Gli attacchi di D’Onorio De Meo risvegliano il vecchio leone Bartolomeo

A Formia esplode la disputa tra il coordinatore di Forza Italia ed il già 4 volte sindaco che dopo 8 anni rompe il silenzio. L'esponente azzurro ha risposto al segretario cittadino del Pd Stefano Scipione, polemizzando con l'ex primo cittadino. Secca la replica: "Con noi risultati importanti come ad esempio la costruzione della scuola di Penitro"

Lo temono ancora. Lo considerano uno spauracchio: un po’ come lo fu Romano Prodi per Silvio Berlusconi. Perché l’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo (eletto quattro volte) ha sempre battuto il centrodestra in ogni elezione in cui si siano confrontati dal 1993 in poi. Che sia temuto ancora oggi lo confermano le considerazioni arrivate da destra dopo adesione al Pd di sua moglie, l’attuale capogruppo di “Guardare OltreImma Arnone. (Leggi qui: Formia cambia pelle: Arnone entra nel Pd e rimescola le carte del centrosinistra).

A far scattare l’allarme nel coordinatore comunale di Forza Italia Angelo D’Onorio De Meo sono state alcune dichiarazioni del suo omologo del Pd Stefano Scipione. Quelle con cui l’esponente Dem ha denunciato la “completa paralisi” in cui versa il Comune di Formia ed aveva lasciato intendere l’esistenza di una trattativa per allargare il campo largo e tentare così di battere alle amministrative del 2027 il centrodestra ed il sindaco Gianluca Taddeo.

La replica di D’Onorio De Meo

Angelo D’Onorio De Meo

D’Onorio De Meo ha replicato con ironia a Stefano Scipione, dicendo di sorridere per “questo suo improvviso interesse ed amore per la città, amministrata per lunghi 17 anni dalla sua compagine politica. Ben 4 mandati i cui effetti nefasti sono ancora evidenti. Occorre ricordargli lo stato di totale degrado e abbandono in cui la Città è stata lasciata”. In cosa consisterebbero? “Spazi riservati alla cultura inesistenti, opere incompiute, uffici e settori comunali completamente immobili, promesse di faraoniche infrastrutture rimaste tali. Per non parlare della condizione dell’arredo urbano della Città intera, periferie completamente dimenticate” ha chiosato il coordinatore di Forza Italia.

Insomma un attacco diretto all’operato di Sandro Bartolomeo da parte del coordinatore formiano di Forza Italia. Che ha difeso l’attuale primo cittadino (“In soli 4 anni l’attuale Amministrazione ha ridisegnato la città, garantendole una visione, una prospettiva di sviluppo, una crescita della vocazione turistica, ma soprattutto il ruolo di leadership all’ interno del comprensorio”).

Poi ha chiamato in causa il collega del Pd Scipione (“ha mancato di rispetto nei confronti della città definendola mediocre”), invitandolo a “ripercorrere gli atti, le azioni delle Amministrazioni a guida PD – Bartolomeo’. Forse la memoria corta o una cecità selettiva potrebbero essere le soluzioni a questi “vuoti di memoria”.

Un attacco politico a Bartolomeo

Stefano Scipione

Quello di D’Onorio De Meo è stato un attacco politico a Sandro Bartolomeo con cui mettere il dito nella ferita ancora sanguinante nel polo progressista dal 2021 quando il Pd si divise alle urne e perse le elezioni per meno di 50 voti: Guardare Oltre” ed il Pd di Bartolomeo appoggiarono la candidatura del leghista Amato La Mura mentre il Pd ufficiale sostenne l’attuale capogruppo Dem Luca Magliozzi. Le truppe di Bartolomeo conquistarono il ballottaggio e sfiorarono la vittoria: sarebbero bastati 20 voti spostati da una parte all’altra per ribaltare il risultato.

D’Onorio De Meo chiama in causa Scipione che reclamizza “condivisione e inclusione” ma non spiega ancora perché la consigliera Arnone quattro anni fa si sia candidata “con una propria lista in una coalizione di Campo Largo come si dice ora e non con il Partito Democratico che sosteneva Luca Magliozzi candidato sindaco”. Forza Italia accusa di incoerenza Arnone e Scipione (dalle cui file fanno notare che nella attuale maggioranza ci sono elementi che hanno fatto parte della coalizione del sindaco grillino Paola Villa, un tempo avversari di Taddeo).

La conclusione a cui è giunto D’Onorio De Meo: ”Evidentemente si è costretti a mettersi per forza insieme, anche se distanti nelle idee, pur di ritornare a comandare, infischiandosene del bene di Formia e curando solo i propri interessi e le loro priorità”.

Bartolomeo rompe il silenzio

Sandro Bartolomeo

Sandro Bartolomeo non è più sindaco di Formia dal dicembre 2017 quando, alle prese con una maggioranza sfilacciata e sostenuto indirettamente dall’allora gruppo consiliare di Forza Italia e dal suo successore Gianluca Taddeo, tolse il disturbo dimettendosi piuttosto che farsi sfiduciare a sei mesi dal voto naturale.

L’ex primo cittadino fu chiaro con i cronisti: “Non chiamatemi più in causa su polemiche politiche perché quello che ho fatto per la mia città lo sintetizzerò in un libro che qualcuno di voi mi aiuterà a scrivere”.

Dopo due ore dalla sortita di D’Onorio De Meo, Bartolomeo ha deciso, dopo otto anni, rompere quel silenzio finora rispettato in maniera monacale. Ed in un post (ha ricevuto un numero di like tre volte maggiore rispetto a quello del coordinatore di Forza Italia), ha reso pan per focaccia al Segretario degli azzurri.

L’ex sindaco: “Con me risultati importanti”

Bartolomeo ha deciso di ricorrere anch’egli al sarcasmo: Non sono abituato a rispondere sulle questioni politiche cittadine, da tempo mi occupo di altro. Ma di fronte alle fesserie e alle bugie scritte da un certo Angelo D’Onorio De Meo qualche riflessione va fatta”. Di fronte all’accusa che le sue sarebbero state amministrazioni “nefaste, che hanno lasciato solo disastri”, Bartolomeo ironicamente ricorda tra questi i più importanti risultati conseguiti sottolineandone due in particolare.

Il Comune di Formia

Il primo: “Nella frazione di Penitro, nel 1993, i bambini andavano a scuola in un garage perché la scuola elementare gli era crollata in testa e oggi hanno le scuole più nuove della città, compresa la scuola media e un istituto superiore”.

Il secondo riguarda la famigerata strada Pedemontana che, “progettata, finanziata e appaltata dal centrosinistra, è stata revocata da un’amministrazione di cui faceva parte il suo Partito, Forza Italia, Perché raccontare tante bugie?”.

Il finale è scoppiettante e prelude ad una campagna elettorale lunga (oltre un anno e mezzo) e al calor bianco: “Voglio solo dire al signor Angelo che se lui non è stato capace di apprezzare tutto questo è veramente preoccupante (per lui ovviamente) che evidentemente per cultura intende gli antichi romani che girano per via Vitruvio e le fritture di pesce. Per le questioni più politiche risponderà il Partito di cui faccio parte. Mi meraviglio che il sindaco in carica, che a Forza Italia appartiene, consenta che si scrivano falsità di questo genere, Anche questo è il segno di come sia scaduta questa città”.

Ed è soltanto il primo round.