

Massimo Magliozzi

Un segnale in questa direzione è arrivato dall’attuale assessore ai Lavori pubblici ed ex sindaco Massimo Magliozzi, che avrebbe definito la proposta “semplicemente inutile”. Ed è proprio per questo che Rosato ha lanciato il suo ultimatum politico. «Chi ha perplessità venga in aula e voti sì o no».

Il problema non è solo il merito della delibera. Il problema è garantire il numero legale in Consiglio comunale. Il rischio, altrimenti, è che la seduta si trasformi in un nuovo terreno di scontro politico tra maggioranza e opposizione.

La data del Consiglio e le incognite

Alla fine della conferenza dei capigruppo è stata individuata una data per affrontare il tema. Il Consiglio comunale dedicato al piazzale dell’ex stazione dovrebbe svolgersi il 27 marzo. Ma già durante la riunione sono emerse alcune incertezze.

Il Comune di Gaeta

Il presidente Dies ha infatti avvertito che potrebbero esserci almeno due assenze tra i consiglieri di maggioranza. Da qui la proposta di spostare la seduta al 9 aprile, subito dopo le festività pasquali. Una soluzione che non ha convinto del tutto Rosato.

Con un sorriso che non nascondeva il malessere politico, la capogruppo ha ribadito il suo punto. «Possiamo anche rinviare il Consiglio dopo Pasqua, ma dobbiamo esserci tutti». Il messaggio è stato chiaro. Il tempo delle giustificazioni è finito.

Un test politico per la maggioranza

La vicenda del piazzale dell’ex stazione ferroviaria rischia di trasformarsi in un banco di prova per la maggioranza Leccese. Il tema non riguarda soltanto la gestione urbanistica di un’area strategica della città. Riguarda anche la capacità politica della coalizione di mantenere coesione e presenza in aula.

Raffaele Trequattrini, presidente del Consorzio industriale del Lazio

Il richiamo di Pina Rosato ha riportato al centro della scena una domanda che circola da mesi nei corridoi del Comune: la maggioranza ha davvero la volontà politica di riacquisire quell’area?

Secondo il sindaco Leccese sarebbe già in corso un’interlocuzione con il presidente del Consorzio industriale regionale, Raffaele Trequattrini. Ma per l’opposizione questo non basta. Il gruppo consiliare del Partito Democratico è stato esplicito: «La maggioranza deve rispondere a una richiesta avanzata da mille cittadini». E farlo in aula.

Perché a poco più di un anno dalle prossime elezioni amministrative, l’immagine di un Consiglio comunale incapace di garantire il numero legale non sarebbe un buon segnale politico. O almeno – avrà pensato qualcuno tra i banchi della maggioranza – non lo sarebbe per chi dovrà chiedere di nuovo il voto ai gaetani.