Il bilancio di Veroli dura un quarto d’ora. E dice tutto

Il bilancio di Veroli passa in un quarto d'ora. È il segnale di una visione amministrativa che va oltre gli steccati politici, capace di costruire equilibri nuovi. Basati su una prospettiva per tutta la città

Il punto migliore per assediare un’amministrazione comunale è il Consiglio in cui si esaminano i conti del Bilancio. Sono le sedute più stressanti: durano ore, a volte giorni. L’opposizione assedia sui numeri, chiede spiegazioni, propone emendamenti: è lì che la minoranza può mettere in evidenza la sua visione alternativa della città. È democrazia che funziona: è il momento in cui chi non governa dimostra che avrebbe saputo governare.

Il Consiglio comunale di Veroli di giovedì è durato circa un quarto d’ora. Il rendiconto di gestione 2025 è stato approvato. L’opposizione non ha presentato un emendamento. Non uno. Non per apatia: è che c’era poco da contestare.

L’equilibrio

(Foto © DepositPhotos.com)

Il sindaco Germano Caperna e l’assessore al Bilancio Elena Di Nicuolo hanno costruito un documento che ha la solidità silenziosa dei conti che quadrano: equilibrio finanziario confermato, riduzione del disavanzo in continuità, gestione della liquidità definita «ottima» dalla relatrice. Ma il dato più interessante di quel bilancio non sta nei numeri del passato. Sta nella direzione che indicano per il futuro.

Veroli è una città che ha scommesso sulla cultura come infrastruttura — non come ornamento da sfoggiare in estate ma come leva permanente di sviluppo e identità. Il Festival della Filosofia, gli eventi di caratura nazionale, la partecipazione al progetto della città intercomunale con AnagniAlatri e Ferentino nella corsa alla Capitale Italiana della Cultura 2028: sono tutti pezzi di un disegno che il bilancio sostiene concretamente, non solo a parole.

I sindaci dell’Ufficio Europa

L’Ufficio Europa sta disegnando i primi progetti. Veroli è centrale nell’idea del Nuovo Bauhaus Europeo — quel programma della Commissione che trasforma spazi abbandonati in luoghi vivi di partecipazione e innovazione, e nel quale il complesso La Catena è già candidato. È la stessa logica che porterà il Premio Strega in città come annunciato ufficialmente il mese scorso: non eventi occasionali, ma costruzione sistematica di un posizionamento culturale che nessun altro Comune della Ciociaria sta perseguendo con la stessa coerenza. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di giovedì 23 aprile 2026. E qui: Top e Flop, i protagonisti di giovedì 2 aprile 2026).

La fotografia

Il palazzo municipale di Veroli

Un bilancio approvato in quindici minuti, senza emendamenti, non è una seduta noiosa. Sul piano politico è la fotografia di un’amministrazione che ha fatto i compiti. E di un’opposizione che, almeno per una sera, non ha trovato niente da correggere. Sul piano amministrativo è il profilo di una conditio sine qua non che spiana la strada ad ogni prospettiva di governo della città. Se Veroli produce cultura, investe in servizi, realizza spazi nuovi e polifunzionali, se la città parla pensando alla bellezza a 360 gradi è perché la sua azione si fonda su numeri chiari e puntuali e da lì parte la programmazione. Un’amministrazione comunale può sognare ma senza i conti in equilibrio restano progetti nel cassetto: a Veroli i conti quadrano e permettono di sognare in grande.

Il silenzio dell’opposizione non è sciatteria. Non è inciucio. E nemmeno è consociativismo cioè chiudere un occhio per governare insieme. È piuttosto il segnale che il bilancio di Veroli ha una propria ossatura progettuale che va oltre ogni steccato politico. La sintesi di una visione che sa tenere insieme idee diverse senza rimanere ingabbiata in equilibri precostituiti, ma capace di mettere su un altro equilibrio, ben più solido, che parla del bene della città.