I tre episodi che mettono in chiaro cosa sta accadendo nel Pd che si avvia al Congresso Provinciale. Come si legge la nota dell'area Schlein. Cosa sta facendo fantini. E perché De Angelis aspetta. Intanto si incontra con Pompeo
I tempi. Sono i tempi a rendere tutto più comprensibile. Basta mettere in fila tre episodi per avere la giusta chiave di lettura. E capire da subito che il Congresso Provinciale del Partito Democratico sarà il contrario di ciò che dicono i protagonisti. Sarà una conta, senza quartiere: una prova muscolare con la quale ciascuno si peserà.
I tre episodi

I tre episodi da mettere in fila sono accaduti tutti la settimana scorsa. Il primo. L’assemblea di Area Dem che ha investito Francesco De Angelis della candidatura al Congresso, chiedendogli di accettarla e correre per la carica di Segretario Provinciale. È stata una riunione nella quale sono stati mandati diversi segnali di apertura per una soluzione di compromesso. (Leggi qui: Congresso Pd, Area Dem: “Frank, tocca a te”).
Il secondo episodio è un post del Segretario Provinciale uscente, Luca Fantini. Concluso il suo mandato ed affidato il Partito nelle mani della Commissione Congresso presieduta da Alberto Tanzilli ha subito messo gli anfibi sul terreno. (Leggi qui: «Piacere Alberto e faccio il presidente»).

Sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un collage delle foto che in questi anni sono state scattate nelle varie iniziative Pd. Accompagnata dal commento “Tra le persone, con le persone: questo è il Partito che abbiamo costruito in questi quattro anni. Un Partito radicato, capace di valorizzare esperienze e competenze, e di formare una nuova classe di amministratori e dirigenti. Come ci siamo riusciti? Con campagne di mobilitazione, presenza costante nelle piazze, iniziative politiche, proposte per il territorio e momenti di confronto vero. Ora è il momento di proseguire questo lavoro, per costruire insieme il Partito che verrà!”. In pratica: è l’ufficializzazione della sua candidatura, sostenuta da Sara Battisti e da tutta la componente di Rete Democratica.
Ci siamo anche noi

Il terzo episodio è la riunione dell’area che fa riferimento alla Segretaria nazionale Elly Schlein. Sabato ha tenuto la sua assemblea ed al termine ha diffuso una nota. Nella quale si dice “Noi lavoriamo per costruire un Congresso che non sia un campo di scontro, ma uno spazio di confronto vero. Una politica di contrapposizione interna, che alza muri, rifiuta il dialogo e che al confronto costruttivo contrappone l’imposizione, rischierebbe di riportare il Partito e i circoli locali in una fase di forte instabilità, frammentazione e tensione. Ciò pregiudicherebbe il rilancio indiscutibile che sta avvenendo su scala nazionale”. La traduzione?
Chiedono ad Area Dem ed a Rete Democratica di fermarsi e ridiscutere tutto. Perché? Il Segretario Provinciale Pd vorrebbero esprimerlo loro. Ma non hanno i voti per eleggerlo e se si va alla conta è chiaro che le loro possibilità siano prossime allo zero. Il confronto con il consenso che sono capaci di esprimere Francesco De Angelis e Sara Battisti è impossibile.
A cosa serve allora quel comunicato e fatto proprio adesso? È un segnale con il quale dire che loro sono in campo. Ma la realtà dei fatti è diversa.
Tempo di attesa

Quando tutti scendono in campo e fanno sentire il rumore degli anfibi che battono sul terreno non bisogna farsi condizionare dal rumore. Perché esiste la marcia normale e la marcia sul posto che consiste nel simulare la camminata ed il passo cadenzato ma senza spostarsi di un solo centimetro. È quello che sta accadendo in questo momento. In pratica?
Francesco De Angelis non ha ancora sciolto la riserva e fatto sapere che lo farà dopo avere assistito a due partite della sua Juventus. Considerato il calendario, una c’è stata con il Campionato ed una ci sarà nei prossimi giorni con la Coppa. Ha dato cioè il tempo a tutti per proporgli di non accettare e favorire una sintesi. Che però ha un prezzo politico da pagare.
Marcia sul posto anche l’area Schlein dove al momento ci sono due sensibilità. Una vorrebbe la candidatura dell’ex assessore comunale di Cassino Danilo Grossi. Che non ha i voti, nessuno li ha chiesti per lui a Francesco De Angelis proponendogli una buona alternativa per non candidarsi. Nessuno si è fatto sentire da Rete Democratica dal cui fronte Grossi aspettava un’apertura. Invece è arrivata la candidatura di Fantini. Pure lì vale lo stesso ragionamento: se vogliono i voti devono domandarli ed offrire un adeguato ristoro politico al Segretario uscente. La cui discesa in campo è stata un cortocircuito per Grossi & co.
Visioni di prospettiva

È chiaro che a Danilo Grossi non basta il rapporto diretto con Elly Schlein per reclamare la candidatura a Segretario Provinciale. Perché se bastasse quello si potrebbero abolire i Congressi nel Pd dove invece i voti sono ancora esercizio di democrazia. Chi ha un po’ più di esperienza propone da settimane una linea di dialogo con Francesco De Angelis ed Area Dem che è stata centrale per l’elezione della Segretaria che si vuole candidare perché sostiene di avere appoggio Schlein. Linea di dialogo che porterebbe ad appoggiare De Angelis ed ottenere una certa visibilità nella Segreteria.
Una mossa nei prossimi giorni dovrà farla Antonio Pompeo. A lui ha mandato un segnale fortissimo nei giorni scorsi Francesco De Angelis nel corso della Direzione Provinciale tenuta a fine novembre. Lo ha fatto quando ha detto che l’alleanza dalla quale è stato superato alle scorse Regionali non esiste più. È stata una stilettata a Sara Battisti ed al tempo stesso un’apertura a Pompeo. Quasi a dirgli: se si votasse oggi, senza di me, Sara non verrebbe rieletta in Regione. Viani con me e costruiamo un nuovo asse. (Leggi qui: Pd, la Direzione vara la Commissione: scintille De Angelis – Battisti).
Rumors molto attendibili assicurano che nei giorni scorsi una cena tra De Angelis e Pompeo c’è stata. Nel corso della quale avrebbero provato ad accorciare le distanze. L’ex presidente della Provincia non disdegnerebbe l’elezione a Segretario, al momento non ci sono le condizioni.
Se nulla accade si andrà alla conta. Fino all’ultimo voto.



