Geostrategia ed economia: ad Anagni politici e esperti disegnano nuove rotte

Nella sala della ragione seconda edizione di Rimland, il prestigioso forum organizzato dalla fondazione MedOr e Rial. Si sono ritrovati personalità di spicco come il Sottosegretario Maria Tripodi e l'ex Ministro della Difesa Lorenzo Guerini per dibattere sui principali temi internazionali cercando di svelare futuri scenari.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Dimenticatevi la politica estera tradizionale, fatta di ambasciate e diplomatici in completo blu. Ricevimenti ufficiali e cocktail sorseggiati tra un convegno e l’altro. Un mondo in cui il parametro per capire quasi tutto era il prezzo del petrolio.

Oggi gli scenari mondiali sono molto più complessi. Il prezzo del cobalto, per dire, conta molto di più. Il mondo di oggi segue rotte che pochi riescono a vedere. Ed il futuro sarà di chi riuscirà a guardare non a ciò che accade adesso ma ad immaginare il mondo che verrà.

Un’analisi del mondo che cambia

Questo il messaggio arrivato lunedì sera dalla seconda edizione di Rimland, il forum di geopolitica organizzato nella Sala della Ragione del comune di Anagni dalla fondazione MedOr e da Rial, la Rete delle imprese dell’aerospazio-difesa del Lazio. Una serata intensa, con un’analisi del mondo che cambia fatta a diversi livelli. (Leggi qui: L’ambizione di Anagni: diventare un salotto di riflessione politica mondiale).

Con una chiave di interpretazione costante: ciò che accade nel resto del mondo, anche se è lontano da noi, ci riguarda. Sempre. Come ha ricordato Alessia Melcangi, storica e politologa, esperta in trasformazioni politiche e sociali di Nordafrica e Medioriente. Ha parlato delle trasformazioni geopolitiche del Medio Oriente, con un riferimento specifico alla politica estera americana in Siria ed quello che accade oggi a Gaza.

E con una panoramica storica sul colonialismo israeliano in Cisgiordania. O come ha fatto Luciano Pollichieni che si è soffermato sul tema, molto attuale, della competizione tra Stati Uniti e Cina per il controllo delle terre rare in Africa. Ricordando, ad esempio, che oggi il cobalto (materiale che serve per la maggior parte dei dispositivi elettronici che usiamo) è più prezioso del petrolio. E come l’aumento del suo prezzo, voluto dal Congo negli ultimi mesi, sia il vero termometro della febbre del mondo.

Africa, Cina, Sudest asiatico e un Occidente in crisi

Uno dei punti caldi della politica estera globale è il continente africano come ha mostrato Francesco Meriano, analista geopolitico di MedOr. Ha tracciato un quadro lucido, anche se inquietante, di un continente stretto da crisi climatiche sempre più consistenti ed una instabilità politica e sociale sempre più sistemica. Una situazione che richiede a tutti, Europa in primis, una presenza più forte.

Il suo collega Federico Deiana invece si è concentrato su un altro punto importante: il rilievo sempre più consistente della Cina e del Sudest asiatico in generale, nello scacchiere economico e mondiale. Anche qui, con la necessità di tenere sempre più d’occhio questo settore, sia in termini di geopolitica  che di mercato.

Il filo che collega Ucraina e Gaza

Andrea Manciulli

Spietata l’analisi di Andrea Manciulli sull’occidente, considerato oggi un attore in crisi nello scenario mondiale proprio perché ha detto il relatore “si guarda soltanto al contingente e non a quello che accadrà domani”. Manciulli, già Responsabile nazionale per la Difesa e l’Europa del Pd, ha legato le due crisi più importanti di oggi, quella in Medio Oriente e quella in Ucraina. Guardandole non come eventi staccati ma come un unico scenario di crisi globale,  mettendo in evidenza l’incapacità dell’Europa e dell’Italia di gestire queste complessità. 

Lo dimostra, per Manciulli, un altro dettaglio non da poco: l’attivismo della Russia nella zona dell’Artico. Con lo scioglimento dei ghiacciai, infatti, diventerà sempre più una rotta privilegiata per il commercio del mondo. Uno sguardo al futuro che all’Europa manca. Con la conseguenza che l’Unione Europea rischia di diventare un elemento debole fra le dinamiche degli Stati Uniti, della Cina e della Russia. 

Le riflessioni di Tripodi e Guerini

Maria Tripodi

In un panorama così complesso ed integrato va ovviamente capito come gestire le difese dei territori. A questa domanda ha risposto tra gli altri Maria Tripodi, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri. Ha ricordato quanto fatto dal governo negli ultimi tempi, sottolineando anche con una punta di orgoglio che oggi il modello di lotta mondiale al narcotraffico segue gli schemi realizzati a suo tempo da Falcone e da Borsellino.

Molto interessante anche l’intervento dell’ex Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, la guest star della serata che ha parlato di guerre ibride. Un tema attuale in un mondo in cui la guerra non si fa più con le truppe e le armi ma soprattutto con i cyber attacchi per indebolire le società. Di qui la decisione di potenziare l’agenzia italiana per la Cyber sicurezza. Un tema che viene dibattuto ad Anagni proprio nel giorno in cui l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone dice che «La Nato valuta risposta più aggressiva alla guerra ibrida di Mosca» buttando tutti fuori dal comodo nido delle illusioni.

A proposito di rapporti con l’Africa, Alessio Nardi, consigliere per le politiche di sicurezza in materia di giustizia e cooperazione, ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del Piano Mattei per gestire i rapporti con il continente africano. Un piano che segue sostanzialmente una visione: fare dell’Africa un attore alla pari e non più un soggetto da colonizzare.

L’intervento di Salvati sulla Novo Nordisk

Davide Salvati

Ma la politica estera è fatta anche di grandi realtà economiche. Le cui fibrillazioni, fatalmente, finiscono per creare problemi anche da noi. Lo dimostra il caso della Novo Nordisk: un gigante della farmaceutica le cui oscillazioni a livello globale sono arrivate ad interessare anche lo stabilimento anagnino.

La città è passata in poco tempo dall’eccitazione per il piano da 2 miliardi e mezzo di euro annunciato per lo sviluppo della struttura, alla notizia del taglio globale di 9000 posti, con perplessità sul futuro dello stabilimento anagnino. Su questo ha cercato di riflettere il presidente Davide Salvati del Consiglio comunale di Anagni. Ha difeso la strategia dell’amministrazione Natalia per attirare gli investimenti dei player mondiali.

Salvati ha ricordato la recente inchiesta del Sole 24 Ore, che ha fotografato la provincia di Frosinone in drammatico calo di importanza. Proprio per questo dobbiamo sviluppare una politica di attrazione degli investimenti, evitando quei ritardi burocratici che possono far fuggire gli investitori, come è capitato a noi per il caso della Catalent”. (Leggi qui: La Ciociaria sempre più “periferia dell’impero”: crolla la qualità della vita).

Salvati ha poi ricordato le vicende del Sin. “Ha di fatto bloccato la nostra zona per anni”, ha osservato. Mentre il Comune, nel caso della Novo Nordisk, si è mosso in maniera diversa “con permessi a costruire arrivati in 120 giorni”. Il punto è evitare “un ambientalismo ideologico che troppo spesso ci ha penalizzato”.

Il ruolo delle aziende locali

Daniele Natalia (Foto © Stefano Strani)

In una realtà in cui la Difesa diventa un elemento sempre più importante quale può essere il ruolo delle aziende locali? A questo ha risposto Jacopo Recchia, presidente di Rial. Ha ricordato come in Italia ci siano delle imprese eccellenti. Vanno aiutate nella crescita con investimenti pubblici e una minore burocrazia.

Una strada potrebbe essere quella di creare un consorzio europeo che favorisca l’acquisto dei componenti essenziali per lo sviluppo delle industrie, evitando il ricorso a realtà non europee che giocano spesso sui prezzi bassi.

Conclusioni affidate a Filippo del Monte, componente del Bord di Rial, che ha ricordato come il modello di guerra attuale non sia non più legato soltanto ad eserciti ed armi, ma anche all’uso dei droni. Una modernizzazione, anche in questo caso, da gestire e non da subire.

Insomma, una serata di respiro internazionale. Fatalmente, è stata anche una vetrina per le aspirazioni locali dei presenti, a partire da Davide Salvati, vero fautore dell’evento e, per molti, vero delfino di Natalia.

Critico Luca Santovincenzo

Luca Santovincenzo

E forse non è un caso che, poche ore dopo, sull’evento, è arrivata la riflessione di Luca Santovincenzo, consigliere comunale di LiberAnagni, presente in sala. Ha espresso le sue perplessità su un approccio politico “fondato sulla strategia della paura”. Se non altro perché “il riarmo pesa sulle famiglie e sulle imprese, su un’economia  che cresce meno della media europea e su settori strategici come sanità, formazione e sicurezza interna”.

Santovincenzo ha pertanto esortato la politica, locale e non solo, a “fare l’opposto”. Ad Anagni, ad esempio, valorizzando “il patrimonio architettonico ed ambientale”. Come nel caso della ex polveriera, per la quale la proposta è quella di trasformare il sito in un polo sanitario universitario e di ricerca”. Mentre il sindaco Natalia “ha scelto un’altra strada” con progetti “improvvisati e privi di rilevanza pubblica”.