Come si legge la richiesta di Iacovissi a Mastrangeli di portare il tema della Mobilità in Consiglio Comunale. Non solo critica amministrativa: è una mossa per guidare l’opposizione e posizionarsi nella corsa alle Comunali.
Gengis Khan, il celebre condottiero e sovrano mongolo, è conosciuto non solo per la sua ferocia ma anche per essere stato un acuto stratega militare, pioniere dell’intelligence e della guerra psicologica. La sua capacità di raccogliere informazioni gli permetteva di anticipare le mosse dei nemici e vincere le battaglie prima ancora di combatterle. È la stessa strategia che ha usato il consigliere comunale di Frosinone del Partito Socialista Vincenzo Iacovissi.
Il candidato sindaco del PSI, evidentemente già in campagna elettorale, ha giocato d’anticipo. Ha chiesto la convocazione di «una seduta del Consiglio comunale dedicata alla mobilità urbana, in tempi brevi», chiamando direttamente in causa il sindaco Riccardo Mastrangeli per riferire sui dossier più caldi: il BRT, l’ascensore inclinato e il trasporto pubblico locale.
Dritto al punto

Iacovissi non usa giri di parole: per lui, la strategia della mobilità dell’amministrazione Mastrangeli è in piena crisi d’identità. Il consigliere punta il dito, tra l’altro, sul recente ritorno al doppio senso di marcia in strade vitali della parte bassa del capoluogo — via Marittima, viale Portogallo e viale Grecia. Quello che l’amministrazione presenta come flessibilità è, secondo Iacovissi, un «ravvedimento operoso» che nasconde un fallimento. La critica è netta: «modificare le principali scelte attuate in questi anni sulla viabilità vuol dire sancire una retromarcia che testimonia un’esperienza fallimentare».
Il timore — e l’attacco politico — riguarda soprattutto il BRT. Senza corsie dedicate, il super-bus rischia di trasformarsi nell’«ennesima circolare che dovrà muoversi nel lento e caotico traffico cittadino». Per questo Iacovissi chiede chiarezza anche su altri nervi scoperti: l’ascensore inclinato perennemente fermo, il nuovo bando del TPL, la gestione del sagrato della Sacra Famiglia e di Piazzale Kambo.
Fin qui la cronaca amministrativa. Poi c’è la politica.
L’OPA sulla leadership dell’opposizione

Perché Iacovissi ha deciso di alzare il tono del confronto sulla mobilità proprio adesso? Non è banale senso civico. È sapiente strategia politica in vista delle Comunali del prossimo anno. In politica, chi controlla la narrazione su un tema caldo controlla una fetta importante del consenso.
La prima mossa è chiara: con questa iniziativa, Iacovissi lancia un’OPA sulla leadership dell’opposizione. Sa perfettamente che il BRT sarà uno dei temi incandescenti della prossima campagna elettorale. E sa che non può permettere che a tenere sotto pressione il sindaco sia solo il consigliere Anselmo Pizzutelli, che sul tema ha costruito una trincea fortificata e in aula ha già ingaggiato scontri durissimi con Mastrangeli. Chiedendo il Consiglio su questo specifico tema, Iacovissi si prende la scena e il centro della battaglia. Occupa spazi politici ed evita che siano altri a guidare la contestazione.
Come scriveva Machiavelli: «chi lascia fare agli altri, perde il tempo e il vantaggio».
Iacovissi ha inoltre fiutato le sacche di incertezza della maggioranza. Gli stop-and-go sulla mobilità — un giorno senso unico, il giorno dopo doppio senso, un percorso dritto per il BRT poi diventato promiscuo — sono crepe politicamente letali. Per chi è già in campagna elettorale, sono esattamente il tipo di contraddizioni in cui infilarsi con chirurgica precisione per farle emergere nel dibattito pubblico.
Il jolly in Consiglio

La partita ha una logica semplice. Se il BRT si rivelerà una soluzione davvero rivoluzionaria per la mobilità cittadina, sarà il trionfo politico di Mastrangeli. Inutile, per i competitors, farci campagna elettorale sopra. Ma se così non dovesse essere, allora la partita del prossimo anno è aperta e Palazzo Munari diventa contendibile.
Iacovissi lo sa. E prova a giocarsi tutte le carte che ha in mano, sperando di pescare un jolly in Consiglio comunale.
Portare il tema in aula significa obbligare Mastrangeli a mettere ufficialmente nero su bianco: tempi, costi, percorsi, benefici, scelte tecniche, responsabilità. Tutti elementi da tirare fuori tra qualche mese sui palchi della campagna elettorale, a BRT già avviato, davanti ai cittadini che nel frattempo avranno vissuto il servizio sulla propria pelle.

C’è infine una terza dimensione, forse la più sottile: il sorpasso a sinistra sul Partito Democratico. L’immobilismo del PD sui dossier caldi della città è un regalo politico per i Socialisti. Più i Dem tacciono, più Iacovissi appare come l’unico interlocutore strutturato nel campo riformista. Il PD si muove con la velocità di un elefante — per giunta zoppicante. Iacovissi agisce da centometrista. Battendo i Dem sul tempo, si accredita come il solo vero sfidante di Mastrangeli nel perimetro della sinistra.
Non è solo mobilità, dunque. È posizionamento elettorale.
Come scriveva Oscar Wilde: «l’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi». E la tentazione di trasformare il BRT in un tema elettorale era troppo forte per Iacovissi per lasciarla agli altri.



