Habemus assessore, arriva la delega pesante e Caringi entra in giunta

A Terracina il pressing di Fazzone e Calandrini sul sindaco Giannetti ha centrato l'obiettivo di completare il rimpasto dell'esecutivo iniziato a fine novembre. L'esponente di FdI lascia dunque la presidenza del consiglio comunale per occuparsi del delicato settore delle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Scatta la corsa per la sostituzione sullo scranno più alto dell'assise cittadina

Una mossa che ha centrato l’obiettivo politico, ridisegnando gli equilibri interni al centrodestra di Terracina con largo anticipo. La scelta del Coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone, di indicare con largo anticipo Alessandro Di Tommaso come candidato sindaco alle amministrative del 2028 ha colpito nel segno. (Leggi qui: Fazzone gioca d’anticipo e incorona Di Tommaso candidato a sindaco)

Il sindaco Francesco Giannetti, messo sotto pressione, nella giornata di venerdì ha così chiuso il rimpasto di giunta rimasto incompiuto dal 28 novembre. Un rimpasto a metà, bloccatosi proprio nella parte centrale. E completato soltanto in queste ore: risolvendo il caso – Caringi.

L’antefatto

Sara Norcia, ex assessore ai Servizi Sociali

Il primo cittadino era stato costretto a intervenire dopo le tensioni sulla gestione dell’Azienda Speciale del Comune. Aveva sostituito l’assessora alle Politiche sociali Sara Norcia, leghista divenuta indigesta al suo stesso Gruppo consiliare per le scelte politico-amministrative compiute negli ultimi tre anni.

La Norcia era stata rimpiazzata, tra feroci polemiche interne alla Lega, dalla commercialista (ed ex candidata consigliera) Nicoletta Rossi che il 3 dicembre era stata investita delle deleghe ai servizi sociali, politiche della famiglia, emergenza abitativa, pari opportunità, integrazione, trasporti scolastici, trasporto pubblico locale, servizi cimiteriali e tutela degli ambienti.

Il caso-Caringi

Il secondo avvicendamento in Giunta avrebbe dovuto riguardare il presidente del Consiglio comunale di Terracina Luca Caringi di Fratelli d’Italia, (area Enrico Tiero).

Francesco Giannetti

Nella tarda serata del 28 novembre Giannetti in diretta televisiva su Teleuniverso annunciò i nomi dei suoi due neo assessori: Nicoletta Rossi e, appunto, Luca Caringi. Ma scoppiò un giallo: Caringi decise di non sottoscrivere l’accoglimento dell’incarico (a differenza dei confermati Maurizio Casabona, Gianluca Corradini, Claudio De Felice, Alessandra Feudi, Antonella Isolani e Nicoletta Rossi). Non firmò e rimase a presiedere il Consiglio comunale della terza città della provincia di Latina. Bloccando di fatto una parte del rimpasto.

E un motivo c’era: Caringi non era soddisfatto delle deleghe che il sindaco Giannetti gli avrebbe voluto assegnare. Le considerava di seconda e terza fascia rispetto a quelle del vice sindaco Claudio De Felice che aveva avuto una ‘pioggia’ di deleghe pesanti: Grandi Opere, Infrastrutture, Pnrr, bilancio, programmazione finanziaria, fondi finanziari extracomunitari, sportello, contenzioso e sistemi informativi.

Caringi e l’accettazione dell’assessorato

Bisogna ricordare che Il sindaco Giannetti non volle Caringi in giunta ad inizio del mandato nel 2023 perché, nonostante i 1000 voti raccolti, era semplicemente uno dei 32 indagati nell’inchiesta denominata “Free Breach” sul rilascio delle concessioni demaniali.

Luca Caringi

Caringi correttamente non ha mai alzato la voce continuando a presiedere il Consiglio raccogliendo finanche i consensi delle minoranze per la sua condizione “imparziale”. Il suo obiettivo, seppur sottovoce, erano i Lavori Pubblici anche perché, dimettendosi da presidente d’aula, avrebbe dovuto lasciare il suo scranno nel consiglio provinciale di Latina precludendosi la possibilità di essere in lizza per il suo rinnovo che avverrà il prossimo giugno, tre mesi dopo la sua scadenza in attesa di sapere la composizione della prossima assemblea civica al comune di Fondi.

Se da venerdì 6 febbraio Caringi è il neo assessore del Comune di Terracina grazie al decreto numero 5 del sindaco Giannetti è perché sono successe due cose in 48 ore, tra sabato e lunedì sera.

Il pressing di Fazzone e Calandrini

Sabato il Senatore Fazzone in occasione del congresso comunale di Forza Italia aveva suonato la sveglia al sindaco Terracina. Impalmando il coordinatore di Progetto Terracina Alessandro Di Tommaso a capo di una coalizione civica di centrodestra, il coordinatore regionale degli azzurri aveva mandato un chiaro segnale a Giannetti e ai “Fratelli”: “Siamo pronti anche per un anticipato ritorno alle urne” che per Terracina sarebbe la terza volta di fila dal 2020 in poi. (Leggi qui: Fazzone gioca d’anticipo e incorona Di Tommaso candidato a sindaco)

Claudio Fazzone

L’altro episodio che ha motivato Giannetti a scendere a miti consigli con il suo alleato principale, Fratelli d’Italia, c’è stato lunedì sera. Era arrivato a Terracina il coordinatore provinciale, il senatore Nicola Calandrini, per incontrare il sindaco Giannetti e proprio Luca Caringi.

Giannetti è stato costretto a rivedere la portata delle deleghe assegnate al suo vice De Felice: non più quella ai Lavori Pubblici conservando le responsabilità amministrative al Pnrr, bilancio, programmazione finanziaria, Fondi finanziari extracomunitari, Sportello Europa, Nuove Opere e Nuove infrastrutture, contenzioso e sistemi informativi.

Le motivazioni di Luca

E la magica parola “Lavori Pubblici”? Nel decreto numero 6 del sindaco Giannetti è scomparsa. Sicuramente è stata sostituita da “Manutenzioni ordinarie e straordinarie” di cui si occuperà il nuovo assessore Caringi insieme a viabilità, edilizia scolastica, edilizia sportiva, sviluppo delle periferie, decoro urbano, usi civici, smart city, suap, attività produttive e finanche, caccia, pesca e gli immancabili pascoli.

Luca Caringi

Caringi avrebbe deciso di lasciare la presidenza del consiglio comunale fondamentalmente per due ragioni. La prima: la sua rielezione alla Provincia sarebbe stata messa in forte discussione per il processo di riorganizzazione che sta interessando la componente interna a FdI guidata da Tiero.

La seconda: e se Caringi avesse ottenuto dal Senatore Calandrini e forse anche dal deputato europeo Nicola Procaccini la promessa di essere il candidato sindaco di Fdi quando si voterà per le prossime amministrative?

Di Girolamo in pole per la presidenza del Consiglio

Massimiliano Di Girolamo

Rimanendo sulla stretta attualità gli adempimenti che attendono la politica terracinese dopo la scelta di Caringi di sedersi in Giunta sono diversi. Dovrà essere sostituito dal primo dei non eletti nel listone di FdI che è Candido Luzzi, già nel primo Consiglio comunale utile

Il presidentedella Provincia di Latina Gerardo Stefanelli è stato già avvisato dal comune di Terracina che Caringi, non essendo più consigliere comunale, non potrà più sedere nel consiglio provinciale sino a giugno. E da settimane scalpita il primo dei non eletti della lista di FdI alle provinciali del marzo 2024: si tratta di Alessandro Porzi che paradossalmente è consigliere comunale di una lista civica che al comune di Latina fa parte della maggioranza di Matilde Celentano ma – come detto – alle provinciali è stato un candidato di Fratelli d’Italia.

Silveria Giuliani

Nel prossimo fine settimana sono in agenda alcuni incontri nella maggioranza di Francesco Giannetti per la futura elezione alla presidenza del consiglio comunale. FdI rivendica la conferma di quella posizione e il nome che più circola è quello di Massimiliano Di Girolamo. Ma non sono trascurabili le candidature di due donne elette nel maggio 2023: Maria Pia Chionna e Silveria Giuliani.

A proposito di donne, l’ex assessora alle politiche sociali del comune di Terracina, l’ex leghista Sara Norcia ha smentito categoricamente l’indiscrezione che la vedeva trasmigrare con armi e bagagli (tanti voti) nel neonato movimento del generale Vannacci. “Sto bene dove sto – ha commentato – con la mia riacquistata libertà di decidere solo e soltanto per il bene della mia città”.

A buon intenditor, poche parole.

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