Giani bifronte: si tuffa nell’Arno, salva il campo largo col M5s e “cheta” Avs

Il presidente uscente della Toscana perfeziona l’accordo programmatico con i contiani, che vogliono ed in caso di vittoria avranno un assessore. Ma ma "dimentica" Avs, che glielo fa pesare con una nota.

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Eugenio Giani mantiene viva la sua tradizione da sempre: e siccome è un toscanaccio di Empoli ma soprattutto è il Presidente della Regione Toscana lui ogni ante vigilia di Ferragosto va a farsi un bel tuffo alle sorgenti dell’Arno. Così lavora in combo, mettendo a crasi le tradizioni della sua terra e il protocollo istituzionale.

E’ un vizio benevolo che gli riconoscono pure gli avversari, a Giani, quello di saper lavorare su più fronti, di solito mai meno di due. Solo che stavolta l’urgenza di trovare una soluzione a due ha messo Giani di fronte alle rimostranze di Avs Toscana. Su Cosa? Calma e gesso.

Sempre in combo

Eugenio Giani e Susanna Ceccardi (Foto: Paolo Lo Debole © Imagoeconomica)

Quest’anno il governatore ed esponente dem ha scelto il “Canto della Rana”, uno spot di eccellenza di quella stessa “Toscana diffusa” con la quale Giani aveva messo in piedi un progetto di valorizzazione paesaggistica ed ambientale.

Sempre due cose, sempre endiadi, sempre combo, come la combo ritenuta quasi irrealizzabile fino a pochi giorni fa tra il Partito Democratico ed il Movimento Cinquestelle per il tentativo di Giani di bissare nel suo incarico e battere il destracentro alle regionali.

Il presidente ci è riuscito ed ha coordinato, sia pur dal “remoto” dei suoi impegni da tuffatore istituzionale, una serie di momenti cruciali con i quali le due delegazioni dei partiti hanno raggiunto un accordo. E, in scacchiera nazionale, hanno lasciato la sola incognita del Veneto tra gli appuntamenti d’urna di questo ultimo quadrimestre del 2025.

Disco verde della base M5s

Giuseppe Conte

Dopo un incontro tenutosi nelle scorse ore infatti, il Movimento Cinquestelle di Giuseppe Conte ha dato disco verde al “campo largo”, creando anche un effetto domino di rafforzamento e conferma per le altre Regioni in cui l’accordo già preesisteva.

Come va letta questa soluzione da un punto di vista politico? Di sicuro il tentativo discreto ma nevrile di Elly Schlein di indicare nel “suo” Marco Furfaro il candidato per Via Cavour non è andato a buon fine grazie ai numeri preventivi su cui Giani può contare. Si parla, nei sondaggi, di non meno di un 39/41% già ipotecato.

La decisione di Giani di coordinare il punto di fusione tra Pd e M5s ha però messo di malmosto un altro alleato, Alleanza Verdi Sinistra. Che in ordine alle grandi manovre congiunte a due ha fatto sapere in un comunicato congiunto Filiberto Zaratti e Dario Danti cose un filino venefiche.

“Avs rappresenta una forza di contenuti, una forza elettorale e di radicamento territoriale che merita rispetto. Non accettiamo l’esistenza di patti separati. Chiediamo un immediato chiarimento e che venga convocato subito il tavolo della coalizione”.

Avs: no a patti separati

Nicola Fratoianni, Eleonora Evi e Angelo Bonelli (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Ma cosa chiede Avs a Giani? “Di convocare il tavolo di coalizione per discutere di tutti i temi del programma di governo della Toscana: il tempo è ormai scaduto. Tocca ormai al presidente candidato il compito di convocare tutte le forze politiche che lo sostengono. E ancora: “Avs è una forza politica seria, forte e responsabile che vuole condividere i propri temi e i propri contenuti con tutte le forze politiche dell’Alleanza progressista ed ecologista che si è formata per la Toscana“.

“Siamo assolutamente contrari ad accordi bilaterali o a patti programmatici parziali tra singole forze fatti in fretta e furia e non in grado di imprimere quella necessaria innovazione e radicalità al futuro governo della Toscana”. Insomma, o si contratta e si concerta tra tutti i soggetti politici interessati dal campo largo o saranno problemi.

Giani ha capito l’antifona ed in una conferenza stampa di ieri si è precipitato a ribadire il tono collegiale di ogni operazione che sottintenda il cimento elettorale regionale. Con queste parole. “Capisco le parole di Dario Danti e mi adopererò perché vadano nel senso giusto, quello di evitare di andare a incontri a due fra forze politiche, che facciano sentire gli altri esclusi”. Tradotto: va bene Conte superstar-convitato di pietra, ma non scordiamoci che ci servono altri numeri.

Ritrovare l’armonia

Eugenio Giani (Foto: Giuliano Del Gatto © Imagoeconomica)

Lo scopo dell’uscente e ricandidato è quindi far sentire “uno spirito immanente dell’intera coalizione, dalle forze riformiste e gradualiste fino alla sinistra. Non più attraverso logiche bilaterali, ma attraverso una logica collettiva, perché è quella che dà la forza e dà a me la capacità di interpretare al meglio i programmi che emergono”.

Ma a cosa punta Giani? All’armonia, e prima ancora a scongiurare la nua nemesi: il caos nel centrosinistra.

“Avendo sviluppato una politica di dialogo fra singoli partiti per contribuire a rendere il campo largo forte di una piattaforma programmatica e di una possibilità di rete di consenso sempre più ampia, ora si tratta di creare l’armonia”.

I due conti di Elly

Elly Schlein (Foto: Ermes Beltrami © Imagoeconomica)

La segreteria si è fatta due conti e, piuttosto che perdere una Regione storicamente rossa come il fuoco, ha ceduto il passo alla corrente di riferimento di Giani, che non è certo un massimalista.

Questo però aveva aperto la porta infida dell’incognita pentastellata, dato che Conte sta tessendo intorno alla leader del Nazareno una tela fatta del suo stesso massimalismo, in modo da poterne brandizzare l’azione politica.

“Giuseppi” però è tutto meno che fesso, ed ha capito anche lui che un vittoria in Toscana val bene una cavalcata elettorale con un dem meno suscettibile alla mistica pop. Ma siccome Conte è anche leader di un partito basico ha affidato tutto al “solito” voto online.

Limare le divergenze

Con questi risultati: 1538 iscritti locali si sono attribuiti il 30% dei 5.202 aventi diritto al voto. La metà ha scelto per la coalizione, per un totale di 2568 pentastellati e chiamati a scegliere se correre da soli o in coalizione.

(Foto: Vince Paolo Gerace © Imagoeconomica)

A quel punto davanti a Giani si sono aperti pianori più vasti della piana casentina di Campaldino. Ed ha iniziato ad operare, con discrezione, per limare i punti di divergenza con il M5s.

Un tuffo ed una telefonata, con Schlein che tutto sommato ha portato a casa la sua ennesima casella di alleanza ed ha dato una patina di organicità alla sua linea politica.

Insomma, Giani vuole la riconferma, Schelin non vuole perdere e finire sulla gogna e Conte vuole colonizzare ogni vittoria, specie dove essa è già mezza ipotecata.

Prove generali delle politiche 2027

Paola Taverna (Foto Livio Anticoli © Imagoeconomica)

Senza contare che servono prove generali delle elezioni politiche 2027 e numeri da cui partire per le primarie sul cadindat* premier. Le due delegazioni si sono incontrate a Firenze, con l’arrivo della vicepresidente vicaria Paola Taverna e dalla coordinatrice regionale Irene Galletti, ha portato in discussione e su cui fondare l’azione della futura giunta.

Temi erano molti ma il patto di ferro è uno solo: ai pentastellati, in caso di vittoria, dovrà andare un assessorato di peso. Il testo dell’intesa programmatica è fresco di stampante ed Eugenio Giani è uscito immune dal suo ennesimo “tuffo”.

Anzi, come suo costume dai due tuffi: quello nell’Arno e quello nell’avventura elettorale con Conte.