Gizzi torna al bar: il caffé è amaro, Maura e Ciotoli le prime a sentirne il gusto

Nuovo appalto quinquennale per il servizio scolastico a Ceccano: misure per contenere i costi e qualità confermata. L’assessore Ciotoli rivendica la promessa mantenuta e ribadisce la priorità al diritto allo studio e alle famiglie. Ma intanto, Gizzi serve caffè amaro per tutti

Il caffè, si sa, può essere dolce, corretto, lungo. Ma quello servito da Stefano Gizzi è sempre amaro. Amaro e bollente. È tornato il “Caffè ceccanese”, la rubrica che fa tremare più di un consigliere comunale. E anche stavolta l’ex assessore alla Cultura – defenestrato dal sindaco Caligiore come un bicchiere vuoto dal bancone – non ha lesinato colpi.

La “grande consigliera”

Federica Maura

Il primo bersaglio è stato Federica Maura la “grande consigliera”. Così la chiama Gizzi, con quel sorriso che più che un complimento sa di graffio. L’accusa è netta: ancora oggi nessuno ha visto la rendicontazione dei 100mila euro del progetto delle reti d’impresa. Soldi che, nei piani, dovevano portare anche cartelli turistici in tutta Ceccano. Peccato che quei cartelli sono diventati subito un boomerang: errori grossolani, modifiche in corsa, polemiche a non finire. Gizzi lo ricorda, lo sottolinea e lo serve caldo: “Che fine hanno fatto quei soldi?”. La palla passa alla Maura.

E forse la frecciatina non è rivolta solo alla Maura. Qualcuno ha colto il messaggio anche verso la presidente della rete delle imprese, Irene Carlini, moglie di Pasquale Bronzi, ex delegato al turismo e già consigliere di Gizzi. E non solo: la bordata sembra allungarsi fino a chi quella rete l’ha resa possibile, Fabio Giovannone e Alessandro Savoni.

Insomma, dietro la tazzina servita da Gizzi, ci sono più destinatari del previsto.

I vasi del cimitero e l’Area Vasta

Poi Gizzi torna a versare la polemica: sul tavolo finiscono i vasi all’ingresso del cimitero. “Orribili”, li aveva già definiti mesi fa davanti a Palazzo Antonelli e in piazza Municipio. Ora ci torna sopra: vanno rimossi, senza se e senza ma. Una costanza che lo fa sembrare quasi un esperto di arredo urbano e di vasi, con la stessa attenzione maniacale al dettaglio che avrebbe avuto un Giò Ponti davanti a un progetto di design.

Francesca Ciotoli

E siccome il caffè amaro non basta, Gizzi annuncia una puntata speciale per ribadire il suo secco no all’Area Vasta. È l’alleanza tra una decina di Comuni, per presentare progetti e richieste di finanziamento all’Unione Europea come se fossero un Comune soltanto. Decisione che lui considera sbagliata e pericolosa. Qui il colpo è doppio: dritto verso il Partito Socialista e verso l’assessora Francesca Ciotoli, che su quell’argomento ha la delega.

Il finale è da cabaret politico. Gizzi non punta direttamente sul sindaco Andrea Querqui, ma sui suoi cittadini adoranti. Quelli che sotto ogni post istituzionale lo sommergono di ringraziamenti e applausi. Il sarcasmo di Gizzi scivola nel fotomontaggio: Querqui vestito da Gesù Cristo. L’allusione è chiara: il miracolo delle scuole di Badia Maiura, tra allagamenti e ordinanze, trasformato in parabola. Una presa in giro non tanto al sindaco, quanto ai suoi fedeli digitali.

Dalla polemica al tavolo della Asl

Andrea Querqui

Mentre Gizzi serviva caffè bollente, la mattina del 23 settembre Andrea Querqui era impegnato in tutt’altro scenario. Il sindaco, insieme alla presidente del Consiglio Emanuela Piroli, alla consigliera delegata alla sanità Cristina Micheli e ai consiglieri Gina Carlini e Pino Malizia, è stato ricevuto dal direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere.

Un incontro denso di dossier: dalla conversione della Casa della Salute in Ospedale di Comunità (20 posti letto entro il 2026), al ripristino del SERD, alla radiologia con macchinari inutilizzati per mancanza di tecnici, fino al PUA trasferito a Frosinone, al CSM sotto organico, alla nuova REMS in via Fabrateria Vetus. Cavaliere ha promesso impegni concreti. Querqui, dal canto suo, ha parlato di un primo passo per riportare la sanità ceccanese al centro dell’agenda.

Ciotoli in azione

(Foto: Membo © DepositPhotos.com)

E mentre Gizzi oggi la colpiva da una parte, dall’altra l’assessore Francesca Ciotoli ha annunciato l’attivazione del servizio mensa. Dal 22 settembre il servizio è stato progressivamente avviato in tutti gli istituti scolastici cittadini.

«È una novità rispetto al passato, quando occorreva attendere la metà di ottobre – ha spiegato Ciotoli –. Si tratta di una promessa mantenuta perché per questa Amministrazione il sostegno al diritto allo studio, gli alunni e le loro famiglie hanno un valore prioritario».

L’assessore ha sottolineato anche l’impegno economico: «In talune circostanze conta un po’ meno quanto si spende, se il raffronto è fatto con il valore oggettivo del servizio che si rende alla collettività. Questa è una di quelle circostanze».

Il nuovo appalto quinquennale, approvato in Consiglio comunale il 18 settembre, prevede inoltre misure per contenere i costi complessivi senza intaccare la qualità del servizio.

Le strisce blu

In serata, dopo le ricostruzioni apparse sulla stampa in queste ore, l’amministrazione ha preso posizione su strisce blu e tributi. Nessuna apertura, spiegano, alla gestione esternalizzata della sosta a pagamento né al piano approvato nella scorsa consiliatura, contro cui il centrosinistra si era opposto. Rimane la possibilità di rendere operative le aree già tracciate o valutare soluzioni alternative, purché senza concessioni a terzi.

Chiarezza anche sui tributi: ferma contrarietà all’esternalizzazione dei servizi legati a Tari e Imu, con l’obiettivo di mantenere un ufficio comunale capace di assistere i cittadini, in particolare quelli in difficoltà. Diverso il discorso sulla riscossione coattiva, già affidata all’esterno da anni per mancanza di risorse interne, che continuerà dunque a essere gestita così. Entrambe le questioni, concludono, sono all’esame degli uffici, chiamati a presentare valutazioni tecniche in linea con l’indirizzo politico-amministrativo tracciato dalla maggioranza.

Da una parte c’è Gizzi, che con un caffè alla volta cerca di tenere sveglia la città, usando sarcasmo e vecchie ruggini come zucchero mai sciolto. Dall’altra c’è Querqui, che prova a cucinare incontri istituzionali con la Asl e promesse di futuro. In mezzo ci sono loro: Maura e Ciotoli, chiamate a rispondere ai colpi dell’ex assessore.

A Ceccano, anche un caffè diventa politico. E spesso, molto più amaro del previsto.

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