Il blitz dell’opposizione sull’elezione del presidente del Consiglio Comunale

Dieci consiglieri chiedono la convocazione urgente del Consiglio per eleggere il nuovo presidente dell’Aula. Una mossa che accelera i tempi, testa la tenuta della maggioranza di Mastrangeli e mette in evidenza le divisioni ancora aperte nel centrosinistra.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Adesso la pressione su Mastrangeli è ufficiale. Dieci consiglieri comunali di Frosinone hanno protocollato una richiesta urgente di convocazione del Consiglio Comunale per procedere all’elezione del nuovo presidente dell’aula, rimasto senza guida dopo le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri e il successivo cambio nel ruolo di vicepresidente vicario del consigliere Marco Ferrara.

La richiesta, inviata questa mattina tramite PEC proprio al presidente f.f. Marco Ferrara e per conoscenza al sindaco Riccardo Mastrangeli e al segretario generale Mauro Andreone, porta le firme di Giovanni BortoneTeresa PetriccaMaurizio ScacciaMaria Antonietta MirabellaPasquale CirilloAngelo PizzutelliFabrizio CristofariGiovambattista MartinoNorberto Venturi e Anselmo Pizzutelli.

I dieci consiglieri hanno attivato i poteri previsti dal TUEL, che vincola l’Amministrazione a convocare l’aula quando a chiederlo sia almeno un quinto dei consiglieri assegnati. Nel testo si fa esplicito richiamo all’articolo 40, comma 1, dello Statuto comunale, ricordando come il presidente dell’aula sia una figura istituzionale e super partes, delegata a rappresentare l’intero Consiglio e a tutelare i diritti di ogni singolo componente.

Un capolavoro di tempismo

Sergio Crescenzi

Ma dietro la motivazione istituzionale emerge chiaramente una sottile strategia. Un capolavoro di tempismo politico. I dieci consiglieri tentano di inserirsi nelle crepe — culminate nei due voti mancati di Sergio Crescenzi e Paolo Fanelli all’approvazione del rendiconto — comunque evidenti e costanti nella maggioranza che sostiene il sindaco Mastrangeli.

Ed è qui che entra in gioco l’articolo 39 dello Statuto comunale relativo all’elezione del presidente del Consiglio: «Il presidente del Consiglio Comunale è eletto, in prima votazione, da almeno due terzi dei consiglieri assegnati; in seconda votazione è sufficiente la maggioranza dei consiglieri assegnati». Declinata nella composizione dell’aula di Frosinone: servono almeno 17 voti. Quelli che il sindaco, in questo momento, non ha con certezza.

(Foto: Massimo Scaccia © Ciociaria Oggi)

La richiesta di convocazione urgente appare quindi come una mossa finalizzata a togliere tempo a Mastrangeli e alla sua maggioranza. Anticipare il voto sull’elezione del presidente significa rendere più complicate eventuali operazioni di ricucitura con i due consiglieri «malpancisti». Un’azione di recupero di Fanelli e Crescenzi richiederebbe inevitabilmente tempo, trattative e nuove mediazioni politiche. I promotori dell’iniziativa sembrano voler impedire proprio questo: evitare che la partita venga congelata per settimane o rinviata dopo l’estate. Il messaggio politico è chiaro: il ferro va battuto finché è caldo.

La convergenza senza alleanza

La composizione stessa dei firmatari racconta molto dello scenario attuale. Da una parte i consiglieri che negli ultimi mesi hanno alimentato la fronda interna alla maggioranza, dall’altra una parte consistente dell’opposizione tradizionale di sinistra, rappresentata dal PD. Che finalmente batte un colpo. Una convergenza che non costituisce in alcun modo un’alleanza politica strutturata, ma che certifica l’esistenza di un interesse comune: costringere Mastrangeli a misurare la propria tenuta in aula.

Vincenzo Iacovissi (Foto © Massimo Scaccia)

Tuttavia, se Sparta piange, Atene certamente non ride. Scorrendo l’elenco dei dieci firmatari, balza immediatamente agli occhi un’assenza pesante, che fa politicamente rumore: manca la firma di Vincenzo Iacovissi, consigliere del PSI e già candidato sindaco ufficiale per le elezioni del prossimo anno. Che sia il risultato di un mancato coinvolgimento o di una precisa scelta politica, il dato resta significativo. Perché conferma come nel centrosinistra il percorso verso la costruzione di un’alternativa unitaria a Mastrangeli sia ancora lontanissimo dall’essere definito.

E non si tratta della difficile architettura elettorale del campo largo: si tratta soltanto di mettere una firma sotto la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale. Se il centrosinistra non è riuscito a trovare unità e convergenza nemmeno su questo, figuriamoci sulla individuazione del candidato sindaco.