A Cassino il tentativo di costruire un’opposizione più strutturata parte tra grandi entusiasmi e con la grande rivoluzione civica di Polidoro: proposte prima delle proteste. Ma poi un’uscita della Lega su un tema errato genera il primo autogol politico e tensioni interne.
Il cantiere sembrava promettente. Finalmente si intravedeva qualcosa di concreto: una possibile alternativa che iniziava a prendere forma. Con tempi fisiologicamente lenti, certo, ma con la sensazione che, passo dopo passo, potesse diventare competitiva e persino attrattiva. Poi la magia è durata lo spazio di un fine settimana.
L’opposizione cassinate sta provando a darsi una forma. A esistere davvero. Un passaggio tutt’altro che scontato, considerando la fase di torpore e di evidente difficoltà attraversata negli ultimi mesi. A riaccendere la scintilla sono state soprattutto le forze extra-consiliari, con in prima linea Paola Polidoro, che ha avviato un percorso costruito attorno a temi concreti: sicurezza, decoro urbano, accessibilità. Nessuna bandiera di partito, almeno in partenza, ma l’idea di aggregare cittadini e sensibilità diverse attorno a problemi quotidiani. (Leggi qui: Cassino ON: quando l’opposizione smette di dire no e prova a dire come).

I numeri, per ora, le hanno dato ragione: oltre 500 firme raccolte, la nascita di un dialogo con l’ex avversaria Maria Palombo — espressione della sinistra radicale cittadina — e la costruzione di un primo cantiere di proposte portate all’attenzione dell’amministrazione comunale. Il cantiere ha iniziato ad allargarsi anche ai Partiti della minoranza consiliare: l’iniziativa di sabato pomeriggio al Teatro Manzoni lo ha lasciato intendere chiaramente, con la presenza di Lega e Fratelli d’Italia. Una fase embrionale e delicata, che imporrebbe prudenza e coordinamento nella comunicazione politica. Perché quando una costruzione è appena avviata, basta un inciampo per far vacillare l’intera impalcatura.
La prima buca: Maraone attacca con un boomerang
A scavare la prima buca ci ha pensato Vincenzo Marrone, Segretario cittadino della Lega. Nella mattinata, il responsabile locale del Carroccio ha lanciato un affondo diretto al primo cittadino, accusandolo di scarsa attenzione alla manutenzione delle strade. Un attacco in linea teorica più che legittimo — il tema del decoro urbano è da tempo uno dei punti più sensibili per la cittadinanza — ma il bersaglio scelto si è rivelato sbagliato.

«Davvero sconfortante l’immagine che offriamo della nostra città a chi esce dall’autostrada. Sappiamo benissimo che la prima impressione è quella che conta e per questo dispiace che il sentimento di chi entra a Cassino sia di percezione di disordine, mancanza di decoro, trascuratezza e sporcizia», ha dichiarato Marrone. «Erbacce, cartelli rotti e abbandonati, sporcizia e stato di abbandono: uno stato sempre più invasivo, che acuisce l’immagine di una città allo sbando, abbandonata a sé stessa e priva di una guida».
Sarebbe potuto essere uno scatto d’orgoglio capace di toccare un nervo scoperto della maggioranza. Invece il colpo si è trasformato in un boomerang. La rotatoria in questione non è di competenza del Comune, bensì di Astral, l’ente che gestisce la viabilità regionale. Ci troviamo sulla SR630, la Cassino–Formia: una strada regionale la cui manutenzione spetta alla Regione Lazio.
L’autogol e il cantiere che deve resistere

Da Palazzo De Gasperi la replica è arrivata immediata e pungente: «Sono talmente confusi da colpirsi da soli», fanno filtrare dagli uffici comunali, respingendo l’attacco al mittente. Un mittente che, non senza ironia, appartiene allo stesso partito che esprime in Regione Pasquale Ciacciarelli nella Giunta Rocca. Quella che avrebbe dovuto essere la prima di una lunga serie di stoccate per erodere il consenso del sindaco Enzo Salera si è trasformata, di fatto, in un autogol comunicativo.
Un errore che pesa soprattutto nella fase iniziale di un percorso politico che avrebbe bisogno, più che di colpi isolati, di strategia, coordinamento e credibilità. A meno che – riflettono i più maliziosi – non si sia trattato di un errore voluto. Perché in queste settimane i rapporti tra la Lega e Pasquale Ciacciarelli si sono riempiti di veleni e disseminati di imboscate. C’è chi lo vorrebbe fuori dalla Giunta nonostante i 14mila voti personali ottenuti alle scorse Regionali. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di giovedì 16 aprile 2026).
Resta però un dato politico: la macchina avviata da Polidoro non sembra destinata a fermarsi. Il percorso continuerà a svilupparsi sui temi più sentiti dalla cittadinanza, nel tentativo di trasformare il malcontento diffuso in proposta organizzata. La sfida, ora, sarà evitare altri passi falsi e dimostrare che il cantiere può davvero diventare una struttura solida e duratura.



