Cosa c'è dietro la richiesta di Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia degli atti sull'agibilità delle arcate ristrutturate. E' un segnale non solo ammistrativo: gli azzurri vogliono ribadire il loro ruolo di "controllori" dell'attività dell'esecutivo senza sconti. Ed il tema della sicurezza e della legalità è fondamentale in quanto i locali saranno assegnati tramite un bando pubblico
Della serie, non c’è pace tra le arcate de “I Piloni”. Mentre l’amministrazione Mastrangeli, legittimamente soddisfatta della partecipata inaugurazione dell’opera domenica scorsa, è impegnata con le tante richieste di assegnazione degli spazi commerciali, (il progetto è molto “trending” tra la gente) c’è chi, dai banchi dell’opposizione, piuttosto pragmaticamente, chiede: “Sì, belli i progetti, ma siamo sicuri che lì sotto non ci cada nulla in testa?”.
Forza Italia all’attacco
Artefici della richiesta, i consiglieri di Forza Italia Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo, che nella giornata di ieri, hanno inviato una pec urgente ai dirigenti dei Lavori Pubblici e dell’Urbanistica del Comune, con il segretario generale in copia, giusto per non far mancare nulla a nessuno.

Al centro della richiesta: la verifica delle condizioni di agibilità e sicurezza degli spazi delle appena inaugurate arcate de “I Piloni” al centro storico. In altre parole, prima di assegnare i locali, meglio capire se siano davvero a norma. Una domanda che suona banale, ma che in politica diventa subito un atto formale e, soprattutto, un segnale. Il tema è di quelli scivolosi: l’agibilità.
Proprio mentre l’Amministrazione Mastrangeli corre con i bandi per riempire i locali vuoti, Scaccia e Cirillo hanno calato l’asso della burocrazia difensiva: un’istanza formale per verificare le condizioni di sicurezza dei locali.
Ma le “arcate” sono agibili?
Il ragionamento dei due consiglieri non fa una piega, (almeno in linea teorica): “State facendo le selezioni per assegnare gli spazi? Bene. Ma prima di consegnare le chiavi, avete controllato che tutto sia a norma di legge? “
Per i due forzisti, questo passaggio è “indispensabile ai fini del corretto utilizzo degli immobili”. Come a dire: inutile arredare casa se non abbiamo il certificato di abitabilità.

I due consiglieri azzurri invocano il pieno rispetto delle normative, sostenendo che la verifica dell’agibilità e della conformità strutturale non è un optional, ma condizione “indispensabile per l’utilizzo regolare degli immobili e la conclusione trasparente dell’iter amministrativo“.
Per farlo, chiedono con urgenza di ottenere tutta la documentazione tecnica rilasciata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco: relazione, eventuali verbali, verbali della verifica più recente, ogni atto che certifichi la sicurezza dei “Piloni”. E lo vogliono in formato digitale, spedito alla loro PEC. Non una semplice comunicazione.
Nella nota ufficiale, Scaccia e Cirillo chiariscono che l'”accesso agli atti” è un diritto pieno di ogni consigliere comunale, non qualcosa da negoziare. Perché – dicono -dietro a quelle arcate ristrutturate c’è la gestione di “beni comuni” e se qualcosa non torna, Forza Italia non farà sconti. Al di la degli aspetti tecnici, la richiesta cela anche significati politici profondi.
Una richiesta politica
Richiedere specificamente gli atti dei Vigili del Fuoco è una mossa piuttosto scaltra e sottile. L’agibilità e la prevenzione incendi sono spesso il tallone d’Achille degli immobili storici, di antica data, di Frosinone.

Se questi documenti fossero incompleti, scaduti o inesistenti, l’intero bando per l’assegnazione dei Piloni rischierebbe di bloccarsi, o di dover essere ritirato in autotutela. Scaccia e Cirillo sanno che toccare questo tasto significa mettere l’amministrazione con le spalle al muro.
Per questo delle due l’una: o le carte ci sono (e va tutto bene), o non ci sono (e scoppia il caso). Tertium non datur. Forza Italia, continua a marcare stretto, non solo il sindaco e gli assessori, ma anche la struttura tecnica comunale.
La richiesta non è solo amministrativa in purezza, è un segnale politico: “Non pensate di procedere speditamente senza il nostro controllo”. Ribadendo il diritto di accesso agli atti “pieno e non soggetto a restrizioni“, Scaccia e Cirillo ricordano ai dirigenti, e al sindaco, che il ruolo del consigliere non è quello di mero spettatore, ma di controllore attivo.
Un modo per rallentare l’azione amministrativa
L’istanza arriva proprio “nell’ambito delle recenti procedure di selezione”. Farlo ora, a bando in corso o appena chiuso, massimizza l’imbarazzo in caso di eventuali e ipotetiche irregolarità. Se avessero chiesto queste carte sei mesi fa, ci sarebbe stato tutto il tempo per rimediare.

Chiederle ora significa dire: “Fermate le macchine finché non vediamo i timbri”. È un modo per rallentare l’azione amministrativa, ponendo un dubbio di legittimità e sicurezza, che nessuno può permettersi di ignorare a cuor leggero, tout court.
Fine attivita di opposizione? Mai. Piero Calamandrei diceva: “Per far funzionare bene un Parlamento, bisogna essere in due, una maggioranza e una opposizione“.
(Foto di copertina © FrosinoneMiPiace).



