Galassi, l’uomo delle sagre. E delle poltrone che non interessano

Ugo Galassi intensifica la presenza pubblica e sigla un’intesa con Noi Moderati, muovendosi tra civismo e alleanze fluide. Sullo sfondo la corsa al dopo Fiorletta, tra blocchi già formati e nuovi equilibri in costruzione.

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Esiste una tipologia umana che la politica italiana produce con la regolarità delle stagioni: quello che appare ovunque, sorride a tutti, si fa fotografare con chiunque, e poi — interpellato — giura sulla tomba dei padri fondatori che le poltrone non gli interessano. A Ferentino il Consigliere comunale di maggioranza Ugo Galassi appartiene con disinvoltura a questa nobile categoria.

Da alcuni mesi, i ferentinati si sono accorti di una presenza nuova e onnipresente nel panorama cittadino. Sagre, manifestazioni pubbliche, eventi privati, battesimi, comunioni, matrimoni civili e religiosi, finanche separazioni e divorzi, dove una pacca sulla spalla fa sempre bene: Galassi c’è sempre. La foto è garantita. Il sorriso pure. Tanto che in città qualcuno lo ha già ribattezzato, con affetto non privo di ironia, «l’uomo delle sagre». Un titolo che lui, con ogni probabilità, non apprezzerebbe. Ma che descrive con precisione fotografica ciò che sta accadendo.

Il campo largo di Ferentino e chi vuole entrarci

Piergianni Fiorletta ed Antonio Pompeo

Per capire l’improvviso attivismo di Galassi, bisogna leggere la mappa politica di Ferentino in vista del dopo-Fiorletta. L’attuale sindaco Piergianni Fiorletta, salvo clamorosi colpi di scena, nel 2028 non si ricandiderà. E quando un trono si svuota, anche i pretendenti più discreti cominciano a scaldarsi i muscoli con largo anticipo.

Il campo è già in movimento. Alessandro Rea, il più votato alle comunali del 2023, ha stretto un asse di ferro con la Lega — Luca Zaccari e Cristian Piermattei. Lo storico vicesindaco Luigi Vittori, oggi consigliere provinciale, ha ritrovato la pace con il suo ex sindaco ed ex presidente della Provincia Antonio Pompeo. A benedire la riconciliazione c’è Amedeo Mariani, ex assessore all’Urbanistica e re incontrastato delle preferenze. Il trio Vittori-Pompeo-Mariani parte largamente favorito. (Leggi qui: Ferentino, pace fatta tra Vittori e Pompeo: il Pd prova a ricomporsi. E leggi anche Anche Mariani pronto a seguire Vittori se scoppia la pace con Pompeo).

Ma in politica i favoriti si sa come partono: non sempre si sa come arrivano. Galassi lo sa. E si sta muovendo di conseguenza.

Il fidanzamento con Noi Moderati

Ugo Galassi con Piergianni Fiorletta

L’ultima mossa è di queste ore: un accordo politico tra Galassi e Noi Moderati, guidati a livello locale da Giuseppe Marocco. Un fidanzamento — l’ennesimo nella storia politica ferentinate — che prevede una formula originale: Galassi non entrerà nel Partito, ma lo rappresenterà in Aula. Fuori dall’Aula, nel frattempo, lavorerà alla costruzione di una nuova coalizione, aperta a tutti, capace di drenare voti da gruppi civici oggi non rappresentati in Consiglio.

Una mossa che ha già prodotto commenti sarcastici sui social. Il che, in politica, è spesso il segno che qualcosa ha colpito nella parte del bersaglio dove si va a punti.

Il quadro si complica se si considera che Galassi è stato eletto nella lista «In Movimento Insieme — Fiorletta Sindaco», la stessa che ha portato in Consiglio Gianni Bernardini e in giunta Piera Dominici.

Con Bernardini, che rappresenta da civico il Movimento 5 Stelle, i rapporti sono ormai ai ferri corti. Alle ultime provinciali, Galassi ha votato il candidato di FdI Alessandro Cardinali, dopo essere stato a lungo vicino a Gianluca Quadrini. Non ha sostenuto nessuno i due candidati locali — né Vittori, né Zaccari. Una navigazione a vista, insomma, con la bussola orientata verso un porto ancora da definire.

Le poltrone che non interessano

Interpellato sulla sua frenetica attività, Galassi ha fornito una serie di risposte che meritano di essere riportate nella loro integrità, perché raramente la politica locale riesce ad essere così involontariamente simpatica.

Partecipa perché «invitato». Ha «troppi impegni per candidarsi a sindaco». Non gli interessano le primarie del PD. Sta formando una coalizione che sceglierà il candidato «democraticamente» — con modalità ancora da precisare. E soprattutto — eccola, la perla — non gli interessano «le poltrone, ma i rapporti con la gente».

Nel frattempo Fiorletta gli ha assegnato la delega al commercio. Che non è una poltrona, naturalmente. È un servizio alla comunità. Come le sagre.

Bravo ragazzo. Ha già imparato tutto.