Gaeta Sociale, Pecchia: “Riferimento a Palazzo, nessun asse con Mitrano”

Nel caso “Gaeta Sociale” Mauro Pecchia respinge le ricostruzioni su un ruolo di Cosimino Mitrano e ribadisce il legame politico con l’assessore Elena Palazzo. Tra tensioni interne a FdI e manovre in vista delle comunali 2027, si apre anche il caso Balletta.

Cosimino Mitrano non c’entra. Ha altro a cui pensare a un anno dalle elezioni amministrative”: la nascita del comitato civico Gaeta Sociale ha provocato un vespaio di polemiche e insinuazioni. Al centro c’è il presunto ruolo del Consigliere regionale di Forza Italia ed ex bi sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano nella nascita della nuova formazione.

I retroscenisti assicurano che Gaeta Sociale nasca da un dialogo tra i forzisti di Mitrano ed i Fratelli d’Italia che fanno riferimento all’assessore regionale alTurismo Elena Palazzo. Un’operazione duplice: che crea il nuovo asse e mette all’angolo la componente di Enrico Tiero. Due piccioni con una fava: presi commissariando il circolo cittadino del partito di Giorgia Meloni, attualmente guidato dal capogruppo consiliare di Gaeta Tricolore Marco Di Vasta, vicino a Tiero.

Pecchia, Rossetti e l’assessore Elena Palazzo

Ad escludere un ruolo dell’ex sindaco dal tentativo di far voltare pagina alla gestione del circolo gaetano di FdI è il portavoce di Gaeta Sociale Mauro Pecchia. Il quale, in pochi mesi, ha centrato due obiettivi che hanno provocato l’orticaria al capogruppo di FdI in Consiglio: un ruolo in Regione nello staff dell’assessore al Turismo Elena Palazzo ed uno in municipio con la delega all’Housing Sociale, su richiesta di Mitrano.

Gli ambienti del centrodestra gaetano, Pecchia li conosce meglio delle sue tasche. Ha fatto parte dei consigli direttivi di Forza Italia e della Lega. Ora punta a Fratelli d’Italia, che rischia oggettivamente il commissariamento dal circolo cittadino. Il motivo? Dopo le vicissitudini giudiziarie del consigliere regionale Enrico Tiero e la mancata promozione di Fiorello Casale da commissario straordinario a presidente dell’Ente Parco Regionale dei Monti Aurunci, il partito locale non ha provveduto a formalizzare alcuna forma di tesseramento per il 2026.

«Gaeta Sociale è nata dentro FdI»

Pecchia getta acqua sul fuoco: «Gaeta Sociale non è un progetto creato “da altri”, ma è un’idea partorita all’interno del partito Fratelli d’Italia, da componenti del Partito, regolarmente tesserati, e attivisti operativi sul territorio».

La presa di posizione del delegato all’Housing Sociale della Giunta Leccese è arrivata dopo «numerose voci che stanno circolando in queste ore sulle posizioni di Gaeta Sociale. E dopo le allusioni ad eventuali accordi con altre fazioni politiche, le quali, secondo alcuni esponenti locali, avrebbero avallato la nostra nascita e la nostra presenza nello scenario politico gaetano».

Pecchia è conosciuto per le sue posizioni politiche — anche se variabili — nel magmatico arcipelago gaetano. Ma anche per la sua sincerità d’animo. La esterna quando conferma che dietro Gaeta Sociale ed il tentativo di ribaltare la segreteria di Di Vasta — c’è l’assessore regionale Elena Palazzo, di cui è componente dello staff. «Il nostro unico punto di riferimento a livello locale, provinciale e regionale è l’assessore Elena Palazzo: non abbiamo alcun rapporto di accordo e collaborazione politica con altre sigle ed esponenti partitici, al di là dei normali rapporti di alleanza».

Cosimino chi?

Cosmo Mitrano

Insomma, Cosimino Mitrano non c’entra. Ma, in vista del voto amministrativo del 2027, preferisce avere a sostegno della ricandidatura a sindaco di Cristian Leccese una civica clonata di FdI, piuttosto che una formazione con il simbolo del partito della Meloni che sostenga, chissà, un altro candidato a sindaco del centrodestra.

«Chiunque voglia trasformarci, agli occhi dei cittadini, in burattini nelle mani di chissà quale personaggio può farlo solamente con la consapevolezza di mentire. Gaeta Sociale è nata con l’idea ben precisa di essere un progetto innovativo, autonomo e operativo all’interno del centrodestra gaetano» ha concluso Pecchia.

Il caso Balletta

In Gaeta Sociale è nato subito un caso legato a Giovanbattista Balletta, ex vicesindaco e assessore alla portualità nella prima Giunta di Cosimino Mitrano. Era il 2012 quando Balletta, accusato di essere «troppo amico» dell’allora presidente della Provincia Armando Cusani, fu messo alla porta dopo soli quattro mesi. Al suo posto, come vicesindaco, arrivò il giovanissimo presidente del comitato del quartiere La Piaia Calegna: Cristian Leccese. In Giunta approdò invece la professoressa Sabina Mitrano, allora assessora alla cultura e oggi consigliera comunale del Partito Democratico.

Balletta conferma di essere stato contattato da Pecchia — «mi illustrò la sua iniziativa politica su Gaeta proponendomi di far parte di un movimento che stavano facendo nascere» — e ribadisce i motivi che «non mi permettevano di farne parte», ma esclude di essere stato «escluso come dirigente della lista». Sperava che qualcuno di Gaeta Sociale chiarisse questo equivoco e, in mancanza, ha deciso di farlo lui stesso.

«Mai come oggi, da parte di tutti, è necessario essere chiari nell’indicare la strada che si vuole percorrere e chi sono i compagni di viaggio» — ha osservato. «A Gaeta c’è una forte esigenza di mettere al centro le persone, ricordando che la città appartiene a tutti i cittadini. L’iniziativa di far nascere movimenti o liste politiche è sempre un buon esercizio democratico, ma per essere interessanti occorre coraggio e coerenza nelle proprie idee e azioni» — ha concluso BallettaUn messaggio che suona come un avvertimento a tutti: la chiarezza, a un anno dal voto, non è più un optional.