La protesta contro il caos traffico di piazzale De Matthaeis diventa un caso politico: l’ex sindaco Paolo Fanelli si schiera contro Riccardo Mastrangeli e apre un nuovo fronte nella maggioranza già spaccata sul BRT e sulla gestione della città.
Il traffico è il pretesto. L’allargarsi della crisi politica è la notizia vera. Ieri mattina in piazzale De Matthaeis, davanti al cantiere della nuova rotatoria triangolare che da settimane trasforma il cuore viario di Frosinone in un imbuto, si è tenuta una conferenza stampa all’aperto promossa da Forza Italia e dal Gruppo Futura. Con loro, a sorpresa, anche Paolo Fanelli: consigliere comunale di Fratelli d’Italia ed ex sindaco della città. La sua presenza — e soprattutto le sue parole — hanno trasformato una protesta sulla viabilità in un caso politico.

«Se non ci saranno cambiamenti favorevoli per la città sarò costretto a mettermi dall’altra parte» ha dichiarato Fanelli. Che ha anche denunciato come il sindaco Riccardo Mastrangeli non convochi il Consiglio comunale da tre mesi. Un’assenza istituzionale che, sommata al caos viario, ha evidentemente colmato la misura.
È l’ennesimo cortocircuito di questa consiliatura. Nella quale una nutrita pattuglia di centrodestra è passata all’opposizione del sindaco con il quale era stata eletta. Il candidato sindaco del centrosinistra che aveva costretto al ballottaggio il suo avversario di centrodestra è passato a fargli da stampella impedendo sfiduce. I capigruppo della Lega e della civica del Sindaco non stanno con lui. Se qualcuno credeva di avere visto tutto, ora si aggiunge questa ulteriore perla: l’ex sindaco scende in piazza contro il sindaco in carica. E sono entrambi di centrodestra.
Il pretesto del traffico

Il bersaglio della protesta è il progetto BRT — Bus Rapid Transit, la rete di bus elettrici che collega i vari punti di Frosinone utilizzando una corsia preferenziale.E le modifiche alla viabilità che ne conseguono. La nuova rotatoria di piazzale De Matthaeis, a forma triangolare anziché circolare, risulta di fatto impraticabile per i mezzi più ingombranti. Genera code a tutte le ore su viale Roma, via Maria, via Tiburtina, via Moro e, da quando sono partiti i nuovi lavori, anche su via Cicerone. Il costo dell’opera: 650mila euro a carico dei contribuenti.
Sul fronte sanitario è intervenuta Teresa Petricca del Gruppo Futura. Ha parlato di «tragedia» per la qualità dell’aria, citando la produzione di micropolveri PM 2.5 generata dal traffico incolonnato. Il consigliere di Forza Italia Pasquale Cirillo ha chiesto l’istituzione immediata di un tavolo tecnico, definendo «una follia» le scelte adottate dall’amministrazione. Giovan Battista Martino, sempre di Futura, ha puntato il dito sulla mancanza di trasparenza: «Nessun consigliere comunale viene informato su ciò che accade in città».
Mobilità nel mirino

Nel mirino non c’è solo la rotatoria: la protesta ha investito l’intero impianto delle politiche sulla mobilità, dalle piste ciclabili all’ascensore inclinato, fermo da quattro anni. Lo striscione con lo slogan «Meno code più salute» è rimasto esposto sull’incrocio paralizzato anche dopo la fine dell’iniziativa.
Per il sindaco Mastrangeli la giornata si chiude con un conto politico da pagare: quella che era l’ala critica della maggioranza (ora all’opposizione) si è mostrata in pubblico, unita e con un nome pesante in prima fila. Se Fanelli dovesse tradurre la minaccia in atto, i numeri in aula diventerebbero un problema concreto. E il BRT, da progetto di rilancio, rischierebbe di diventare il simbolo di una legislatura che ha perso la rotta.



