Stasera il confronto tra il sindaco Mastrangeli e Forza Italia. per metterla di fronte alle proprie responsabilità politiche sulla crisi a Frosinone. E le conseguenze politiche sul tavolo regionale e nazionale.
Alzi la mano chi ha compreso fino in fondo i veri motivi della crisi della maggioranza Mastrangeli a Frosinone. Certamente ci sono una serie di concause che hanno determinato questa situazione, per certi versi kafkiana. Motivazioni politiche, amministrative e personali. E su nessuna di queste criticità, nessuno dei protagonisti è intervenuto realmente ed al momento giusto, per cercare di sbrogliare la matassa. Lasciando che le cose e i rapporti si incancrenissero.
Lo spiegone

Innanzitutto è evidente la spaccatura interna e profonda tra il 90% dei gruppi consiliari del centrodestra nel capoluogo. Solo la lista del vicesindaco Antonio Scaccia sembra essere immune da questa patologia.
Un gruppo che sia diviso al proprio interno è già una contraddizione in termini. Anche dal punto di vista sociologico. Un gruppo infatti viene comunemente definito come “un insieme di individui che interagiscono gli uni con gli altri, in modo ordinato, sulla base di aspettative condivise riguardanti il rispettivo comportamento. È un insieme di persone i cui status e i cui ruoli sono interrelati”. Alcuni consiglieri comunali dello stesso Gruppo consiliare di maggioranza a Frosinone nemmeno si parlano: altro che interazione.
Con l’ulteriore paradosso che all’interno di questi gruppi consiliari “atipici” taluni sostengono convintamente un assessore della Giunta Mastrangeli. Mentre talaltri ne vogliono la sostituzione: anche in Gruppi formati solo da 2 Consiglieri. Uno “regge” in Giunta l’assessore del proprio gruppo e l’altro ne chiede la “testa”, metaforicamente parlando. Già questa non è una situazione normale. E complicata da gestire. Ogni gruppo consiliare quindi (tolta l’eccezione di cui sopra) ha una componente di governo e una di lotta.
I malpancisti

Poi c’è il Gruppo dei 5 Consiglieri “malpancisti“, storici e recenti. I quali, pur appartenendo a Gruppi consiliari differenti, si muovono e fanno politica in maniera coordinata e unitaria. Loro si, sono un Gruppo unito: si capisce bene dove vogliono arrivare e con quali strumenti. Di fatto sono loro la vera opposizione alla maggioranza, dentro e fuori l’aula consiliare. Solo che ne fanno, almeno formalmente, ancora parte.
Sono gli stessi che, all’esito della verifica politico/programmatica one to one con il sindaco, la settimana scorsa hanno chiesto a Riccardo Mastrangeli l’azzeramento della Giunta come presupposto imprescindibile per ricominciare a dialogare. Circostanza che con molta probabilità non accadrà mai: il sindaco non ha alcuna intenzione di azzerare la Giunta. La vede come il rosso agitato davanti agli occhi del toro alla Corrida di Alicante. Se lo facesse rinnegherebbe tutta l’azione amministrativa svolta in questi due anni da lui e dai suoi assessori.
Ci sono poi dei distinguo, all’interno della maggioranza: squisitamente amministrativi. Alcuni consiglieri hanno una visione, altri un’altra. Ad esempio: sulle piste ciclabili, sugli interventi per lo Scalo, sul percorso del BRT, sulla gestione del forno crematorio. Sulla mobilità alternativa sostenibile.
Le distanze siderali

Poi però esiste anche una oggettiva distanza, quasi siderale, tra alcuni componenti della Giunta e i Consiglieri Comunali di centrodestra. I quali contestano di non essere adeguatamente coinvolti nelle decisioni dell’esecutivo o addirittura di non essere informati per niente.
A tutto questo si aggiunga il fatto che l’importante indennità assessorile (prevista per legge dello Stato), ingolosisce qualche Consigliere Comunale. Che prova a prendere possesso della ambita sedia in Giunta (al posto di qualcun altro) sventolando la bandiera di nobili battaglie di principio. I colori del fluttuante vessillo usato però, cominciano ad essere sempre più sbiaditi.
I punti fermi

In questa situazione di precarietà (in realtà solo apparente) i punti fermi sono diversi. Innanzitutto, a casa prima del tempo nessuno ci vuole andare. Anche perché quelle che oggi sono certezze domani potrebbero non esserlo più. Detto in parole più semplici: nessuno degli attuali consiglieri malpancisti ha alcuna certezza di essere rieletto; anzi: le statistiche sono sfavorevoli a coloro che provocano la caduta di un’amministrazione dal suo interno. Vale per tutti, nessuno escluso.
Un rischio tanto più concreto quanto più è labile la motivazione che determina la caduta. C’è stato qualche scandalo? No. Il sindaco è stato trovato in una situazione imbarazzante? No. Sul piano amministrativo ha compiuto una castroneria che fa di lui un asino con la fascia tricolore? No assolutamente. Le ragioni illustrate durante il faccia a faccia non sono tra quelle che per l’elettore medio autorizzano a staccare la presa. Ed in questi casi si viene letteralmente cancellati elettoralmente. Qualche esempio? Il Centrosinistra boicottò la rielezione del suo sindaco Michele Marini: la guida della città da allora è nelle mani del centrodestra. Il centrodestra autoaffondò l’amministrazione del sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro: da allora la seconda città della provincia di Frosinone è a guida progressista.
I malpancisti non sono ingenui. Ergo, non ci saranno dimissioni di massa di Consiglieri (ne servono 17). Né in maggioranza, tantomeno all’opposizione. Ovvio che i Consiglieri “malpancisti” ufficiali di maggioranza, ai quali nei prossimi mesi si potrebbe unire qualche altro, continueranno con l’azione di opposizione alla propria maggioranza. Forse addirittura in maniera più incisiva e determinata. Ma oltre questo non possono andare: non riusciranno a mandare “sotto” in Aula, l’esecutivo Mastrangeli. Non ci sono i numeri. Ed il Sindaco questo lo sa molto bene.
Nessun soccorso rosso

E nemmeno possono sperare nella sponda dell’opposizione di centrosinistra. Non ci sono proprio i presupposti. L’opposizione ha bisogno di tempo ed energie per risolvere i propri problemi interni. Lo si è visto chiaramente anche dall’atteggiamento assunto dalla minoranza durante questi giorni di crisi del governo cittadino. In altre latitudini l’opposizione avrebbe fatto barricate e fuochi d’artificio “sparando” ad alzo zero verso la maggioranza. Non a Frosinone.
Al centrosinistra serve tempo per arrivare al 2027 con squadra, programma e soprattutto candidato sindaco unitario. E quindi realmente competitivo.
Forte di questo scenario, Riccardo Mastrangeli si prepara alla seconda fase della verifica politica. Da questa sera inizierà a fare il punto con i singoli Partiti: mettendoli di fronte alle loro responsabilità. Cosa significa? Se non sono in grado di governare i propri eletti c’è un problema del quale rispondere su un tavolo più alto; nessun Partito può fare spallucce se un suo Consigliere assume una posizione fuori dalla linea tracciata dai quadri dirigenti. O ne è complice o deve intervenire per riportare nei ranghi chi lo rappresenta.
Gli appuntamenti in agenda

Il primo appuntamento in agenda è quello con Forza Italia. Che è impegnata in un braccio di ferrò interno al centrodestra regionale. Rivendica un rimpasto che tenga conto dei nuovi equilibri: il senatore Claudio Fazzone in un anno ha raddoppiato i suoi voti in Aula e svuotato la Lega. Nonostante questo i due Partiti hanno lo stesso peso dentro la Giunta Rocca.
Il Coordinatore regionale azzurro aveva mandato segnali chiarissimi. E ora si balla: a Frosinone come nelle altre grandi città del Lazio. Buttare giù Frosinone sarebbe un segnale fortissimo per la Regione e per l’intero centrodestra nazionale sul peso che Forza Italia intende far rispettare.
Il capogruppo Maurizio Scaccia l’altro giorno ha avanzato una richiesta irricevibile: l’azzeramento della Giunta comunale di Frosinone. Per Mastrangeli significherebbe la totale sconfessione del lavoro svolto fino ad oggi

Le dimissioni del sindaco aprirebbero una frattura analoga a quella che da dodici anni tiene il centrosinistra all’opposizione. Perché Mastrangeli si ricandiderebbe. E con ogni probabilità lo farebbe in un centrodestra diviso: Fratelli d’Italia e Forza Italia potrebbero imporre un cambio di candidatura considerando chiusa la stagione della Lega a Frosinone. In questo scenario, il rischio più verosimile è quello di una Caporetto.
Nel frattempo è stato convocato il Consiglio Comunale, come sempre in doppia convocazione, (Riccardo Mastrangeli benedice ogni giorno il Testo Unico degli Enti Locali che la prevede) per il 27/28 giugno prossimo. Per discutere, tra gli altri punti all’Ordine del Giorno, l’approvazione delle tariffe della tassa sui rifiuti.
Come disse il grande rivoluzionario politico cinese Mao Tse Tung “grande è la confusione sotto il cielo. La situazione quindi è eccellente”



